Alfano, Bersani, Casini, politica per pochi intimi
Desolante distanza dalla realta'
Milano - Sincera incredulita'. Questo e' il sentimento prevalente nel commentare il panorama politico attuale e lo scenario futuro, piu' che mai futuribile. Leader di partito e sottomessi si comportano come in quel gioco dove si da' uno schiaffo al malcapitato di turno che non vede chi lo sferra. Il poveretto si gira e vede i compagni di gioco far roteare il dito e deve scegliere il colpevole. Pena un altro schiaffo. Ebbene, assicuriamo esecutivo, senato e camera dei deputati; abbiamo le guance violacee tanto le abbiamo prese! Se l'alternativa al ragionier Monti deve passare tra Berlusconi quater e Bersani sempre piu' somigliante ad un Caronte dei poveri come possiamo biasimare quei pochi che andranno ad apporre la croce, parola piu' che mai adatta alla situazione, sulla scheda elettorale, alla voce Grillo e simili? Nemmeno di fronte al plotone di esecuzione questi infaticabili della politica si chiariscono le idee. Almeno davanti alla legge elettorale, l'unica questione che sulla carta sembra non interessare all'attuale premier. Per il resto e' tutto un signorsi', un continuo click sul tastino del va bene alle reiterate fiducie poste dal governo. Alfano e quello che rimane del centrodestra da una parte, Bersani e Casini dall'altra, sembrano non aver imparato la lezione e ancora una volta tirano la coperta sempre piu' corta, misera e bucherellata. Ciascuno apporta le modifiche che ritiene piu' utili anche solo ad accaparrarsi il voto della cugina dimenticando come sempre che in prima analisi e' la nazione a dover guadagnare il minimum della stabilitá sulla quale ricostruire una credibilita', un'economia e una civile convivenza sociale. Di passi indietro non se ne vede l'ombra, di passi avanti verso cambiamenti epocali in favore del bene, del bello e dell'utile ancora meno. Eppure il quadro e' chiaro. Pil a livelli di terrore, disoccupazione da dopoguerra, livello di poverta' accertata in quattro milioni di persone, cosa deve accadere ancora, maledetti voi che avete anche la fortuna di avallare tagli a pensionati, tasse da capogiro e garbugli vari senza che alcuno batta ciglio! Il popolo sembra in catalessi, i sindacati aspettano di infilarsi in qualche pertugio per guadagnarsi la sopravvivenza, i giornali ancora una volta sono in coda, tipo quelle che c'erano gli scorsi anni per le vacanze. Una prece va rivolta alle variegate sigle che ci allieteranno alle prossime elezioni, consiglio che volentieri potrebbero gia' condividere e che sara' puntualmente disatteso: evitateci riforme irrealizzabili, cancellazioni di tasse impossibili, investimenti lunari per ricerca e sviluppo e concentratevi sull'unica novita' che la gente si merita. Abbassate l'egoismo e il pressappochismo che contraddistingue la maggioranza di vossignoria in attesa di una vera rivoluzione.
Nessun commento attualmente inserito