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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.146 del 5/26/2013 |
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Sport
Il campione neozelandese potrebbe ricevere un nuovo rene da un rugbista italiano Lomu, un rene per una leggendaFalleni: "E' il mio mito. E' il minimo che possa fare"Livorno - Chi non ha mai sognato di incontrare il proprio mito sportivo, sia esso un calciatore alla Baggio, un corridore alla Bolt, un pilota alla Schumacher, un cestista alla Jordan? C'è chi ha fatto di più. Fabio Falleni, 30enne rugbista livornese, ha la palla ovale nel sangue e, come molti di coloro che praticano questo sport, ha come idolo la leggenda neozelandese Jonah Lomu, famoso per i suoi successi sul campo e per una rara malattia all'esterno del terreno di gioco, che l'ha costretto ad abbandonare l'attività sportiva con netto anticipo, ma che l'ha trasformato nel migliore ambasciatore che il rugby potesse avere. Fabio, però, non vuole solo incontrare Lomu, ma ha un intento molto più grande: salvarlo.
Il pilone toscano non è in cerca di gloria: ha una carriera come rugbista (il Livorno Rugby gioca in Serie A) ed una propria vita. Ma la voglia di veder calcare il campo, ancora una volta, al proprio idolo non lo ferma. Falleni, infatti, ha prima scritto una mail ha Lomu per esprimergli la propria solidarietà, poi, informatosi sui trapianti di reni e scoperta la compatibilità con la leggenda oceanica, è partito per la Nuova Zelanda, per proporgli dal vivo il proprio regalo: donar lui un rene. Ed è qui che la situazione diventa romantica e seria, quasi eroica, verrebbe da dire. Per tutti, ma non per Fabio che racconta così la sua storia: "E' stato sempre il mio mito, fin da piccolo. Sono partito per la Nuova Zelanda con l'intento di dimostrargli la mia vicinanza. Poi, ho scoperto la compatibilità, mi ha ringraziato e mi ha messo in contatto con la moglie Nadene, la quale mi ha fatto sapere che mi contatterà. Non l'ho ancora sentita, per la verità, ma sto preparando tutti i documenti necessari e andrò ad Auckland appena avrò il passaporto che ho richiesto. Poi, speriamo bene". Insomma, per salvare una leggenda, si da più che una mano. In.Lu. 10/3/2012
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