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Mahatma Gandhi: storia del padre della nonviolenza che liberò l'India dall'imperialismo

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Mahatma Gandhi, nome completo Mohandas Karamchand Gandhi (Porbandar, 2 ottobre 1869 – Nuova Delhi, 30 gennaio 1948), è stato il leader politico, guida spirituale e avvocato indiano che condusse la lotta per l'indipendenza dell'India dalla dominazione britannica attraverso il metodo della satyagraha — la resistenza nonviolenta basata sulla forza della verità. Il titolo onorifico "Mahatma" (Grande Anima) fu attribuitogli dal poeta Rabindranath Tagore e diventò il modo con cui il mondo intero lo conosce. La sua filosofia politica — che combinava principi dell'induismo, del giainismo, del tolstoismo cristiano e degli insegnamenti del Sermone della Montagna — ha influenzato Martin Luther King, Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi e il movimento per i diritti civili americano, diventando il riferimento teorico principale per ogni forma di resistenza pacifica nel XX e XXI secolo.

Gandhi guidò alcune delle azioni di disobbedienza civile più celebri della storia moderna: la Marcia del Sale (1930), in cui percorse 388 km a piedi fino al mare per produrre sale illegalmente in sfida alla tassa coloniale britannica; i movimenti di Non Cooperazione (1920-22 e 1930-34); e la campagna Quit India (1942) che chiese la fine immediata del dominio coloniale. Fu imprigionato complessivamente per circa sei anni, in India e in Sudafrica, e ogni detenzione si trasformò in una vittoria morale e mediatica contro gli oppressori.

CampoValore
Nome completoMohandas Karamchand Gandhi
Data di nascita2 ottobre 1869, Porbandar (India)
NazionalitàIndiano
ProfessioneAvvocato, attivista, leader politico e spirituale
Opera iconicaMarcia del Sale (1930); indipendenza indiana (1947)
Morte30 gennaio 1948, Nuova Delhi (assassinato)
Mahatma Gandhi, leader spirituale e politico indiano, guida della resistenza nonviolenta per l'indipendenza dall'Inghilterra
Foto: Wikipedia

Perché piace ai fan

Gandhi piace perché dimostrò qualcosa che sembrava impossibile: che un individuo senza eserciti né armi potesse sfidare uno dei più grandi imperi della storia e vincere. La sua storia è al tempo stesso straordinaria e accessibile — non richiede poteri soprannaturali né ricchezze né truppe, solo una coerenza morale assoluta e la capacità di trasformare la propria sofferenza in pressione politica. Questo rende Gandhi una figura ispiratrice universale, che ha attraversato i secoli e le culture come simbolo di resistenza a ogni forma di oppressione.

La sua semplicità visiva — il dhoti bianco, gli occhiali rotondi, il bastone — è in netto contrasto con la complessità del suo pensiero e dell'impatto della sua azione. Questo paradosso tra l'apparenza dimessa e la grandezza degli effetti è parte del suo fascino: Gandhi incarna l'idea che la forza morale possa essere più potente di quella fisica, un messaggio che risuona anche nelle controversie politiche contemporanee.

Nato in Gujarat da una famiglia della casta dei mercanti, Gandhi studiò legge a Londra e poi esercitò in India senza successo prima di trasferirsi in Sudafrica nel 1893. I vent'anni sudafricani (1893-1914) furono la sua formazione politica: lì subì personalmente la discriminazione razziale — fu buttato fuori da un treno in prima classe nonostante avesse il biglietto — e sviluppò le prime forme di resistenza organizzata in difesa della comunità indiana. Tornò in India nel 1915 come figura già nota e cominciò il suo lavoro di organizzazione politica e spirituale che avrebbe culminato nell'indipendenza del 1947.

La sua vita personale fu segnata da scelte ascetiche radicali: voti di castità dalla quarantina, digiuno come strumento politico e spirituale, filatura del cotone come atto simbolico di autonomia economica dall'industria britannica. Sposato con Kasturba a tredici anni (matrimonio combinato), la perse nel 1944 durante una detenzione comune — una perdita che lo segnò profondamente. Fu assassinato il 30 gennaio 1948, sei mesi dopo l'indipendenza, da un estremista indù che lo accusava di essere troppo conciliante verso i musulmani dopo la Partizione dell'India.

La carriera politica di Gandhi si articola in due grandi fasi: il periodo sudafricano (1893-1914), in cui sviluppò e testò i principi della satyagraha in una serie di campagne in difesa dei diritti della comunità indiana locale, e il periodo indiano (1915-1948), in cui trasformò il Congresso Nazionale Indiano da club di professionisti anglofoni in movimento di massa che mobilitò centinaia di milioni di persone. Le sue azioni più celebri — la Marcia del Sale del 1930, i digiuni politici, le campagne di non cooperazione — erano meticolosamente pianificate come gesti simbolici capaci di mobilitare l'opinione pubblica mondiale contro il colonialismo britannico.

Gandhi non ottenne sempre quello che chiedeva: la Partizione dell'India (1947) — la separazione tra India e Pakistan che causò tra 200.000 e due milioni di morti e lo spostamento di 14 milioni di persone — fu la sua più grande sconfitta personale, un evento che cercò di evitare con ogni mezzo fino all'ultimo. La sua capacità di mantenere la nonviolenza come principio anche quando tutto attorno era violenza rimane il suo contributo più straordinario e controverso.

La rappresentazione più celebre di Gandhi al cinema rimane il film biografico Gandhi (Richard Attenborough, 1982) con Ben Kingsley, che vinse 8 Premi Oscar incluso il Miglior Film e la Miglior Regia, e la straordinaria performance di Kingsley nella parte del titolo. Il film copre i decenni più importanti della sua vita politica con una grandeur epica che lo ha reso il riferimento visivo principale per chi non conosce direttamente le sue opere scritte.

Gandhi compare come personaggio in numerose altre produzioni: The Making of the Mahatma (Shyam Benegal, 1996) esplora il periodo sudafricano; la serie Midnight's Children (basata sul romanzo di Salman Rushdie) lo contestualizza nel panorama della Partizione; e numerosi documentari hanno esplorato il suo pensiero, tra cui Gandhi: The Story of My Experiments with Truth (adattamento della sua autobiografia). La sua Autobiografia — uno dei documenti di crescita spirituale più letti del XX secolo — è ancora un best seller in tutto il mondo.

Gandhi ha incarnato ruoli diversi e a volte contraddittori nel corso della sua vita: avvocato e stratega politico di rara lucidità, capace di usare la legge e l'opinione pubblica come armi; santo laico con pratiche ascetiche che influenzavano le sue decisioni politiche in modi non sempre comprensibili agli alleati occidentali; rivoluzionario nonviolento che dimostrò che la resistenza pacifica può essere più efficace della violenza in determinati contesti politici; e figura controversa su questioni come il suo approccio alla casta (complesso e contraddittorio), le sue relazioni con le donne (criticate dai movimenti femministi contemporanei) e la sua posizione iniziale sulla razza in Sudafrica (che mostrò pregiudizi poi superati).

Curiosità

Gandhi era un assiduo scrittore di lettere e tenne un diario per decenni: la sua opera completa occupa 100 volumi nelle edizioni indiane. Scrisse personalmente lettere ad Adolf Hitler nel 1939 e nel 1940, esortandolo alla pace — lettere che non ricevettero risposta ma che testimoniano la coerenza del suo approccio nonviolento anche nei confronti dei tiranni più brutali. La sua relazione con il voto di castità (brahmacharya) è stata oggetto di controversia: negli ultimi anni della sua vita conduceva esperimenti sulla propria capacità di rispettare il voto dormendo con donne giovani, pratiche che i collaboratori più stretti trovavano imbarazzanti e inappropriate.

Il 30 gennaio di ogni anno, anniversario dell'assassinio, in India si celebra il Giorno dei Martiri in suo onore. La sua data di nascita — il 2 ottobre — è dichiarata Giornata Internazionale della Nonviolenza dalle Nazioni Unite dal 2007. La famosa fotografia in cui Gandhi cammina durante la Marcia del Sale è una delle immagini fotografiche più citate nella storia del fotogiornalismo.

Il risultato principale di Gandhi è l'indipendenza dell'India dalla Gran Bretagna, ottenuta il 15 agosto 1947 dopo trent'anni di lotta politica nonviolenta — senza un conflitto armato su larga scala, in un'epoca in cui i movimenti anticoloniali di altri paesi si stavano armando. Il metodo della satyagraha ha ispirato direttamente Martin Luther King Jr. e il movimento per i diritti civili americano degli anni Cinquanta e Sessanta; Nelson Mandela lo citò esplicitamente come modello per la lotta all'apartheid in Sudafrica; e il Dalai Lama lo considera uno dei suoi riferimenti spirituali e politici.

Gandhi fu nominato per il Premio Nobel per la Pace cinque volte (1937, 1938, 1939, 1947 e 1948) senza mai riceverlo — una delle omissioni più discusse nella storia del premio. Il Comitato Nobel ha poi riconosciuto esplicitamente questo errore. La sua figura ha un'eredità contraddittoria in India stessa: idolatrato dalla tradizione congressuale e dalla Costituzione repubblicana, criticato dall'estremismo induista (che lo assassinò) e ridiscusso dai movimenti dalit (i cosiddetti "intoccabili") per le sue posizioni sul sistema delle caste.

Ranking e gradimento di Mahatma Gandhi su Voceditalia

Mahatma Gandhi ottiene su Voceditalia un'approvazione solida ma con una componente negativa più visibile rispetto ad altri personaggi storici del batch, riflettendo probabilmente la complessità della sua figura: per una parte del pubblico è un santo laico e un eroe della libertà, per un'altra è una figura di cui rivalutare certi aspetti controversi (le posizioni sulla casta, le pratiche personali degli ultimi anni). Questo dualismo è peculiare di Gandhi tra i grandi personaggi storici: è quasi impossibile rimanere neutrali nei suoi confronti.

Il posizionamento al terzo posto assoluto tra i personaggi storici — e in tre classifiche distinte che includono sia i più influenti sia i leader di bassa statura sia i politici assassinati — rivela una ricezione multidimensionale: il pubblico lo valuta su più livelli contemporaneamente. La presenza nella classifica dei politici assassinati conferisce al suo profilo una nota tragica che contribuisce alla sua iconizzazione. La sua posizione elevata nonostante la componente negativa del voto testimonia quanto la sua reputazione di simbolo dell'umanità resista anche al confronto con la complessità della sua biografia.

Liste in cui compare

Andamento voti e ranking interno

3

Liste

44

Voti positivi

13

Voti Negativi

57

Totale Voti

Domande frequenti

Quando morì Mahatma Gandhi?
Mahatma Gandhi morì il 30 gennaio 1948, assassinato a Nuova Delhi.
Che cosa fu la Marcia del Sale?
La Marcia del Sale del 1930 fu una protesta guidata da Gandhi contro il monopolio britannico sul sale in India.
Perché Gandhi è associato alla non violenza?
Gandhi promosse la resistenza non violenta come strumento politico e morale contro l'oppressione e il dominio coloniale.
Chi era Mahatma Gandhi?
Mahatma Gandhi fu un leader politico e spirituale indiano, figura centrale nel movimento per l'indipendenza dell'India.