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E.T. l'extra-terrestre: storia e analisi del capolavoro di Spielberg che ha cambiato il cinema

Film - Valutazione utenti: 4,5 su 5 basata su 44 voti.

Cosa è E.T. l'extra-terrestre

E.T. l'extra-terrestre è il film di fantascienza e avventura diretto da Steven Spielberg e prodotto dalla Universal Pictures, uscito negli Stati Uniti l'11 giugno 1982. Con un budget di 10,5 milioni di dollari incassò oltre 792 milioni di dollari — diventando il film più visto di tutti i tempi fino all'uscita de Jurassic Park nel 1993, anch'esso di Spielberg — e vinse 4 Premi Oscar su 9 candidature, inclusi Miglior colonna sonora (John Williams) e Miglior sonoro. La storia di un alieno rimasto accidentalmente sulla Terra e dell'amicizia con il decenne Elliott (Henry Thomas) è diventata uno degli archivi emotivi collettivi della cultura pop del Novecento: "E.T. telefona a casa" è una delle frasi più citate nella storia del cinema.

E.T. fu girato quasi interamente dal punto di vista dei bambini — le riprese erano spesso al livello delle ginocchia degli adulti — in una scelta di regia che amplificava la prospettiva infantile del racconto. Spielberg ha dichiarato che il film nacque dalla sua esperienza personale di divorziato, con il personaggio dell'alieno come amico immaginario con cui elaborare la solitudine dell'infanzia. Questa origine autobiografica conferisce al film una sincerità emotiva che trascende il genere fantascientifico.

CampoValore
Anno di uscita1982
RegiaSteven Spielberg
GenereFantascienza / Avventura / Dramma
PaeseUSA
Durata115 minuti
Riconoscimento principale4 Premi Oscar; film più visto di tutti i tempi fino al 1993

La trama di E.T. l'extra-terrestre

Un gruppo di alieni botanici atterra su una collina nei pressi di una città californiana per raccogliere campioni di piante. Quando vengono sorpresi dagli agenti governativi, ripartono affrettatamente dimenticando uno dei loro: una creatura bassa, rugosa e dalla testa enorme che si nasconde nel bosco. Elliott, bambino di dieci anni con un padre assente e difficoltà a integrarsi nel nuovo contesto scolastico, trova l'alieno nel garage di casa. I due sviluppano un legame telepatico — quando E.T. si ubriaca, Elliott ubriaca i compagni di classe; quando E.T. guarda un film romantico, Elliott bacia la sua fiamma scolastica. Con l'aiuto della sorella Gertie e del fratello Michael, Elliott nasconde E.T. agli adulti, convinto che il governo voglia catturarlo.

E.T. costruisce un dispositivo per comunicare con i suoi — la scena del telefono fatto di giocattoli e un LP di Bob Dylan — e il finale, in cui i suoi compagni tornano a prenderlo mentre gli agenti governativi inseguono i bambini in bicicletta, è una delle sequenze più iconiche della storia del cinema, culminando con la famosa silhouette della bicicletta davanti alla luna piena. L'addio tra Elliott ed E.T. è uno dei momenti più commoventi del cinema americano del Novecento.

Perché piace ai fan

E.T. piace perché tocca qualcosa di universale: la solitudine dell'infanzia, il desiderio di un amico che ti capisca davvero, il dolore della separazione. Spielberg racconta tutto questo attraverso la metafora fantascientifica con una delicatezza e una precisione emotiva straordinarie — non c'è un momento falso nel film, nemmeno nei momenti di pura magia. Henry Thomas, all'epoca undicenne, offre una delle interpretazioni infantili più genuine e devastanti nella storia del cinema, e la sua chimica con la creatura animatronica (progettata da Carlo Rambaldi) è assolutamente credibile.

La colonna sonora di John Williams è tra le sue migliori — il tema principale di E.T. è uno dei motivi orchestrali più riconoscibili del Novecento — e il senso di meraviglia che Spielberg costruisce attraverso la fotografia di Allen Daviau, le luci morbide e la nebbia californiana, rimane intatto dopo decenni. E.T. è un film che continua a far piangere alla stessa maniera il bambino che ci va con i genitori e il genitore che lo rivede con il proprio figlio: questa capacità intergenerazionale è il segno più evidente della sua grandezza.

Cast e personaggi principali

Henry Thomas è Elliott, il protagonista decenne: vinse il ruolo con un provino leggendario in cui improvvisò un monologo in lacrime così convincente da stupire i casting director presenti. È la sua performance a tenere il film sulle spalle, e lo fa con una naturalezza che ancora oggi stupisce. Drew Barrymore è Gertie, la sorella minore: aveva sei anni durante le riprese ed è uno dei debutti infantili più spontanei e adorabili del cinema americano. Robert MacNaughton interpreta Michael, il fratello maggiore.

E.T. stesso fu creato da Carlo Rambaldi, il designer italiano che aveva già vinto l'Oscar per King Kong (1976) e Alien (1979): la creatura era azionata da meccanismi idraulici ed elettronici per le espressioni facciali, e da attori in costume per le sequenze di movimento. La voce di E.T. fu creata da Pat Welsh, una fumatrice con la voce rasposa che il sound designer Ben Burtt arricchì con altri elementi sonori.

Temi, stile e significato

E.T. è, nella sua essenza, un film sulla diversità e sull'empatia: l'alieno è lo straniero radicale, incomprensibile nella sua apparenza ma identico a noi nei bisogni fondamentali — connessione, casa, amore. Elliott lo riconosce istintivamente perché è lui stesso uno straniero nel suo contesto, un bambino incompreso che cerca il suo posto. Questo parallelo tra l'alieno e il bambino emarginato trasforma E.T. in qualcosa di più di un film di fantascienza: è un film sulla solitudine che trova la sua redenzione nell'amicizia autentica.

Il tema degli adulti come minaccia — tutti gli adulti, tranne la madre, sono ostacoli o nemici nel film — riflette la prospettiva rigorosamente infantile che Spielberg mantiene dall'inizio alla fine. Il governo, simbolo dell'autorità adulta nella sua forma più astratta e impersonale, è l'antagonista principale; il lieto fine è possibile solo perché i bambini agiscono autonomamente e sfuggono al controllo degli adulti. È una visione del mondo rovesciata, che valorizza la saggezza emotiva dell'infanzia rispetto alla razionalità fredda dell'età adulta.

Curiosità

Spielberg ha dichiarato che E.T. fu creato come risposta emotiva a Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977): se quel film mostrava il contatto alieno dal punto di vista degli adulti, E.T. lo avrebbe raccontato dal punto di vista dei bambini. La scena della bicicletta davanti alla luna piena è diventata il logo della Amblin Entertainment, la casa di produzione di Spielberg. Il finale originale del film — che Spielberg cambiò in post-produzione — prevedeva un finale ancora più malinconico, con E.T. che muore definitivamente prima del ritorno dei suoi.

Nel 2002, per il ventesimo anniversario, Spielberg pubblicò una versione restaurata in cui aveva digitalmente rimosso le pistole degli agenti governativi, sostituendole con walkie-talkie — una decisione presa dopo l'11 settembre 2001, nell'idea di rendere il film più family friendly, che suscitò polemiche e che lo stesso Spielberg in seguito rimpianse. La versione originale fu restaurata nelle edizioni successive. La faccia di E.T. fu ispirata dal viso di Albert Einstein, il poeta indiano Rabindranath Tagore e la pittrice americana Beatrice Straight.

Il finale spiegato

Il finale di E.T. l'extra-terrestre è uno dei più commoventi nella storia del cinema americano. Dopo che E.T. muore apparentemente a causa dell'esposizione all'ambiente terrestre, si riprende miracolosamente grazie al legame emotivo con Elliott, nel cui petto rifiorisce la vita insieme alla sua. I compagni di E.T. tornano con la loro navicella — Elliott aveva costruito il rudimentale "telefono spaziale" con successo — e l'addio tra il bambino e l'alieno è una scena di separazione pura: E.T. indica il cuore di Elliott e poi il cielo, dicendo "sarò sempre qui". L'ascensione della navicella che disegna un arcobaleno nel cielo notturno lascia lo spettatore in uno stato sospeso tra gioia e tristezza, tra meraviglia e perdita, che è la firma emotiva più profonda di tutta la filmografia di Spielberg.

Ranking e gradimento di E.T. l'extra-terrestre su Voceditalia

E.T. l'extra-terrestre è uno dei film con il tasso di approvazione più alto dell'intera categoria su Voceditalia, con pochissimi voti negativi su un totale discreto e consistente. Questo consenso quasi unanime riflette la sua capacità unica di superare le barriere generazionali e di genere: non è solo un film per bambini, non è solo fantascienza, non è solo dramma familiare — è tutto questo insieme, e il pubblico Voceditalia lo riconosce votando con una convinzione che ha pochi equivalenti nel catalogo del sito.

Il posizionamento nella classifica generale dei film è eccellente — tra i primi 60 su oltre 1500 — un risultato che pochi film riescono a ottenere senza essere i più voti in assoluto. Questo indica che E.T. gode di un'approvazione qualitativa altissima: chi lo vota lo considera un capolavoro assoluto, non solo un "bel film". Le due classifiche in cui appare — tra i migliori film per ragazzi degli anni '80 e tra i migliori fantascienza per famiglie — confermano la sua identità di pietra miliare del cinema familiare, amato con lo stesso entusiasmo dalla generazione che lo vide al cinema nel 1982 e da chi lo ha scoperto nelle decadi successive.

Liste in cui compare

Andamento voti e ranking interno

2

Liste

41

Voti positivi

3

Voti Negativi

44

Totale Voti

Domande frequenti

Quale frase famosa è associata a E.T.?
La frase più famosa associata al personaggio è: telefono casa.
Qual è il tema principale di E.T. l'extra-terrestre?
Il film racconta soprattutto l'amicizia, la solitudine e il desiderio di tornare a casa.
Chi è il protagonista umano di E.T. l'extra-terrestre?
Il protagonista umano è Elliott, il bambino che stringe amicizia con l'alieno E.T.
Che film è E.T. l'extra-terrestre?
E.T. l'extra-terrestre è un film di fantascienza del 1982 diretto da Steven Spielberg.