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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.140 del 5/20/2013 |
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Tecnoscienze
Cresce l'uso del contraccettivo nei paesi in via di sviluppo Sesso, nei paesi poveri in crescita utilizzo contraccettiviLo rivela lo studio dell'Istituto GuttmacherNew York - La domanda di contraccettivi moderni nei paesi in via di sviluppoè aumentata negli ultimi anni, anche se non ancora in modo sufficiente. E' quanto emerge da uno studio dell'Istituto Guttmacher e dell'Unfpa, che hanno riscontrato che il numero di donne che vuole evitare una gravidanza ma non utilizza metodi di contraccezione moderni e' leggermente diminuito tra il 2008 e il 2012, da 226 a 222 milioni. Tuttavia, nei 69 Paesi piu' poveri il numero e' cresciuto, da 153 a 162 milioni.
Secondo lo studio nei paesi poveri sono 645 milioni le donne in eta' riproduttiva (15-49 anni) che utilizzano metodi contraccettivi moderni, 42 milioni in piu' del 2008, in parte ciò è però dovuto a una crescita della popolazione piu' che a un piu' alto tasso di utilizzo di contraccettivi. Quello che appare preoccupante e' che l'aumento nel numero di utilizzatrici tra il 2008 e il 2012 (circa 10 milioni ogni anno) era molto piu' basso dell'incremento annuale medio registrato tra il 2003 e il 2008 (circa 20 milioni). La percentuale complessiva tra le donne sposate - che compongono il 92 per cento del gruppo delle utilizzatrici - e' rimasta sostanzialmente invariata tra il 2008 e il 2012. Le variazioni piu' significative hanno riguardato l'Africa orientale (dal 20 al 27 per cento) e il Sud Est Asiatico (dal 50 al 56 per cento), mentre un lieve cambiamento e' registrato in Africa Occidentale e Centrale, regione in cui meno del 10 per cento delle donne sposate utilizza contraccettivi moderni. Ha spiegato Sharon Camp, presidente del Guttmacher Institute: "Il desiderio di avere famiglie meno numerose sta crescendo in molte parti del mondo, e ancora molte donne non sono capaci di avere il numero di figli che vorrebbe e quando li vorrebbe. Fornire assistenza contraccettiva nei paesi in via di sviluppo costerebbe 4 miliardi all'anno ma permetterebbe di risparmiarne 5,6 in costi di servizi di maternita' e salute neonatale, oltre a ridurre le gravidanze indesiderate, gli aborti e le morti legate alla gravidanza. "Incontrare la domanda globale della pianificazione familiare non solo salverebbe vite di donne e bambini, ma rafforzerebbe il ruolo delle donne, ridurrebbe la poverta' e consentirebbe la costruzione di nazioni piu' forti", è quanto affermato da Babatunde Osotimehin, direttore esecutivo dell'Unfpa. 28/6/2012
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