La teoria del tutto appare in 2 liste. La sua migliore posizione è #4 nella classifica "I film più famosi basati su persone realmente esistite" . La sua posizione media nelle classifiche è 5 . Ha ricevuto 19 voti positivi e 1 voti negativi, per un totale di 20 voti . Tra i Film occupa la posizione n. 263 su 1568 schede presenti .
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La trama di La teoria del tutto
Cambridge, 1963. Il giovane Stephen Hawking (Eddie Redmayne), studente di dottorato brillante e esuberante, incontra a una festa Jane Wilde (Felicity Jones), studentessa di lingue romanze. I due si innamorano, ma la vita di Stephen viene sconvolta dalla diagnosi di SLA: i medici gli danno due anni di vita. Jane decide comunque di sposarlo, sfidando la prognosi e costruendo una vita di straordinaria determinazione accanto a un uomo che progressivamente perde l'uso del corpo ma non della mente.
Il film segue decenni di vita comune: la nascita dei figli, l'elaborazione della teoria della radiazione di Hawking, la scrittura di Dal Big Bang ai buchi neri , e l'arrivo nella famiglia di Jonathan Hellyer Jones (Charlie Cox), il direttore del coro locale che diventa prima amico e poi qualcosa di più per Jane, esausta di un'assistenza sempre più totalizzante. Quando Stephen inizia a usare un sintetizzatore vocale elettronico dopo una tracheotomia, la sua comunicatrice Elaine Mason (Maxine Peake) diventa la sua nuova compagna. Il film si chiude con la separazione tra Stephen e Jane, seguita dal loro incontro alla cerimonia in cui Hawking riceve un'onorificenza dalla Regina, in un finale di reciproco rispetto e perdono.
Perché piace ai fan
La teoria del tutto piace perché è innanzitutto una storia d'amore — e non il tipo convenzionale. È la storia di due persone che si scelgono in circostanze impossibili, che si portano a vicenda oltre ciò che pensavano di poter sopportare, e che alla fine si lasciano senza cessare di amarsi. La presenza di Jane come centro narrativo è la scelta più intelligente del film: spostare lo sguardo dal genio alla persona che lo ha reso possibile rivela le dinamiche umane che solitamente rimangono nell'ombra delle biografie dei grandi uomini.
La performance di Eddie Redmayne — che trasformò il suo corpo in un sistema progressivo di limitazioni fisiche osservando per mesi i movimenti di pazienti affetti da SLA — è una delle performance fisiche più impressionanti nella storia recente del cinema premiato. Ma è la presenza silenziosa e determinata di Felicity Jones a reggere il peso emotivo del film: Jane non è mai una vittima né una santa, ma una donna concreta che fa scelte difficili con consapevolezza piena.
Cast e personaggi principali
Eddie Redmayne vince l'Oscar come Miglior Attore con una performance che deve tutto alla preparazione fisica e pochissimo alla vocalità: nella seconda metà del film comunica quasi esclusivamente con gli occhi e con minuscoli movimenti del viso. È un lavoro di astrazione fisica straordinario, che richiede di portare emozione e intelligenza attraverso un corpo sempre più immobile. Felicity Jones, candidata all'Oscar come Miglior Attrice Protagonista, costruisce Jane con una fisicità opposta — presente, attiva, resistente — che diventa lo specchio emotivo di Stephen.
Charlie Cox (Jonathan), David Thewlis (il professore Dennis Sciama, mentore di Hawking) e Emily Watson (la madre di Jane) completano un cast che privilegia la qualità rispetto alla notorietà. La scelta di non usare la vera voce sintetizzata di Hawking ma una versione ricreata per il film è stata discussa: lo stesso Hawking aveva detto di identificarsi con quella voce elettronica come parte della propria identità.
Curiosità
Stephen Hawking vide il film in anteprima e disse di essersi emozionato fino alle lacrime — i muscoli del viso erano tra i pochi che poteva ancora controllare. Disse anche che la performance di Redmayne lo aveva fatto sentire come se stesse guardando la propria vita sullo schermo. La voce sintetizzata che Hawking usava era quella del programma DECtalk, prodotto negli anni Ottanta e ormai obsoleto tecnologicamente: Hawking si rifiutò di aggiornarla perché nel tempo era diventata parte della sua identità pubblica.
Il film è basato sull'autobiografia di Jane Hawking, non di Stephen, il che significa che alcune vicende — come la natura esatta della relazione di Jane con Jonathan — sono viste attraverso il filtro della memoria di lei. Stephen Hawking stesso ha raccontato la stessa storia in modo diverso nella propria autobiografia. I figli di Hawking, Robert, Lucy e Timothy, hanno espresso sostanziale soddisfazione per il film, contribuendo alla produzione come consulenti.
Ranking e gradimento di La teoria del tutto su Voceditalia
La teoria del tutto ottiene su Voceditalia un'approvazione molto alta, al 95%, con appena un voto negativo su venti totali — un risultato che riflette il consenso sostanzialmente unanime che questo film ha ricevuto sia dalla critica sia dal pubblico generalista. La sua posizione al 259° posto su 1519 film è solida ma non eclatante, coerente con un film che è amato profondamente ma che non raggiunge lo stesso impatto emotivo trasversale di The Imitation Game o dei grandi blockbuster biografici.
La presenza in due classifiche — film ispirati a persone reali e romantici su Netflix — rivela il profilo del suo pubblico: è visto sia come ritratto storico-biografico di un genio sia come storia d'amore, e questa doppia lettura è la sua forza principale. La sua classificazione come film romantico su Netflix lo avvicina a un pubblico che non necessariamente cerca la storia scientifica di Hawking ma si trova davanti a una storia d'amore commovente con sullo sfondo una delle menti più straordinarie del XX secolo. L'unico voto negativo, statisticamente irrilevante, segnala che quasi chiunque lo guardi finisce per apprezzarlo.
Andamento voti e ranking interno