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Collegio Milano
Foto Il compleanno del Codice Civile napoleonico

Anche le vicende personali dell'imperatore finirono con l'influenzare i contenuti della legge

Il compleanno del Codice Civile napoleonico

Ecco come nacque 204 anni fa il "Codice Napoleone"

Il “Codice Napoleone” (Code Napoléon) per due secoli ha influenzato il diritto privato di tutto il mondo e ancora oggi viene utilizzato come codice civile non solo in Francia, ma anche in Louisiana e Quebec, dove resiste nonostante l’età. I giuristi, anche quest’anno, ne celebrano l’anniversario, organizzando congressi e conferenze in tutto il globo. Celebrazioni che ripeteranno almeno in parte i fasti del bicentenario, festeggiato quattro anni fa, con molti convegni e cerimonie. Nonostante i suoi 204 anni, infatti, sono ancora in molti ad apprezzarne lo stile.

Era il 21 marzo del 1804, quando veniva promulgato il Codice, realizzato da una commissione composta da alcuni fra i più grandi giuristi dell’epoca. Lo scopo non facile del progetto era quello di riunificate il frammentato diritto della Francia post-rivoluzionaria, conciliando la tradizione romanistica, fortemente radicata nel sud del regno, con le consuetudini di origine germanica che invece venivano utilizzate nei dipartimenti settentrionali.

Napoleone fu il principale artefice di quello che lui stesso definiva «il mio Codice». Leggeva con costanza quasi maniacale le bozze dei lavori della commissione e, anche se impegnato nelle varie campagne militari, non si dimenticava mai di inviare a Parigi delle lunghe lettere contenenti le proprie idee. Più di una volta volle presiedere di persona i lavori della commissione per assicurarsi che le proprie direttive fossero seguite scrupolosamente. Fu proprio Bonaparte a pretendere che il Codice fosse scritto con un linguaggio semplice e asciutto, affinché chiunque potesse comprenderlo e rispettarlo. È celebre la frase di Stendhal che indicava il Code come un impareggiabile manuale di scrittura a cui ispirarsi quotidianamente.

Ma Napoleone non si limitò alle indicazioni stilistiche. Pur non avendo alcuna competenza personale in diritto, si interessò personalmente anche agli aspetti più strettamente tecnici dell’opera.
Con il Code vennero eliminati definitivamente i retaggi dell'ancién régime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e venne creata una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, nella quale venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Anche le vicende personali dell’imperatore finirono con l’influenzare i contenuti della legge. Basti pensare alla disciplina (particolarmente liberale per l’epoca) che venne introdotta per quanto riguarda il divorzio, al quale Napoleone era particolarmente interessato, in vista della sua separazione da Giuseppina.

«Ma vraie gloire, ce n'est pas d'avoir gagné quarante batailles; Waterloo effacera le souvenir de tant victoires; ce que rien n'effacera, ce qui vivra éternellement, c'est mon Code Civil». Parola di Napoleone Bonaparte che, durante il suo lungo esilio a Sant’Elena, rivendicava l’importanza della sua opera di legislatore. E non si può dargli torto, visto che il Codice Civile dei Francesi, dopo ben 204 anni di onorato servizio, continua ad essere la legge fondamentale del diritto privato d’oltralpe.
Buon compleanno Code!

Pietro Moscianese
redazione@collegiodimilano.it
16/4/2008








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