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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.145 del 5/25/2013 |
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Politica
Il leader Udc tende la mano a Bersani per le prossime politiche Casini, si' all'alleanza col PdIl segretario Pd apprezza e spera nel patto per arginare RenziRoma - Casini ha aspettato la direzione nazionale dell'Udc per indicare la via del partito, dopo la batosta delle amministrative. In vista delle politiche del 2013, secondo il leader Udc è necessario "un patto per affrontare l'emergenza tra progressisti e moderati. Oggi si è realizzato con il governo tecnico, ma la strada è un governo politico per risollevare il paese e, in un rapporto tra le due famiglie del Ppe e Pse, arrivare agli Stati Uniti d'Europa".
"Gli Stati uniti d'Europa - afferma il leader centrista - sono l'unica alternativa possibile, perché i mercati prendono di mira un giorno il nostro un giorno altri paesi, non per chiedere specifici provvedimenti ma per chiederci se crediamo all'Europa. Io ci credo", ha aggiunto. Ma nel Partito Popolare Europeo c'è anche il Pdl dell'ex alleato Berlusconi, che ultimamente non sfoggia proprio uno spirito europeista. "Questo è un problema loro, certamente basta andare in Europa per capire che il Ppe non ha niente a che fare con chi vagheggia, anche solo per populismo, l'uscita dall'euro", ha sentenziato Casini. Del resto Berlusconi è accusato dallo stesso Casini di attentare alla stabilità del governo per tornare alle urne quanto prima. "Berlusconi è tornato a dare le carte e a spingere il Pdl verso la solita deriva del populismo", ha spiegato Casini al Corriere della Sera. Il Cavaliere, prosegue, attaccando l'euro "può certamente prendere più voti", ma "isola il Pdl in uno scivolamento a destra che lo renderà ininfluente nella prossima legislatura". Casini ha lasciato un messaggio in bottiglia a Bersani, che prontamente ha raccolto la proposta di alleanza. "Un passo importante verso l'alleanza tra progressisti e moderati" l'ha definita il segretario del Pd. "Credo diventi sempre più evidente, in Italia e non solo, che il problema è quello di costruire un patto tra le forze riformiste e democratico-costituzionali contro una destra che inevitabilmente viene risucchiata da tentazioni populistiche" ha aggiunto Bersani. " 'Via dall'euro', 'non paghiamo di debiti': sono tutte parole d'ordine pericolosissime. E' la logica delle cose che porta a un patto di questo genere". Bersani del resto predica da parecchio tempo la bontà dell'alleanza con i centristi. Ma serve davvero a salvare l'Italia o a salvare l'establishment del Pd dal rischio Matteo Renzi? La risposta tra le righe la dà proprio Casini: in termini di "solidità del gruppo dirigente" il Pd è più forte del Pdl: "Comprendo perché il Partito Democratico respinge il sindaco di Firenze. Renzi per molti aspetti è alla mia destra, mentre Bersani è un interlocutore serio, non cambia idea tutti i giorni". Veronica Benigno 25/6/2012
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