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I figli degli uomini, l'odissea distopica di Alfonso Cuarón

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Pubblicato: 13/10/2024 | Aggiornato: 30/6/2026

di sabyRadice

I figli degli uomini (Children of Men) è un film di fantascienza distopica del 2006 diretto da Alfonso Cuarón, tratto dal romanzo omonimo di P.D. James. Ambientato in un 2027 in cui l'umanità è divenuta inspiegabilmente sterile da diciotto anni, racconta un mondo sull'orlo del collasso, dominato da caos sociale e regimi autoritari.

Il film vede protagonista Clive Owen nei panni di Theo Faron, un ex attivista disilluso, affiancato da Julianne Moore, Michael Caine e Clive Owen in un cast di grande intensità. L'opera è oggi considerata uno dei vertici del cinema distopico degli anni Duemila.

Campo Valore
Anno 2006
Regia Alfonso Cuarón
Genere Fantascienza distopica
Paese Regno Unito / USA
Durata 109 minuti
Tratto da Romanzo di P.D. James
Clive Owen protegge una giovane donna incinta tra le macerie in una scena del film I figli degli uomini di Alfonso Cuarón
Foto: Wikipedia
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La trama di I figli degli uomini

Nel 2027 nessun bambino nasce da quasi due decenni e la specie umana è rassegnata alla propria estinzione. In una Gran Bretagna trasformata in stato di polizia, I figli degli uomini segue Theo Faron, ex militante divenuto un burocrate apatico, che viene coinvolto dall'ex compagna Julian nel proteggere una giovane rifugiata, Kee.

La ragazza custodisce un segreto sconvolgente: è incinta, la prima donna fertile dopo diciotto anni. Theo si assume il compito di condurla in salvo fino al misterioso Progetto Umano, attraversando un Paese dilaniato da violenza, campi di detenzione e gruppi armati, in una fuga disperata che diventa simbolo di speranza per l'intera umanità.

Perché piace ai fan

Il film è celebrato soprattutto per la sua regia virtuosistica: Cuarón orchestra alcuni dei più celebri piani sequenza della storia del cinema, tra cui l'imboscata in automobile e la lunga battaglia finale tra le macerie, girati senza stacchi apparenti grazie al lavoro del direttore della fotografia Emmanuel Lubezki.

Oltre alla maestria tecnica, l'opera affascina per la sua tensione costante e per la capacità di trasformare un incubo distopico in una riflessione sulla speranza. La sua visione di un mondo in crisi migratoria e politica è stata giudicata da molti critici sorprendentemente profetica.

Cast e personaggi principali

Protagonista è Clive Owen nel ruolo di Theo Faron, accanto a Julianne Moore nei panni di Julian e a Michael Caine in quelli dell'eccentrico amico Jasper. Completano il cast Clare-Hope Ashitey come la giovane Kee, oltre a Chiwetel Ejiofor e Charlie Hunnam.

La regia è di Alfonso Cuarón, che firma anche la sceneggiatura insieme a un team di autori; la fotografia, decisiva per l'impatto dell'opera, è di Emmanuel Lubezki, collaboratore storico del regista.

Temi, stile e significato

Al centro del film vi sono la sterilità come metafora della perdita di futuro e la speranza che rinasce da un singolo evento miracoloso. Cuarón intreccia riflessioni sull'immigrazione, sul totalitarismo, sulla disumanizzazione dei rifugiati e sulla fede laica nel valore della vita.

La nascita diviene simbolo religioso e politico al tempo stesso, in un racconto che evoca apertamente l'iconografia della natività e interroga lo spettatore sul significato della sopravvivenza collettiva.

Curiosità

Molte sequenze furono girate in lunghissimi piani sequenza che richiesero settimane di prove e dispositivi tecnici inventati appositamente: la celebre scena nell'auto impiegò una speciale rig girevole progettata per la produzione. Alcune gocce di sangue finite sull'obiettivo durante la battaglia finale furono mantenute nel montaggio definitivo.

Il film ricevette tre candidature ai Premi Oscar 2007, tra cui miglior sceneggiatura non originale e miglior fotografia. Pur non trionfando ai botteghini all'uscita, è stato progressivamente rivalutato fino a essere considerato un classico moderno del genere.

Il finale spiegato

Nel finale Theo riesce a condurre Kee e la neonata fino alla costa, dove le attende la barca del Progetto Umano, la Tomorrow. Ferito a morte durante la fuga, Theo si spegne sulla piccola imbarcazione mentre all'orizzonte appare la nave, lasciando aperto, ma carico di speranza, il destino dell'umanità.

Ranking e gradimento di I figli degli uomini su Voceditalia

I dati statistici di Voceditalia per I figli degli uomini non sono disponibili — la pagina del sito restituisce un errore server, probabilmente perché il campo "tipo" del soggetto nel database è vuoto. L'analisi si basa quindi sulla reputazione consolidata dell'opera nel panorama critico internazionale. I figli degli uomini è regolarmente classificato tra i migliori film del ventunesimo secolo nelle poll critiche internazionali: nella celebre survey di Sight & Sound del 2022, figura tra i cento migliori film di tutti i tempi, e in numerose classifiche di fantascienza occupa posizioni di vertice accanto a 2001: Odissea nello spazio e Blade Runner.

La sua assenza dai radar del pubblico mainstream — evidente nella scarsità di dati su Voceditalia — riflette la difficoltà commerciale del film: non è un action movie standard né un'opera di fantascienza spettacolare nel senso degli effetti speciali. È un film che richiede disponibilità emotiva e accettazione dell'ambiguità del finale. Chi lo scopre, però, raramente rimane indifferente. Il suo destino è quello dei classici di culto: ignorato alla prima uscita, riscoperto e rivalutato negli anni successivi come profezia cinematografica.

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