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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Economia
Che Economia fa Fed, Bce ed il rischio-derivatiLa situazione e' grave ma non e' seria; mai come ora la frase di Flaiano appare attualeRimini, 31 gen. - Alcuni soggetti hanno immesso sul mercato una gran quantità di prodotti derivati (1). Nessuno si è preoccupato di regolamentarli, ovviamente; sono gli stessi soggetti che dirigono coloro che dovrebbero controllarli e punirli.
Da dove sono venute le risorse per monetizzarli? In una prima fase da tutti coloro che li sottoscrivevano, drenando così denaro e penalizzando le attività produttive. L’abuso dei derivati equivale a quello del padre di famiglia che si gioca l’unico reddito al casinò o nel bordello. Sono risultati due fenomeni: 1) molti sottoscrittori si sono indebitati; 2) la domanda di denaro è aumentata a dismisura, proprio per monetizzare tutti quei prodotti; la FED da alcuni anni non espone più M3, ma ci sono ipotesi che tale aggregato cresca ormai del 30% annuo (2). Questo spiegherebbe il forte rialzo dei tassi USA negli ultimi anni, nel tentativo di frenare l'inflazione. Si stavano ricreando però le stesse condizioni che hanno determinato la crisi del '29. La FED, sulla scorta di quell'esperienza, ha valutato che il costo del denaro elevato forse potrebbe riuscire a limitare l'inflazione, ma certamente provocherà il crollo generalizzato del sistema. Decide quindi di giocare la carta disperata dell'inflazione elevatissima pur di evitare il crollo. La BCE (l'orchestra del Titanic) continua a suonare la musica monetarista, come se la nave non fosse con la chiglia squarciata. Una volta emersa la pericolosità dei derivati nessuno vuole più averne a che fare. Molti rimangono col cerino in mano. In questa seconda fase tutte le banche centrali monetizzano le banche che si trovano in difficoltà per i derivati (i mutui sub-prime fanno ridere in confronto; basta guardare le cifre in gioco) Si sa già come andrà a finire. Il tentativo delle banche centrali di salvare il sistema equivale ad arginare un tifone con un ombrello, come aveva previsto da molto tempo Lyndon LaRouche. Gli USA vivranno l'inflazione a 2 cifre; Noi continueremo ad applaudire l'orchestra del Titanic che suona. I soggetti che hanno generato impuniti la tresca dei derivati saranno premiati perchè sono loro che dirigono la danza. Tutti gli altri collasseranno, o per inflazione o per recessione o per entrambe. I politici, gli unici che potrebbero sistemare la drammatica situazione, si trincerano dietro il trattato di Maastricht per dire che non spetta a loro porvi mano. L'unico che da segni di vitalità, Sarkozy, è lasciato in splendida solitudine. Ad Almunia si è incantato il disco: "La situazione in Italia attraversa un momento difficilissimo; non posso pronunciarmi sulla situazione interna del Paese ma spero in una soluzione rapida che possa incoraggiare le buone tendenze osservate negli ultimi anni. Le politiche del ministro Padoa-Schioppa hanno dato ottimi risultati nella riduzione dei deficit eccessivi e nell'ottenimento di gettito per finanziare la spesa pubblica''. Forse ha studiato Keynes sul "Bignami". L'uso della Politica Monetaria in senso keynesiano non sa neppure cosa sia. Non sarà che Almunia è un banchiere acefalo? I professori universitari non hanno più nessuna remora a coprirsi di ridicolo (3). Non contento di far ridere anche i polli circa i vantaggi del liberismo per il popolo (4), Giavazzi tranquillizza! Un vero grande artista. Avrà un futuro nel “bagaglino”. Non resta che continuare a goderci gratis le comiche. Lino Rossi ____________________________________________________ (1) http://www.movisol.org/temicrac.htm (2) http://web.econ.unito.it/bagliano/ ecmon_readings/bce_02_1999.pdf (3) http://www.movisol.org/08news024.htm (4) http://www.internetbookshop.it/code/9788842814580/ alesina-alberto/liberismo-sinistra.html 31/1/2008
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