Vota tutto quello che ti piace

Amarone della Valpolicella, il re dei vini rossi italiani da uve appassite

Bevanda - Valutazione utenti: 4,5 su 5 basata su 13 voti.

Pubblicato: 25/10/2024

di VDI Gourmet

L'Amarone della Valpolicella è uno dei vini rossi più prestigiosi d'Italia, prodotto nella zona della Valpolicella in provincia di Verona, in Veneto. È un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) ottenuto principalmente da uve Corvina Veronese (45–95%), con possibile aggiunta di Corvinone, Rondinella e altri vitigni autoctoni. La sua caratteristica principale è il processo di appassimento: le uve vengono fatte essiccare per circa 90–120 giorni su graticci o cassette, concentrando zuccheri e aromi prima della fermentazione. Il risultato è un vino di grande corpo, con gradazione alcolica elevata (15–17%), tannini morbidi e un profilo aromatico complesso di ciliegie nere, cioccolato, tabacco e spezie.

La DOCG è stata riconosciuta nel 2010, consolidando la posizione dell'Amarone come uno dei simboli dell'enologia italiana nel mondo.

CampoValore
DenominazioneDOCG (dal 2010)
Zona di produzioneValpolicella, Verona (Veneto)
Vitigno principaleCorvina Veronese
TecnicaAppassimento uve (90–120 giorni)
Gradazione alcolica15–17% vol.
Prima commercializzazione1953
Amarone della Valpolicella, il grande vino rosso DOCG del Veneto prodotto con il metodo dell'appassimento delle uve Corvina
Foto: Wikipedia
Quanto ti piace Amarone della Valpolicella?
È al n.4 nella classifica «Vini italiani più bevuti»
+9 11 2(13 voti, 84,6% positivi)
Vedi la classifica completa →

Perché piace ai fan

L'Amarone piace per la sua complessità e longevità: le migliori bottiglie possono invecchiare per 20–30 anni, sviluppando profili aromatici sempre più complessi. La sua struttura potente ma avvolgente, con i tannini ammorbiditi dall'appassimento, lo rende accessibile anche a chi non è avvezzo ai vini molto tannici. È un vino da meditazione e da occasioni speciali, associato a un'immagine di lusso accessibile.

La storia dell'Amarone ha origine quasi per caso: secondo la tradizione, intorno al 1936 un cantiniere della Cantina Sociale Valpolicella trovò una botte di Recioto (il vino dolce tradizionale della zona) che aveva continuato a fermentare fino a esaurire tutti gli zuccheri, diventando secco e amaro. Da qui il nome "Amarone" — come ironica risposta al dolce "Recioto". La prima commercializzazione ufficiale risale al 1953.

Dall'introduzione nella DOC nel 1968, l'Amarone ha attraversato decenni di crescita qualitativa e reputazionale. Le grandi cantine storiche come Bertani, Allegrini, Masi, Quintarelli e Zenato hanno portato il vino all'attenzione dei mercati internazionali, in particolare negli USA e nel Nord Europa. Oggi l'Amarone è uno dei vini italiani più esportati e quotati, con bottiglie di produttori di punta che raggiungono centinaia di euro nei mercati d'asta.

L'Amarone è spesso citato nelle guide enogastronomiche internazionali come vino emblematico dell'Italia. È comparso in numerosi programmi gastronomici televisivi italiani e internazionali, ed è l'abbinamento classico per piatti importanti della cucina veronese come il brasato e i bigoli con ragù d'anatra.

Nel panorama dei grandi vini italiani, l'Amarone occupa un posto accanto al Barolo e al Brunello di Montalcino come simbolo del saper fare enologico italiano. A differenza di questi ultimi, basati su singoli vitigni autoctoni regionali, l'Amarone si distingue per la tecnica produttiva unica dell'appassimento, che ne rende la produzione più laboriosa e costosa. La sua collocazione nel mercato è tipicamente nella fascia premium e super-premium.

Curiosità

Il nome "Amarone" è informale e ironico: in dialetto veneto significava semplicemente "grande amaro", in contrapposizione al dolce "Recioto". La prima etichetta ufficiale con il nome Amarone apparve nel 1938 sulla produzione di Bertani. Il processo di appassimento è talmente energivoro in termini di spazio che un produttore deve disporre di grandi locali areati dedicati, chiamati "fruttai".

L'Amarone della Valpolicella DOCG ha ottenuto il massimo dei punteggi (100/100) dalle principali guide enologiche internazionali, tra cui Wine Spectator e Robert Parker. Alcune annate di produttori come Quintarelli, Romano Dal Forno e Giuseppe Quintarelli sono considerate tra le bottiglie più ricercate d'Italia. Il volume di produzione annua supera i 10 milioni di bottiglie.

Ranking e gradimento di Amarone della Valpolicella su Voceditalia

L'Amarone della Valpolicella si posiziona al #4 tra i vini italiani più apprezzati su Voceditalia, con un eccellente tasso di approvazione del 83% (10 positivi su 12 totali). Il risultato è in linea con il suo status di vino di riferimento dell'enologia italiana: conosciuto, rispettato e associato a un'immagine di qualità consolidata.

La sua quarta posizione nella classifica suggerisce che, nell'immaginario degli utenti Voceditalia, l'Amarone è superato solo da vini con una notorietà ancora maggiore come Barolo e Chianti, ma il suo punteggio assoluto è tra i più alti della categoria. È un vino che chi conosce apprezza profondamente, con pochissimi detrattori — un profilo di gradimento che riflette perfettamente la sua reputazione nel mondo dell'enogastronomia.

Liste in cui compare

Vini italiani più bevuti

Vini italiani più bevuti

al numero 4 su 10

Andamento voti e ranking interno

1

Liste

11

Voti positivi

2

Voti Negativi

13

Totale Voti

Commenti

Ancora nessun commento. Di' la tua!

Lascia un commento

Facebook X