| Malefica | Eleanor Audley | Tina Lattanzi | Il corvo Diablo | Il castello proibito avvolto da rovi e ombre verdi | La sequenza solenne della maledizione durante il battesimo | La sua teatralità la rende potentissima, ma anche troppo sicura di controllare ogni dettaglio |
| Scar | Jeremy Irons | Tullio Solenghi | Le iene Shenzi, Banzai ed Ed | La rupe degli antenati trasformata in un regno cupo e sterile | “Sarò re”, costruito come un numero da tiranno in ascesa | Viene tradito proprio dai complici che aveva usato e disprezzato |
| Jafar | Jonathan Freeman | Massimo Corvo | Iago, il pappagallo sarcastico | La sala del trono di Agrabah resa minacciosa dal suo controllo | La ripresa oscura di “Il mondo è mio” quando ottiene potere | Il desiderio di onnipotenza lo intrappola in una forma che limita la sua libertà |
| Crudelia De Mon | Betty Lou Gerson | Rosetta Calavetta | Gaspare e Orazio | L’automobile lunga, rumorosa e aggressiva come la sua presenza in scena | La canzone “Crudelia De Mon”, che la trasforma in leggenda prima ancora che arrivi | La sua ossessione estetica diventa una corsa caotica che la manda fuori strada |
| Capitan Uncino | Hans Conried | Stefano Sibaldi | Spugna, fedele e pasticcione nostromo | Il vascello pirata Jolly Roger, elegante e minaccioso | “La vita del pirata”, atmosfera corale della sua ciurma | La sua immagine da capitano temibile crolla davanti al panico più infantile |
| Ursula | Pat Carroll | Sonia Scotti | Flotsam e Jetsam, le murene spia | La tana sottomarina piena di anime imprigionate | “Povere anime sfortunate”, un contratto cantato come uno spettacolo da cabaret oscuro | Trasforma i desideri altrui in trappole, ma finisce schiacciata dalla propria fame di grandezza |
| Regina Grimilde | Lucille La Verne | Tina Lattanzi | Il corvo nel laboratorio segreto | Lo specchio magico, freddo arbitro della sua insicurezza | La discesa nel laboratorio, scandita da un’atmosfera quasi horror | Cerca di conservare un’immagine perfetta, ma si autodistrugge assumendo un volto mostruoso |
| Gaston | Richard White | Roberto Pedicini | Le Tont, ammiratore goffo e servile | La taverna piena di trofei, boccali e applausi costruiti su misura per il suo ego | “Gaston”, celebrazione comica della sua vanità | La sicurezza da eroe popolare si trasforma in caduta letterale quando perde il controllo |
| Hades | James Woods | Massimo Venturiello | Pena e Panico | I capelli di fiamma blu che cambiano intensità con l’umore | Le sue entrate ritmate da battute veloci e tempi quasi da stand-up comedy | Vuole dominare il destino degli altri, ma viene travolto dal caos che ha messo in moto |
| La Matrigna Cattiva | Eleanor Audley | Lydia Simoneschi | Anastasia e Genoveffa, strumenti della sua ambizione familiare | La chiave della soffitta, piccolo oggetto che concentra tutto il suo controllo | Il silenzio teso delle scene domestiche, più minaccioso di un numero cantato | La sua autorità si rompe quando la verità emerge attraverso una prova semplice e pubblica |