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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cronaca
Grillo lanciato negli StatesSul New Yorker sette pagine di articolo: 'Beppe's Inferno'New York, 28 gen. – Beppe Grillo esce oggi nelle edicole americane sulla copertina del prestigioso settimanale New Yorker. Il comico tricolore viene chiamato "Il Michael Moore italiano" dal giornalista Tom Mueller che lo ha definito "un attivista con una geniale attitudine per la satira politica che ha galvanizzato gli italiani parlando di corruzione con irriverenza e humour". Una voce fuori dal coro in un Paese dove "la stampa tradizionale è controllata, o posseduta, dai partiti politici e dalle compagnie, le cui malefatte tendono ad essere ignorate o sminuite dalla Tv e dai giornali".
La carriera - Mueller, ricorda che Grillo è diventato famoso negli anni '70, "prendendo in giro politici, star dello sport e il Papa, additando le numerose incongruità tra le loro dichiarazioni pubbliche e il loro comportamento"."Seguendo il proprio istinto e le dritte ricevute dai fan, ha investigato gli scandali di multinazionali quali Parmalat e Telecom, spesso con molti più risultati della stessa polizia italiana", si legge ancora nell'articolo. Viene ricordata la espulsione dalla Tv italiana dopo una battuta contro Bettino Craxi, e sottolineato che quando in dicembre il Dalai Lama si è recato in visita in Italia "dopo che il Papa e il premier Prodi avevano rifiutato di incontrarlo, si era invece incontrato con Grillo". Successo - Vien da se' il successo del suo Beppegrillo.it che "riceve fino a 250mila hit al giorno", diventando ad oggi "l’ottavo sito più visitato di tutto il web", dove Grillo "non soltanto denuncia le ingiustizie dei politici ma gestisce una specie di governo parallelo completo con un gabinetto di consiglieri volontari, che comprendono l'architetto Renzo Piano e il commediografo Dario Fo". Profetico - Mueller dedica sette pagine di articolo, intitolato 'Beppe's Inferno', al nostro Grillo in cui ripercorre le tappe più significative della carriera del maestro della satira: dal V-Day, definita "una festa non ufficiale creata per protestare conto i 24 criminali condannati dai tribunali che oggi siedono nel Parlamento italiano ed europeo", alla sua lungimirante campagna 'anti-Mastella', "l’uomo che ha portato al crollo del governo Prodi". Grillo fa paura - "L’attivismo di Grillo preoccupa i legislatori italiani al punto che il primo ministro ha proposto una legge per assoggettare siti e blog Internet alle stesse regole e condanne penali della stampa", si legge nelle pagine del New Yorker. Questo significherebbe "la fine del web in Italia" spiega Grillo. Se dovesse passare il copmico promette di "fare fagotto e traslocare in un paese democratico". 28/1/2008
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