Elizabeth Taylor appare in 1 liste. La sua migliore posizione è #23 nella classifica "Le 50+ attrici americane e icone di Hollywood più famose" . La sua posizione media nelle classifiche è 23 . Ha ricevuto 31 voti positivi e 21 voti negativi, per un totale di 52 voti. Tra i Attori occupa la posizione n. 184 su 330 schede presenti. Invece tra i Personaggi dello spettacolo occupa la posizione n. 552 su 1128 schede presenti.
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Perché piace ai fan
Elizabeth Taylor piaceva — e continua a piacere — perché era autentica in un'industria costruita sull'artificio. Non aveva paura di apparire vulnerabile, di invecchiare sullo schermo, di interpretare personaggi scomodi. La sua bellezza era reale ma non era mai solo ornamentale: usava il proprio corpo come strumento espressivo, capace di trasmettere desiderio, dolore, forza con una naturalezza che pochi attori raggiungono. Gli occhi viola, la voce bassa, i movimenti precisi: ogni elemento era al servizio del personaggio.
Al di fuori del set, la Taylor incarnava una libertà che il pubblico femminile degli anni Cinquanta e Sessanta guardava con ammirazione mista a scandalo: si divorziava, si risposava, difendeva i propri amici gay in un'epoca in cui era pericoloso farlo, si batteva contro l'AIDS quando i colleghi tacevano. Questa coerenza tra vita e valori, in un'epoca di conformismo, le ha assicurato un'eredità che trascende il cinema.
Biografia di Elizabeth Taylor
Nata il 27 febbraio 1932 a Hampstead, Londra, da genitori americani residenti in Inghilterra, Elizabeth Rosemond Taylor si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Fin da bambina mostrò una bellezza straordinaria che la portò, a soli dieci anni, a firmare un contratto con la Universal Pictures. Crebbe nel dorato sistema degli studios hollywoodiani, ma riuscì — raro esempio — a fare la transizione da attrice bambina a star adulta senza mai perdere il passo.
La sua vita sentimentale fu altrettanto intensa della sua carriera: si sposò otto volte con sette uomini diversi — Conrad Hilton Jr., Michael Wilding, Mike Todd (morto in un incidente aereo), Eddie Fisher, Richard Burton (due volte), John Warner e Larry Fortensky. Il legame con Burton, iniziato sul set di Cleopatra, fu il più celebre e turbolento, divenendo un caso mediatico senza precedenti. Taylor ebbe anche seri problemi di salute nel corso della vita, con dipendenze da farmaci e alcol che affrontò pubblicamente, pioniera di una trasparenza rara per l'epoca.
La carriera di Elizabeth Taylor
Taylor debuttò al cinema nel 1942 e ottenne il primo grande successo con Il coraggio di Lassie (1943) e soprattutto Il grande National (1944), che la rese famosa in tutto il mondo. Nella seconda metà degli anni Cinquanta si impose come una delle attrici più potenti di Hollywood con film come Gigante (1956) accanto a Rock Hudson e James Dean, Il gatto sul tetto che scotta (1958) e Improvvisamente l'estate scorsa (1959). Vinse il suo primo Oscar per Venere in visone (1960) e il secondo — ritenuto da molti il suo capolavoro — per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966), diretto da Mike Nichols.
Il film che ne fece una leggenda globale fu Cleopatra (1963): produzione faraonicadalla durata di riprese record e un costo che quasi portò alla bancarotta la 20th Century Fox. Taylor fu la prima attrice a ottenere un compenso di un milione di dollari per un singolo film, rivoluzionando il rapporto tra star e studios. Negli anni Settanta e Ottanta continuò a lavorare in teatro e televisione, mantenendo una presenza pubblica fortissima anche al di fuori dello schermo.
Film e serie TV di Elizabeth Taylor
La filmografia di Elizabeth Taylor comprende alcuni dei titoli più importanti della storia hollywoodiana. Il grande National (1944) la lanciò da bambina prodigio; Un posto al sole (1951) segnò il suo ingresso nel cinema adulto. Gigante (1956), Il gatto sul tetto che scotta (1958) e Improvvisamente l'estate scorsa (1959) formano una trilogia di capolavori Tennessee Williams-ispirati che ne consolidarono il mito. Cleopatra (1963) rimane uno dei film più costosi e discussi della storia del cinema.
Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) è universalmente considerato il suo apice interpretativo: un duello verbale feroce con Richard Burton diretto da Mike Nichols, per cui entrambi ricevettero nomination all'Oscar. Sul versante televisivo, These Old Broads (2001) e varie apparizioni in talk show e documentari ne testimoniano la longevità. Appare anche in The Flintstones (1994) in un ruolo cameo che mostra il suo sense of humour.
Ruoli interpretati da Elizabeth Taylor
Il ruolo che meglio sintetizza il talento di Taylor è Martha in Chi ha paura di Virginia Woolf?: una donna distruttiva, alcolizzata e brillante che affronta il proprio matrimonio fallito con la ferocia di chi non ha più nulla da perdere. Taylor si trasformò fisicamente per il ruolo — ingrassando, invecchiando — in un'era in cui le star evitavano simili trasformazioni. Il risultato è una delle performance più intense del cinema americano del Novecento.
Altrettanto memorabile è Cleopatra: Taylor interpretò la regina d'Egitto con una presenza scenica e una sensualità che ridefinirono il personaggio per le generazioni successive. In Il gatto sul tetto che scotta è Maggie la Gatta, moglie frustrata e determinata in una famiglia disfunzionale del Sud, ruolo che le valse la prima nomination all'Oscar. Anche la giovanissima Velvet Brown in Il grande National rimane un'icona: una bambina ostinata che sogna di correre il Grand National con il suo cavallo.
Curiosità
Gli occhi di Elizabeth Taylor erano in realtà di un blu molto intenso, ma una rara mutazione genetica — una doppia fila di ciglia — creava un'ombreggiatura che li faceva apparire viola in molte fotografie e in alcune condizioni di luce, contribuendo al mito. Era anche una delle prime star a lanciare una propria linea di profumi, con "Passion" nel 1987 e "White Diamonds" nel 1991 — quest'ultimo è rimasto tra i profumi femminili più venduti al mondo per decenni.
Sul set di Cleopatra a Roma, Taylor era così spesso malata (soffrì di una grave polmonite durante le riprese) che i ritardi di produzione costarono alla Fox oltre 44 milioni di dollari del tempo (quasi 400 milioni attuali). Era amica intima di Michael Jackson da prima che diventasse famoso, e ne difese pubblicamente la reputazione nel momento più difficile. La sua ultima apparizione su grande schermo fu in These Old Broads (2001), una commedia scritta da Carrie Fisher.
Premi e riconoscimenti
Elizabeth Taylor vinse due premi Oscar come migliore attrice protagonista: per Venere in visone (1961) e Chi ha paura di Virginia Woolf? (1967). Ricevette in totale cinque nomination all'Academy Award come protagonista — un record per l'epoca — più un Jean Hersholt Humanitarian Award nel 1993 per il suo lavoro nella lotta contro l'AIDS. Vinse anche un Golden Globe alla carriera e numerosi riconoscimenti internazionali.
Fu inserita nell'American Film Institute's 100 Years...100 Stars al settimo posto tra le attrici femminili più grandi della storia del cinema americano. La rivista Time la inserì tra le 100 persone più influenti del XX secolo. Nel 1999 ricevette il Dame Commander of the Order of the British Empire (DBE) dalla Regina Elisabetta II. Il suo impegno nell'amfAR ha contribuito a raccogliere oltre 270 milioni di dollari per la ricerca sull'AIDS.
Ranking e gradimento di Elizabeth Taylor su Voceditalia
Su Voceditalia, Elizabeth Taylor raccoglie un consenso moderato ma non entusiasta: il pubblico si divide quasi a metà tra voti favorevoli e contrari, segno che la sua figura — grandissima per chi ama il cinema classico, forse distante per chi è cresciuto con un altro immaginario — non trova un terreno di apprezzamento unanime. La presenza in una sola classifica, dedicata alle attrici americane più famose, riflette una percezione del personaggio come icona storica piuttosto che come star contemporaneamente amata e votata.
Il posizionamento al numero 23 nella classifica delle icone di Hollywood è coerente con la sua reputazione universale, ma la collocazione generale tra gli attori — nella seconda metà della graduatoria interna — suggerisce che il pubblico di Voceditalia, tendenzialmente più giovane e orientato al cinema recente, percepisce Taylor come patrimonio della storia del cinema più che come riferimento pop attivo. Una presenza autorevole ma non trascinante, rispettata più che amata con passione.
Andamento voti e ranking interno