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Spettacolo
Foto Benigni show: 'Berlusconi e' tornato, Signore pieta'

Lo seguono in 12, 6 milioni su Rai Uno

Benigni show: 'Berlusconi e' tornato, Signore pieta'

Il Cav? 'Lo squalo 6'

Roma - Il mattatore Roberto Benigni ha dato ancora una volta una grande prova di sé e fa registrare all'ammiragli della tv di stato ben 12.6 milioni di telespettatori. Ieri su Rai1 la performance dell'attore toscano in diretta dallo studio di Cinecittà dedicata a una lettura della Costituzione italiana, ha ottenuto il 43,93% di share, con 12 milioni e 619 mila spettatori.

Canale 5, il principale competitor, ha registrato uno share intorno all'11%. Grandissima soddisfazione viene manifestata negli ambienti Rai per un risultato ancora una volta strepitoso ottenuto grazie a Benigni, risultato andato ben oltre le previsioni della vigilia.

Benigni è incontenibile e prima della lezione, si concede un po' di sana satira politica. Impossibile non chiamare in causa  Silvio: "Si è ripresentato, Signore pietà... Si è presentato per la sesta volta. La settima si riposa, la prossima non ci sarà... Due notizie gravi per l'Italia in questo dicembre: la fine del mondo, dicono, e il ritorno di Silvio".

E ancora: "Lo squalo 6; La mummia contro Godzilla Bersani... Non è vero che noi ce l'abbiamo con lui, è lui che ce l'ha con noi", ha detto ancora un divertito Benigni. Aggiungendo "ma lui lo fa perché mi vuole bene. Ha saputo che andavo in televisione e si è chiesto cosa poteva fare per me...e si è presentato".

Poi, a proposito dell'alternanza di propositi di Berlusconi sulla prossima tornata elettorale, un riferimento ad Angelino Alfano: "Quel povero Alfano l'ha mandato al manicomio". Qundi l'affondo mistico: "Silvio soffre della Sacra Sindrome... una cosa gravissima". Il comico parla della sindrome di Stendhal, ironizzando su Sandro Bondi, a proposito dei crolli all'epoca del suo ruolo di ministro dei beni culturali, ed anche su Claudio Scajola, riferendosi in questo caso alla vicenda della casa a ridosso del Colosseo di cui lo stesso Scajola ha sempre sostenuto di non sapere nulla.

Dopo la satira, ha inizio la 'lezione'. Il più grave errore che può fare un italiano? Essere indifferetre alla politica, dice Benigni. Invece "io vi dico di amare più che rispettare la politica", è l'appello che ha lanciato nel corso della sua performance dedicata alla Costituzione italiana. Per Benigni "la politica è la cosa più alta per organizzare la pace, la serenità e il lavoro. Non avere interesse per la politica è come dire di non avere interesse per la vita".

"Se non c'è il lavoro, crolla tutto: la repubblica e la democrazia, che sono il corpo e l'anima delle nostre istituzioni". "I nostri costituenti sapevano lo stretto legame tra noi e il lavoro, e il compenso per il lavoro non è solo perché ci serve per mangiare ma per la nostra anima".

Benigni ha anche ricordato che autore di passaggi fondamentali della nostra Costituzione è stato "un pugliese di appena 29 anni, Aldo Moro". "Non si può scrivere 'noi amiamo gli uomini' e poi fare la guerra. Il comandamento supremo è invece 'ama il prossimo tuo'. Amare le persone è il comandamento che ci salverà". Così Roberto Benigni durante la sua esegesi sulla Costituzione italiana.

Benigni ha anche detto che "si uccide per la religione, nel nome di Dio milioni di morti...", sottolineando quindi l'esigenza del rispetto delle religioni altrui, ma a condizione che il rispetto sia reciproco. E contro la guerra in genere, la soluzione è nelle "regole comuni", altrimenti "finisce l'umanità".

Nel giorno in cui Pannella fa registrare una settimana di digiuno per sottolineare la condizione delle carceri italiane, Benigni interviene sull'argomento: "Non è uno Stato civile quello che permette una condizione delle carceri come quelle che ci sono... Dobbiamo occuparcene, è pietà e solidarietà", spiega. "La giustizia ci vuole - ha detto ancora - ma un minimo di pietà per questa condizione. E i nostri padri costituenti sapevano bene cosa scrivere sulle carceri".

Benigni ha anche sottolineato come la nostra Carta costituzionale ripudi la pena di morte, aggiungendo che "In Italia gli assassini sono solo quelli che uccidono".

"Ieri l'avete visto su Canale 5? - domanda Benigni sempre parlando del Cav  - Andava in onda una sua vecchia intervista del '94, di un'ora e mezza. Prima di lui c'erano una famosa pornostar e lo zio di Avetrana: ho pensato, 'sta cercando di mettere insieme i moderati'". Berlusconi, sottolinea Benigni, "ha parlato di comunisti, lotta alla magistratura. E ho pensato, 'guarda nel '94 la gente come ci cascava, se lo facesse adesso...' Tutti i grandi artisti quando invecchiano tirano fuori i vecchi successi, i comunisti e la lotta alla magistratura sono per lui come Satisfaction per i Rolling Stones". E ancora: "Berlusconi ha un sogno nella testa: vorrebbe fare il presidente della Repubblica...", dice Benigni asciugandosi il sudore. "Sarebbe l'unica maniera di vedere la sua immagine dappertutto, di vederlo in una caserma dei carabinieri".
18/12/2012








Commenti a questo articolo (1)


1.BASTA
Basta con retorica scherzetti e battutine (solo questo sa fare la sinistra) e solo per questo ha sempre perso e perderà. Strano non si è parlato più del parrucchino di Silvio !!
(da BASTA - 12/18/2012)       Segnala come inadeguato

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