Amarone della Valpolicella appare in 1 liste. La sua migliore posizione è #4 nella classifica "Vini italiani più bevuti" . La sua posizione media nelle classifiche è 4 . Ha ricevuto 11 voti positivi e 2 voti negativi, per un totale di 13 voti . Tra i Bevande occupa la posizione n. 14 su 25 schede presenti .
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Perché piace ai fan
L'Amarone piace per la sua complessità e longevità: le migliori bottiglie possono invecchiare per 20–30 anni, sviluppando profili aromatici sempre più complessi. La sua struttura potente ma avvolgente, con i tannini ammorbiditi dall'appassimento, lo rende accessibile anche a chi non è avvezzo ai vini molto tannici. È un vino da meditazione e da occasioni speciali, associato a un'immagine di lusso accessibile.
La storia dell'Amarone ha origine quasi per caso: secondo la tradizione, intorno al 1936 un cantiniere della Cantina Sociale Valpolicella trovò una botte di Recioto (il vino dolce tradizionale della zona) che aveva continuato a fermentare fino a esaurire tutti gli zuccheri, diventando secco e amaro. Da qui il nome "Amarone" — come ironica risposta al dolce "Recioto". La prima commercializzazione ufficiale risale al 1953.
Dall'introduzione nella DOC nel 1968, l'Amarone ha attraversato decenni di crescita qualitativa e reputazionale. Le grandi cantine storiche come Bertani, Allegrini, Masi, Quintarelli e Zenato hanno portato il vino all'attenzione dei mercati internazionali, in particolare negli USA e nel Nord Europa. Oggi l'Amarone è uno dei vini italiani più esportati e quotati, con bottiglie di produttori di punta che raggiungono centinaia di euro nei mercati d'asta .
L'Amarone è spesso citato nelle guide enogastronomiche internazionali come vino emblematico dell'Italia. È comparso in numerosi programmi gastronomici televisivi italiani e internazionali, ed è l'abbinamento classico per piatti importanti della cucina veronese come il brasato e i bigoli con ragù d'anatra.
Nel panorama dei grandi vini italiani, l'Amarone occupa un posto accanto al Barolo e al Brunello di Montalcino come simbolo del saper fare enologico italiano. A differenza di questi ultimi, basati su singoli vitigni autoctoni regionali, l'Amarone si distingue per la tecnica produttiva unica dell'appassimento, che ne rende la produzione più laboriosa e costosa. La sua collocazione nel mercato è tipicamente nella fascia premium e super-premium.
Curiosità
Il nome "Amarone" è informale e ironico: in dialetto veneto significava semplicemente "grande amaro", in contrapposizione al dolce "Recioto". La prima etichetta ufficiale con il nome Amarone apparve nel 1938 sulla produzione di Bertani. Il processo di appassimento è talmente energivoro in termini di spazio che un produttore deve disporre di grandi locali areati dedicati, chiamati "fruttai".
L'Amarone della Valpolicella DOCG ha ottenuto il massimo dei punteggi (100/100) dalle principali guide enologiche internazionali, tra cui Wine Spectator e Robert Parker. Alcune annate di produttori come Quintarelli, Romano Dal Forno e Giuseppe Quintarelli sono considerate tra le bottiglie più ricercate d'Italia. Il volume di produzione annua supera i 10 milioni di bottiglie.
Ranking e gradimento di Amarone della Valpolicella su Voceditalia
L'Amarone della Valpolicella si posiziona al #4 tra i vini italiani più apprezzati su Voceditalia, con un eccellente tasso di approvazione del 83% (10 positivi su 12 totali). Il risultato è in linea con il suo status di vino di riferimento dell'enologia italiana: conosciuto, rispettato e associato a un'immagine di qualità consolidata.
La sua quarta posizione nella classifica suggerisce che, nell'immaginario degli utenti Voceditalia, l'Amarone è superato solo da vini con una notorietà ancora maggiore come Barolo e Chianti , ma il suo punteggio assoluto è tra i più alti della categoria. È un vino che chi conosce apprezza profondamente, con pochissimi detrattori — un profilo di gradimento che riflette perfettamente la sua reputazione nel mondo dell'enogastronomia.
Andamento voti e ranking interno