Vota tutto quello che ti piace

Brigitte Bardot: l'icona del cinema francese che ha cambiato l'idea di donna nel dopoguerra

Personaggio Spettacolo - Valutazione utenti: 4,5 su 5 basata su 46 voti.

Pubblicato: 11/11/2024

di VDICinema

Brigitte Bardot — nome completo Brigitte Anne-Marie Bardot — è nata il 28 settembre 1934 a Parigi da una famiglia borghese. È l'attrice e icona culturale francese più riconoscibile del XX secolo, simbolo globale della femminilità libera e provocatrice degli anni '50 e '60. Iniziò come modella a 15 anni e debuttò al cinema nel 1952, ma la svolta internazionale arrivò con E Dio creò la donna (1956) di Roger Vadim — il suo primo marito — che la rivelò al mondo come un fenomeno visivo e culturale senza precedenti. Il film, girato a Saint-Tropez, trasformò il piccolo porto della Costa Azzurra in uno dei luoghi simbolo della dolce vita mediterranea.

BB — come è universalmente conosciuta — non era solo una presenza estetica: la sua capacità di esprimere sensualità e libertà in un'epoca ancora rigidamente conformista rappresentò per una generazione intera di donne europee un modello di emancipazione fisica e comportamentale. Jean-Luc Godard la diresse in Il disprezzo (1963) con Michel Piccoli e Jack Palance, confermando la sua capacità di lavorare con i maestri del cinema d'autore oltre che nel cinema popolare. Nel 1973, a 39 anni, annunciò il ritiro dalla recitazione per dedicarsi interamente alla causa dei diritti degli animali.

CampoValore
Nome completoBrigitte Anne-Marie Bardot
Nata il28 settembre 1934, Parigi
NazionalitàFrancese
Film iconicoE Dio creò la donna (1956)
Ritiro dal cinema1973
Attività attualeFondazione per i diritti animali
Brigitte Bardot, attrice e icona del cinema francese degli anni '50 e '60, simbolo della bionda più famosa di Hollywood
Foto: Wikipedia
Quanto ti piace Brigitte Bardot?
È al n.1 nella classifica «Le bionde più famose del cinema»
+24 26 2(28 voti, 92,9% positivi)
Vedi la classifica completa →

Perché piace ai fan

Bardot è amata come figura culturale che ha precorso i tempi in modo visivo piuttosto che teorico: non ha scritto manifesti femministi, non ha fatto dichiarazioni politiche sull'emancipazione — ha semplicemente vissuto in modo libero e ne ha subito le conseguenze mediatiche senza cedere. La sua immagine di donna che va in barca senza reggiseno, che esce con chi vuole, che si veste come vuole mentre i paparazzi si appostano fuori da casa sua ha avuto un impatto sulla percezione della libertà femminile più grande di molte campagne esplicite.

Per il pubblico italiano, Bardot è anche un ponte verso l'idea di dolce vita mediterranea — Saint-Tropez come il luogo dove l'estate è un'arte di vivere, non solo una stagione. I suoi film degli anni '60 hanno contribuito all'immagine della Costa Azzurra che ancora oggi attrae milioni di turisti. Questa dimensione geografica e culturale, oltre a quella personale, spiega perché rimane così presente nella memoria collettiva anche tra chi non ha vissuto quell'epoca.

Brigitte Bardot crebbe in una famiglia benestante del XVI arrondissement di Parigi — il padre era un industriale, la madre una donna di famiglia elegante e rigorosa. Iniziò lo studio della danza classica da bambina alla scuola di Madame Bourgat, poi al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi. A 15 anni apparve in copertina sulla rivista Elle e incontrò il giovane regista Roger Vadim, che sposò nel 1952 a 18 anni contro la volontà dei genitori. Fu il primo di quattro matrimoni.

La vita privata di Bardot fu oggetto di copertura mediatica intensa e spesso invasiva: i suoi matrimoni (con Vadim, l'attore Jacques Charrier, il playboy Gunter Sachs e il militante di destra Bernard d'Ormale), le sue relazioni e i suoi tentativi di suicidio documentati hanno alimentato decenni di tabloid. Dopo il ritiro nel 1973, si trasferì definitivamente a La Madrague, la sua villa di Saint-Tropez, e ha rilasciato solo interviste rare e spesso polemiche — specie su temi di immigrazione e Islam che le sono costati condanne per incitamento all'odio razziale in Francia.

La carriera cinematografica di Bardot si estende dal 1952 al 1973 per un totale di oltre 40 film. Il periodo d'oro va dal 1956 al 1965: E Dio creò la donna (1956, Vadim), Babette se ne va in guerra (1959, Christian-Jaque), La verità (1960, Henri-Georges Clouzot), Il disprezzo (1963, Jean-Luc Godard), Viva Maria! (1965, Louis Malle). Clouzot — il "Hitchcock francese" — diresse la sua performance più elogiata dalla critica in La verità, un dramma processuale che dimostrò la profondità della sua gamma drammatica al di là del sex symbol.

Ha anche inciso musica: il duetto con Serge Gainsbourg, Je t'aime... moi non plus (1967, poi pubblicato da Jane Birkin nel 1969 nella versione più nota), è rimasto uno dei brani più controversi e icona della cultura pop francese. Il suo ritiro a 39 anni è stato un atto di autonomia radicale — raro per una star donna dell'epoca — che ha contribuito alla sua mitizzazione: Bardot ha scelto quando smettere, su sue condizioni.

I film principali: E Dio creò la donna (1956) — il film che la rivelò al mondo, con la Saint-Tropez estiva come terzo personaggio; La verità (1960, Clouzot) — il ruolo più drammaticamente complesso, una donna in attesa di sentenza per omicidio raccontata in flashback; Il disprezzo (1963, Godard) — accanto a Michel Piccoli e Jack Palance, uno dei film di Godard più accessibili e visivamente lussuosi; Viva Maria! (1965, Louis Malle) — coppia comica e politica con Jeanne Moreau in un western messicano rivoluzionario.

Tra i titoli minori ma rappresentativi: Mademoiselle Striptease (1956, Marc Allégret), En cas de malheur (1958, Claude Autant-Lara) con Jean Gabin, e Shalako (1968, Edward Dmytryk) — un western internazionale con Sean Connery che segnò l'inizio del declino della sua fase più creativa. Il corpus cinematografico di Bardot è una mappa degli stili e delle mode del cinema europeo degli anni '50-'60.

Juliette Hardy in E Dio creò la donna — una giovane donna di Saint-Tropez libera e selvaggia che non accetta i vincoli della società, il personaggio che ha definito l'immagine pubblica di Bardot per decenni. Dominique Marceau in La verità — una donna accusata dell'omicidio dell'amante, dipinta come colpevole dalla società anche prima della sentenza: il ruolo più serio e il più lontano dal sex symbol spensierato.

Camille Javal in Il disprezzo — la moglie di un giovane sceneggiatore (Piccoli) che inizia a disprezzarlo quando lui comincia a compromettere la sua arte per i soldi del produttore (Palance): un ritratto della disgregazione di coppia che Godard usa per riflettere sulla natura del cinema stesso. Maria I in Viva Maria! — la metà della coppia comica con Jeanne Moreau in un film che oscilla tra parodia del western e pamphlet politico sulla rivoluzione.

Curiosità

Il busto di Marianne — il simbolo della Repubblica Francese presente in ogni municipio del paese — è stato modellato sulle fattezze di Brigitte Bardot dal 1970 al 1985, anno in cui fu sostituito da quello di Mireille Mathieu. Questa scelta istituzionale rappresenta il massimo riconoscimento simbolico della sua icona come volto della Francia nel mondo. Bardot è stata il riferimento visivo della Repubblica per quindici anni.

La canzone Je t'aime... moi non plus fu inizialmente incisa da Bardot e Gainsbourg nel 1967, ma Bardot chiese che non fosse pubblicata per rispetto verso il suo allora compagno. Gainsbourg la pubblicò nel 1969 con Jane Birkin — la versione che divenne un classico. Bardot e Gainsbourg ebbero una relazione intensa negli anni '67-'68, documentata in foto e testimonianze che hanno alimentato il mito di entrambi.

Bardot non ha ricevuto premi cinematografici maggiori in carriera — una lacuna che molti critici attribuiscono alla sua immagine di sex symbol che rendeva l'establishment del cinema riluttante a riconoscerla come attrice "seria". Ha ricevuto il César d'honneur onorario nel 1997 per l'insieme della carriera. È stata insignita del Légion d'honneur nel 1985. Ha ricevuto numerosi premi internazionali per la sua attività in difesa degli animali, tra cui il Prix Courage della Ligue française des droits de l'animal

La sua Fondazione Brigitte Bardot, fondata nel 1992, ha portato avanti campagne significative contro la caccia alle foche nel Canada, il massacro di cani randagi in Romania e varie pratiche di maltrattamento animale in tutto il mondo. Questa seconda carriera come attivista ha avuto risultati concreti su alcune politiche europee relative al benessere animale.

Ranking e gradimento di Brigitte Bardot su Voceditalia

Con 37 voti totali e un tasso di approvazione del 95% (35 positivi, 2 negativi) con valutazione 5/5, Brigitte Bardot raggiunge su Voceditalia il consenso quasi unanime riservato alle icone culturali indiscusse — la prima posizione sia nella classifica delle bionde più famose del cinema sia in quella delle attrici francesi più belle di sempre conferma un dominio assoluto in queste categorie. Il volume contenuto di 37 voti è coerente con il profilo demografico della piattaforma: Bardot è una figura del passato che richiede una conoscenza del cinema classico non comune tra un pubblico giovane.

La sua posizione prima in entrambe le classifiche — con una media di 1 — è il dato più significativo: non è seconda a nessuno nelle categorie in cui compete. Questo tipo di dominio di categoria è raro su Voceditalia e indica che la sua reputazione è talmente consolidata da non ammettere concorrenza effettiva. Il 5/5 con quasi zero voti negativi su una persona reale con opinioni pubbliche controverse (le sue dichiarazioni su immigrazione e Islam) suggerisce che chi la vota su Voceditalia la valuta specificamente come icona cinematografica e culturale degli anni '50-'70, non come persona nella sua interezza.

Liste in cui compare

Andamento voti e ranking interno

2

Liste

43

Voti positivi

3

Voti Negativi

46

Totale Voti

Commenti

Ancora nessun commento. Di' la tua!

Lascia un commento

Facebook X