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Faye Dunaway, la diva ribelle degli anni Settanta che ha vinto l'Oscar con Quinto potere

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Pubblicato: 3/12/2024

di sabyRadice

Chi è Faye Dunaway

Faye Dunaway (nata il 14 gennaio 1941 a Bascom, Florida) è stata una delle attrici più importanti della New Hollywood degli anni Sessanta e Settanta: audace, imprevedibile, capace di portare sullo schermo donne complesse e ambiziose in un'epoca in cui Hollywood iniziava appena a fare spazio a personaggi femminili non convenzionali. La sua Bonnie Parker in Gangster Story (1967) e la sua Evelyn Mulwray in Chinatown (1974) sono due delle performance femminili più celebrate nella storia del cinema americano; la sua Diana Christensen in Quinto potere (1976) le valse l'Oscar e rimane uno dei ritratti più taglienti del mondo dei media mai messo sullo schermo.

La sua carriera ha conosciuto una parabola: dopo il periodo d'oro degli anni Settanta, una serie di scelte discutibili e una reputazione di attrice "difficile" sul set ne hanno frenato la visibilità negli anni successivi. Ma il suo contributo alla storia del cinema americano è indiscutibile.

CampoValore
Nome completoDorothy Faye Dunaway
Data e luogo di nascita14 gennaio 1941, Bascom, Florida
NazionalitàAmericana
ProfessioneAttrice
Opera iconicaChinatown (1974)
Premio principaleOscar migliore attrice (1977)
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Perché piace ai fan

Faye Dunaway piace al pubblico cinefilo perché appartiene a quel momento irripetibile della New Hollywood — tra il 1967 e il 1976 circa — in cui Hollywood fece film radicalmente diversi da prima e da dopo: psicologicamente complessi, moralmente ambigui, formalmente audaci. Dunaway era la perfetta interprete di quell'epoca: bella ma inquieta, glamour ma pericolosa, sempre sul bordo del controllo.

C'è anche una dimensione di mito nel suo fascino contemporaneo: la fotografia di Faye Dunaway la mattina dopo la notte degli Oscar del 1977 — seduta in vestaglia a bordo piscina a leggere il giornale con la statuetta accanto — è diventata una delle immagini più iconiche della storia del cinema, usata come sfondo da milioni di persone e citata in decine di film e serie televisive.

Biografia di Faye Dunaway

Cresciuta in una famiglia militare che si spostava frequentemente, Dunaway studiò recitazione alla Boston University e poi all'Actors Studio di New York, dove si formò con il metodo Strasberg. Dopo un inizio a Broadway, arrivò a Hollywood e ottenne quasi subito il ruolo di Bonnie Parker che la rese famosa in tutto il mondo.

La sua vita privata fu caratterizzata da relazioni intense e turbolente: con il fotografo Terry O'Neill (padre del figlio Liam, adottato nel 1980), con il cantante Peter Wolf e altri. È nota per una reputazione di difficoltà sui set — Roman Polanski ha descritto le riprese di Chinatown come "un'esperienza indimenticabile, non sempre piacevole" — e per una serie di controversie legali negli anni recenti. Nel 2023 è stato riportato che il personaggio di Mommy Dearest, il film del 1981 in cui interpretò Joan Crawford, era diventato così associato alla sua persona da nuocere alla sua carriera.

La carriera di Faye Dunaway

La carriera di Dunaway esplose con Gangster Story (1967) di Arthur Penn, primo film che la mostrò come attrice capace di portare una femminilità trasgressiva e pericolosa sullo schermo. La nomination all'Oscar confermò il riconoscimento critico. Seguirono Thomas Crown Affair (1968), La tela del ragno (1970) e il capolavoro Chinatown (1974) di Roman Polanski, dove recitò accanto a Jack Nicholson in quella che molti considerano la performance perfetta della propria carriera.

La vittoria dell'Oscar arrivò con Quinto potere (1976) di Sidney Lumet, satira profetica del mondo televisivo. Negli anni successivi recitò in Eyes of Laura Mars (1978) e nel controverso Mommie Dearest (1981), dove interpretò Joan Crawford in una performance che oscillava tra il genio e l'eccesso. Da quel momento la sua carriera si frammentò tra ruoli di lusso in film di scarsa qualità e apparizioni occasionali in produzioni di pregio.

Film e serie TV di Faye Dunaway

La filmografia essenziale di Faye Dunaway include Gangster Story (1967), Thomas Crown Affair (1968), Chinatown (1974), Quinto potere (1976), Eyes of Laura Mars (1978) e Mommie Dearest (1981). In televisione ha recitato in produzioni di pregio negli anni Ottanta e Novanta, senza mai ritrovare la centralità del decennio precedente.

Chinatown (1974) è regolarmente inserito nelle liste dei dieci migliori film americani di tutti i tempi: il noir di Polanski è un capolavoro di costruzione narrativa e di performance, e il finale devastante — con la rivelazione sul personaggio di Dunaway — rimane tra le scene più scioccanti della storia del cinema. Quinto potere (1976), con il monologo di Peter Finch "I'm mad as hell and I'm not going to take this anymore", è invece un film profetico sull'era della televisione spettacolarizzata che sembra scritto oggi.

Ruoli interpretati da Faye Dunaway

Bonnie Parker in Gangster Story (1967) fu rivoluzionaria per il 1967: una donna che sceglie la strada del crimine non per necessità ma per desiderio di libertà e di trasgressione, con una sessualità esplicita e una violenza senza pentimento. Arthur Penn e Dunaway costruirono insieme un personaggio che sembrava uscito dalla controcultura degli anni Sessanta travestita da storia degli anni Trenta — e il pubblico lo capì immediatamente.

Diana Christensen in Quinto potere (1976) è invece il personaggio più moderno: una dirigente televisiva che trasforma la rabbia di un anchorman pazzo in uno show di successo, sacrificando ogni considerazione etica sull'altare dell'audience. Dunaway porta il personaggio con una lucidità glaciale che la rende al contempo affascinante e mostruosa — un ritratto del capitalismo mediatico americano di straordinaria attualità.

Curiosità

La fotografia di Faye Dunaway la mattina dopo la premiazione degli Oscar del 1977 — in vestaglia sul bordo della piscina dell'hotel Beverly Hills, coffee in mano, giornale aperto, statuetta sul tavolo — fu scattata dal fotografo Terry O'Neill, suo compagno all'epoca. È diventata una delle foto più famose nella storia del cinema americano, riprodotta su poster, t-shirt e come sfondo digitale da milioni di persone. O'Neill l'ha definita "il momento più perfetto che abbia mai fotografato".

Per Mommie Dearest (1981), Dunaway si immedesimò così profondamente nel personaggio di Joan Crawford che continuò a comportarsi come Crawford anche fuori dal set, trattando la troupe in modo autoritario. Il film fu un disastro critico e commerciale, e le valse una nomination ai Razzie Awards. Tuttavia, negli anni ha acquisito lo status di cult camp adorato da chi apprezza il cinema eccessivo e teatrale.

Premi e riconoscimenti

Faye Dunaway ha vinto l'Oscar come migliore attrice protagonista per Quinto potere (1977) e ha ricevuto in totale tre nomination all'Academy Award: anche per Gangster Story (1968) e Chinatown (1975). Ha vinto un Golden Globe per Quinto potere (1977) e un BAFTA Award. L'American Film Institute la colloca al ventiseiesimo posto tra le più grandi star femminili della storia del cinema americano.

Nel 2017, durante la cerimonia degli Oscar, fu protagonista involontaria del più grave errore nella storia della premiazione: insieme a Warren Beatty annunciò La La Land come vincitore del miglior film — il film aveva effettivamente vinto, come risultava dalla busta errata consegnata ai presentatori — prima che si scoprisse che il vero vincitore era Moonlight. La scena in diretta mondiale ha aggiunto un capitolo finale surreale alla sua lunga storia con l'Academy.

Ranking e gradimento di Faye Dunaway su Voceditalia

Faye Dunaway è presente su Voceditalia con un profilo molto limitato — una sola classifica, pochi voti — ma con un'approvazione che rimane alta tra chi la conosce. È uno dei casi più evidenti di star cinematografica di primo piano che il pubblico della piattaforma non ha ancora pienamente esplorato: la sua assenza da classifiche tematiche come quelle sui migliori film degli anni Settanta o sui villain cinematografici è un gap significativo.

Il posizionamento nella fascia bassa della graduatoria interna degli attori indica che la sua notorietà su Voceditalia non rispecchia la sua statura storica — è al 259° posto su 318, ben al di sotto di dove il suo impatto sul cinema americano la collocherebbe. Come per molte star classiche, la riscoperta da parte delle nuove generazioni attraverso le piattaforme streaming e i social network potrebbe cambiare questa fotografia significativamente nei prossimi anni.

Liste in cui compare

Andamento voti e ranking interno

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9

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