Affetto da Alzheimer, ha chiesto di andarsene con dignita'
Bruxelles, 20 mar. – Altro caso in cui protagonista è l’eutanasia. Questa volta però non negata, concedendo così a Hugo Claus, autore belga, il diritto a una morte dignitosa.
Romanziere, poeta, drammaturgo, più volte candidato al Nobel, considerato il piu' grande autore contemporaneo in lingua olandese-fiamminga, Hugo Claus è deceduto ieri, a 78 anni, all’ospedale di Anversa dove era ricoverato. Ha scelto lui di andarsene, afflitto da Alzheimer, una malattia degenerativa che, col tempo, lo avrebbe derubato di una vita dignitosa e consapevole. Ha chiesto di farla finita e i medici l’hanno accontentato, come prevede la legge per i casi di malattie incurabili dagli effetti “costanti e insopportabili”.
Storia, questa, che presenta molte analogie con quella di Chantal Subire, la donna trovata morta ieri in Francia, forse a causa di un gesto suicida. Il dolore è lo stesso. Il desiderio di non essere un peso da sopportare ma un affetto da ricordare. Il diritto all’integrità della propria identità, che la malattia sgretola e annulla.
La richiesta è la stessa: l’eutanasia. La risposta no.
Solo in tre Paesi europei, infatti, viene riconosciuto il diritto alla ‘dolce morte’: Olanda, Lussemburgo e Belgio.
Come dire….i diritti umani, universali e inviolabili, si scoprono essere di fatto delimitati da precise frontiere.
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