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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.146 del 5/26/2013 |
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Sport
Il pilota marchigiano pronto a scendere dalla Desmosedici? Vale e Ducati, matrimonio in dirittura d'arrivo?Rossi stanco di non competere: "Basta idee rivoluzionare, servono piccoli passi"Milano - Il matrimonio sembrava perfetto: Valentino Rossi e la Ducati. Il meglio del meglio del meglio per tutti i tifosi italiani. Nel frattempo, sono nati tanti, troppi "ma". E la prima (ripetiamo: prima) gara del motomondiale, disputatasi in Qatar, ha dato già tutti i presupposti per la seconda stagione fallimentare consecutiva. In Ducati, dopo l'addio di Stoner, c'erano abbastanza abituati, Rossi no. E non lo sarà mai, probabilmente. Ed è per questa impossibilità di competere con gli "irraggiungibili tre" Stoner-Pedrosa-Lorenzo che non sta bene al Dottore. Il quale, dopo la gara qatariota, ha sbottato pesantemente portando molte nubi all'orizzonte sulla Rossa.
Il centauro marchigiano ha infatti dichiarato: "Non è la moto che volevo: non voglio idee rivoluzionarie, si deve procedere a piccoli passi. Io non sono ingegnere, faccio il pilota e l'unica cosa che posso fare è dare indicazioni: non mi illudo che le cose miglioreranno molto con un altro step di telaio, ma non vorrei lottare per il sesto posto come Hayden". Rossi conclude: "C'è molto da lavorare, le speranze le abbiamo finite. Cose positive? Certamente: non ho più il terrore di cadere a ogni curva, la moto, rispetto a quella dello scorso anno, va un po' meglio". Insomma, per Vale le colpe dei tecnici di Borgo Panigale sono moltissime e lui è stanco non solo di non vincere, ma di stare lontanissimo dalle prime posizioni. Tutto demerito del team Ducati, dunque? Forse no. Vale ha 33 anni e vuole vincere, è normale. C'è da dire però che l'entusiasmo, e di conseguenza la voglia di lottare del pilota numero 46 sono ai minimi storici. Il fatto di battagliare con Bautista, Hayden, o chi per loro, senza avvicinarsi nemmeno a Crutchlow e Dovizioso, che domenica sera sono arrivati rispettivamente quarto e quinto, non può demotivare Valentino a tal punto di attaccare in maniera così netta la squadra e nascondersi dietro un dito. Vale ha le sue colpe, perché, con la stessa moto, Hayden è arrivato sesto. Che non è nemmeno lontanamente una posizione d'onore, che non è benaugurante per il futuro, ma quantomeno ci prova. Vale sembra avere mollato: e, da pilota esperto, fenomeno e campione inarrivabile, non deve. I tifosi, quel sogno, non l'hanno abbandonato. In.Lu. 10/4/2012
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