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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.144 del 5/24/2013 |
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Esteri
Elezioni come referendum sul rigore Urne aperte a Parigi-Atene-Kiel, le tribolazioni di Frau MerkelCdu teme la sconfitta delle politiche anticrisiIn queste ore di urne aperte a Parigi, Atene e Kiel, Angela Merkel trema. I risultati delle elezioni sono infatti interpretati, a livello globale, anche come un referendum sulle politiche di rigore che la Bundeskanzlerin ha imposto in Europa per contrastare la crisi del debito. E dunque, che si guardi all'Eliseo o al piccolissimo Land dello Schleswig-Holstein, tutti gli occhi finiscono col ricadere sulla cancelliera tedesca, il cui partito è alle prese con una diatriba interna non meno insidiosa.
Se domani in Francia vincesse Francois Hollande, la rottura dell'equilibrio europeo vigente, costruito intorno all'orbita 'Merkozy', sarebbe inevitabile. E poco rassicura il fatto che le minacce iniziali dei diplomatici sull'intenzione di rimettere in discussione il fiscal compact promosso dalla Cdu – per vincolarlo alle misure per la crescita – si siano 'ammorbidite' negli ultimi giorni. Anche se la collaborazione con il presidente francese uscente non è stata sempre facile, nei mesi scorsi Berlino ha sempre avuto l'ultima parola. E la stessa decisione di Frau Merkel di appoggiare pubblicamente il candidato Nicolas Sarkozy, scendendo in campo in prima persona contro l'avversario socialista, la dice lunga sulle inquietudini della cancelliera nell'attesa del verdetto... Emanuela Cicoira 6/5/2012
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