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Sharon Stone, da Basic Instinct a Casino: l'attrice che ha ridefinito la femme fatale nel cinema americano

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Pubblicato: 11/11/2024

di VDICinema

Chi è Sharon Stone

Sharon Stone (nata il 10 marzo 1958 a Meadville, Pennsylvania) è l'attrice americana che ha ridefinito il concetto di femme fatale nel cinema degli anni Novanta: la sua Catherine Tramell in Basic Instinct (1992) di Paul Verhoeven è uno dei personaggi più iconici — e più discussi — nella storia del thriller hollywoodiano, un personaggio che usa l'intelligenza e la sessualità come armi con una consapevolezza che nessuna femme fatale del cinema classico aveva mostrato così esplicitamente. La nomination all'Oscar per Casino (1995) di Martin Scorsese ha poi confermato ciò che i cinefili già sapevano: Stone è un'attrice di talento reale, non solo un'icona di stile.

Stone è anche nota per il recupero straordinario da un ictus devastante subito nel 2001, che la tenne lontana dai set per anni e che ha descritto come un'esperienza che ha cambiato radicalmente il suo rapporto con la propria esistenza e con il cinema.

CampoValore
Nome completoSharon Vonne Stone
Data e luogo di nascita10 marzo 1958, Meadville, Pennsylvania
NazionalitàAmericana
ProfessioneAttrice, produttrice, attivista
Opera iconicaBasic Instinct (1992)
Premio principaleGolden Globe migliore attrice (1996); nomination Oscar
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Perché piace ai fan

Sharon Stone piace ai cinefili perché ha trasformato uno stereotipo — la bionda pericolosa — in qualcosa di più complesso e interessante. Catherine Tramell non è una femme fatale nel senso tradizionale: è un'intellettuale che usa la propria sessualità come strumento di potere con totale consapevolezza critica. Questo rovesciamento dell'oggettivazione in soggettività è il contributo più duraturo di Stone alla storia del cinema americano.

C'è anche una dimensione di resilienza nel suo fascino contemporaneo: il ritorno dopo l'ictus del 2001 — con la perdita parziale di alcune facoltà, la riabilitazione, la ricostruzione della carriera — è narrato da Stone con una franchezza e una mancanza di vittimismo che il pubblico trova commovente e ispiratrice. Non è solo un'attrice: è un esempio di come si rialza chi ha avuto tutto e poi ha perso molto.

Biografia di Sharon Stone

Cresciuta a Meadville, Pennsylvania, in una famiglia della classe media, Stone fu modella a New York e poi a Milano prima di tentare la recitazione a Hollywood. I primi anni furono difficili — piccoli ruoli in film dimenticabili — prima della svolta con Total Recall (1990) accanto ad Arnold Schwarzenegger, che le diede visibilità sufficiente per essere considerata per Basic Instinct.

Si è sposata tre volte: con il produttore televisivo Michael Greenburg (1984–1987), con il giornalista Phil Bronstein (1998–2004) — da cui ha adottato tre figli, Roan, Laird e Quinn — e con il produttore cinematografico Kelly Chapman Meyer (non confermato da fonti ufficiali). L'ictus del settembre 2001 — causato da un'emorragia cerebrale — la tenne lontana dal set per oltre un anno, e ha detto di aver perso una parte significativa del proprio patrimonio durante la malattia. Il ritorno al cinema con Broken Flowers (2005) di Jim Jarmusch fu accolto come un trionfo personale prima ancora che artistico.

La carriera di Sharon Stone

Dopo i primi film di fine anni Ottanta, Stone esplose con Total Recall (1990) e poi con Basic Instinct (1992) — uno dei film più discussi degli anni Novanta, per la violenza, per la sessualità esplicita e per il personaggio di Catherine Tramell, scrittrice bisessuale di thriller che potrebbe essere o no una serial killer. Stone portò il personaggio con una intelligenza lucida che trasformava l'oggettivazione della sceneggiatura in soggettività del personaggio.

La nomination all'Oscar per Casino (1995) — in cui interpretò Ginger McKenna, moglie del boss di Las Vegas interpretato da Robert De Niro — fu il coronamento critico di un decennio di ascesa. Gli anni successivi portarono film di qualità variabile; dopo l'ictus, il ritorno graduale al cinema includendo Broken Flowers (2005), Bobby (2006) e, più recentemente, Ratched (Netflix, 2020) e The Disaster Artist (2017).

Film e serie TV di Sharon Stone

I film più importanti di Sharon Stone includono Total Recall (1990), Basic Instinct (1992), Sliver (1993), The Specialist (1994), Casino (1995), Diabolique (1996), Sphere (1998), The Mighty (1998), Broken Flowers (2005), Bobby (2006). In televisione, la serie Ratched (Netflix, 2020) di Ryan Murphy e la miniserie Mosaic (HBO, 2017) sono i lavori televisivi più recenti di rilievo.

Casino (1995) di Martin Scorsese è il film che ha dimostrato definitivamente la statura artistica di Stone: il ritratto di Ginger McKenna — donna che si sposa per soldi, finisce per essere vittima del sistema che aveva cercato di usare, e si distrugge progressivamente — è costruito su una performance di energia e disintegrazione che cresce nel corso di tre ore di film. La nomination all'Oscar fu universalmente ritenuta meritata, e molti critici ritennero che avrebbe dovuto vincere.

Ruoli interpretati da Sharon Stone

Catherine Tramell in Basic Instinct (1992) è il personaggio con cui Stone è indissolubilmente legata: la scrittrice bisessuale che potrebbe essere una serial killer, e che sfida il detective interpretato da Michael Douglas con un'intelligenza sempre un passo avanti. Stone porta il personaggio con una consapevolezza totale — Tramell sa esattamente cosa sta facendo, e questa consapevolezza è al contempo il pericolo del personaggio e la sua qualità più affascinante. La scena dell'interrogatorio — una delle scene più famose nella storia del cinema degli anni Novanta — fu portata da Stone con una leggerezza e un controllo assoluti.

Ginger McKenna in Casino (1995) è invece il ruolo di maggiore profondità emotiva: la prostituta di lusso che si sposa con il boss Sam Rothstein (De Niro) per il denaro e finisce per autodistruggersi tra la relazione col fidanzato tossicodipendente e la paranoia del marito. Stone porta il personaggio attraverso un arco di quarant'anni di degrado con una fisicità e un'intensità che rendono la performance praticamente insostenibile da guardare negli ultimi atti.

Curiosità

Stone ha raccontato che durante le riprese della scena dell'interrogatorio in Basic Instinct, il regista Paul Verhoeven le disse che la telecamera non avrebbe visto niente di esplicito se lei non avesse indossato biancheria intima — e lei si fidò di lui. Quando vide il film al montaggio finale scoprì che la scena era molto più esplicita di quanto le fosse stato detto. Ha descritto questo episodio come un tradimento professionale, ma anche come un momento che ha deciso di non lasciare che definisse la sua carriera. Preferisce sottolineare che il personaggio era straordinario e che la scena — esplicita o no — racconta qualcosa di vero su come il potere funziona tra i sessi.

Dopo l'ictus del 2001, i medici dissero a Stone che aveva perso il 30% del sangue cerebrale e che non avrebbe dovuto sopravvivere. Il recupero completo — che le permise di tornare a recitare — fu descritto dalla comunità medica come eccezionale. Ha scritto di questa esperienza nel memoir The Beauty of Living Twice (2021), in cui descrive l'ictus come il momento in cui ha finalmente imparato a vivere per se stessa invece che per l'approvazione degli altri.

Premi e riconoscimenti

Sharon Stone ha ricevuto la nomination all'Oscar come migliore attrice protagonista per Casino (1996) e ha vinto il Golden Globe per lo stesso film. Ha ricevuto anche un BAFTA Award per Casino. Ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame. L'American Film Institute la include tra le grandi star del cinema americano degli anni Novanta.

Il film Basic Instinct (1992) ha incassato oltre 352 milioni di dollari nel mondo con un budget di 49 milioni, diventando uno dei thriller più redditizi della storia di Hollywood. La scena dell'interrogatorio è citata in decine di film, serie televisive e spot pubblicitari — rendendola una delle scene più replicate nella cultura popolare degli ultimi trent'anni. Stone ha accettato di comparire in pubblicità parodia della scena anche decenni dopo, dimostrando la consapevolezza ironica del proprio status di icona.

Ranking e gradimento di Sharon Stone su Voceditalia

Sharon Stone è tra le attrici meglio posizionate su Voceditalia nel gruppo analizzato: 28 voti con approvazione del 89% e presenza in tre classifiche, tra cui il #4 tra le bionde più famose del cinema — uno dei posizionamenti più alti di tutto il gruppo. Questo profilo riflette una notorietà genuina e un apprezzamento solido, coerente con la sua statura nel cinema degli anni Novanta.

La sua posizione nella fascia alta della graduatoria interna degli attori (101 su 318) è tra le più alte del gruppo analizzato, e la presenza nelle tre classifiche — bionde del cinema, icone degli anni Novanta, attrici americane — copre bene le diverse dimensioni del suo profilo. Il potenziale di crescita è legato all'espansione verso classifiche tematiche sui thriller e sui film di Scorsese, aree in cui la sua presenza sarebbe naturale e attesa. Un profilo già solido con buone prospettive.

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Andamento voti e ranking interno

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Voti Negativi

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