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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.142 del 5/22/2013 |
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Esteri
Yemen, chiesto riscatto per SpadottoIl carabiniere rapito e' nelle mani delle tribu'Yemen - Secondo quanto ha dichiarato il ministro dell'Interno yemenita, Alessandro Spadotto, il carabiniere italiano sequestrato in Yemen, è stato rapito da membri delle tribù. Spadotto, addetto italiano alla sicurezza dell'ambasciata di Sana'a, secondo il ministro dell'Interno yemenita, sarebbe trattenuto dai gruppi tribali nella provincia petrolifera di Maarib.
I rapitori dell'addetto italiano alla sicurezza, chiedono il rilascio di un detenuto e la restituzione di alcune terre che, a loro dire, gli apparterrebbero, nella capitale Sanaa. Lo si apprende da fonti tribali. I servizi di Sicurezza sono impegnati a ottenere "la liberazione dell'ostaggio il più rapidamente possibile", ha assicurato il ministero degli Interni yemenita, sul suo sito, senza fornire ulteriori dettagli. Il ministero comunica inoltre che il carabiniere è stato rapito dalla tribù degli Al-Jalal e in particolare da Ali Nasser Hariqdane, ricercato per il suo coinvolgimento in atti di banditismo. In particolare, Ali Nasser Hariqdane vorrebbe cosi fare pressioni sulle autorità perchè abbandonino le azioni legali nei suoi confronti e chiederebbe il risarcimento da parte dello Stato. In nottata, il ministero degli Interni yemenita aveva già comunicato che il carabiniere rapito si troverebbe nella provincia petrolifera di Maarib, dove sarebbe stato trasportato dopo il rapimento avvenuto a Sanaa. "Faremo di tutto per portarlo a casa molto rapidamente", ha assicurato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ribademdo il suo impegno per il rilascio di Spadotto. Intervenendo alla trasmissione 'Unomattina', il titolare della Farnesina ha spiegato di confidare molto nella collaborazione delle autorità di Sanaa. "Il ministro degli Esteri yemenita, Abu Bakr al Qirbi, mi ha dato forti assicurazioni. E' una persona di grande affidabilità", ha spiegato il ministro. Del resto, ha proseguito Terzi, "lo Yemen da un anno e mezzo a questa parte ha cambiato un po' il suo modo di operare, è diventato un Paese credibile nella lotta al terrorismo". 31/7/2012
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