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Spettacolo
Foto Marco Lo Muscio, quando il progressive incontra la musica classica

Le rivistazioni di grandi classici del passato, trascritti per pianoforte ed organo a canne

Marco Lo Muscio, quando il progressive incontra la musica classica

Steve Hackett, Anthony Philips, Keith Emerson e molti altri nell'ultimo lavoro del compositore romano

Scoperta davvero meritevole di segnalazione per le sue doti e la sua particolarità stilistica, quella dell’italianissimo e poliedrico Marco Lo Muscio, pianista e organista di formazione classica che si contraddistingue nel riuscire a coniugare le proprie conoscenze tecniche e la sua formazione classica con le sue passioni musicali, che invece hanno solide basi nel progressive inglese.
Lo Muscio vanta un curriculum di tutto rispetto: nato a Roma nel 1971, si è laureato in pianoforte “Cum Laude” al Conservatorio "L.Refice" e ha in seguito ottenuto il diploma di Alto perfezionamento a pieni voti all'accademia "B.Cristofori". Si è inoltre laureato in Pedagogia “Cum Laude” all'università di "Roma Tre" e si è perfezionato in organo con il prof. J.E. Goettsche (Organista titolare di S. Pietro in Vaticano).

Ha all’attivo numerose esibizioni dal vivo e collaborazioni con artisti internazionali: tra questi spiccano musicisti di stampo progressive come Steve Hackett e John Hackett. Intensa anche l’attività discografica. Gli ultimi due lavori, “New Horizons” e “Dark and Light” (Drycastle Records),
vogliono esternare in musica, la sconfinata passione di Lo Muscio per il genere progressive ed in particolare per le celebri canzoni di Steve Hackett, chitarrista britannico noto per il suo lavoro nei Genesis, con cui ha inciso otto album dal 1971 al 1977, per poi intraprendere la carriera solista.

“New Horizons” è interamente dedicato al chitarrista inglese; la particolarità e http://www.voceditalia.it/public/foto/48853.jpgl’approccio sperimentale deriva dal fatto che canzoni nate per chitarra sono state trascritte interamente per
organo a canne e pianoforte
(il D274 9’ Grande Piano e l’organo a canne Ruffati della Chiesa Canadese di Roma), unendo talento, fantasia e un’eccezionale e consolidata tecnica.
“Questo progetto musicale – spiega Lo Muscio - deriva dalla mia passione per la musica Progressive dei tardi anni 60 e primi anni 70. Penso che il genere Rock Progressivo abbia creato un importante movimento nella musica contemporanea. Unendo tanti generi musicali diversi: il rock e la musica classica, Bach e Beethoven, il Blues ed il Jazz”.
Le canzoni, eseguite con pulizia e precisione e caratterizzate da un’atmosfera intensa, suggestiva ed elettrizzante, acquistano una forma e uno spessore del tutto particolari. Tra i bellissimi brani spiccano “Bay of Kings”, dall’omonimo album musicale di Steve Hackett uscito nel 1983, o “Horizons”, tratto dal celebre “Foxtrot” dei Genesis o ancora “The Sleeping Sea”, tratto da “Momentum”.

Trascrizioni che compaiono anche nel disco seguente, “Dark and Light”, cogliendo ed esaltando con un suono nuovo e diverso, a tratti ‘dark’, a tratti radioso, timbriche e sfumature. Il seguito di "New Horizons", affianca alle musiche di Steve Hackett, Anthony Phillips, Keith Emerson e molti altri, nuove composizioni di Marco per piano e per organo a canne. Il dischetto è brillante, cristallino, di grande armonia. Un completamento perfetto del lavoro intrapreso in “New Horizons”, comprendendo a fondo lo spirito di pezzi quali “Set your heart at rest”, di Steve Hackett, eseguita fedelmente rispetto all’originale, o “Meditation on Horizons”, e “Gymnopedie” di Erik Satie, o ancora “All is mended”, che apre, fra mille sfumature, la sezione per organo e “Jane Seymour” di Rick Wakeman, tratto da “Le sei mogli di Enrico Ottavo”. Bellissima anche la lunga suite composta da Marco Lo Muscio per questo album: “The Book of Gandalf” è un brano di ben 14 minuti che si affianca senza forzature alle altre canzoni proposte.

Proprio in questo periodo verrà pubblicato un nuovo album, interamente dedicato a Tolkien, “The Book of Bilbo and Gandalf”, realizzato in collaborazione con Steve Hackett e Pär Lindh. Parallelamente, Marco Lo Muscio proseguirà la sua attività dal vivo, con importanti concerti tra i quali quello a Mosca, nella prestigiosa “House of Music”, nelle chiesa del Saint-Esprit a Parigi, nel famoso organo ad Ingolstadt, nell'università di Glasgow, nel Kings College a Cambridge, nella Cattedrale di Rochester, in Portogallo e in Finlandia al Tyyki Jazz Festival.

Un artista consigliato a chi vuole provare, con uno strappo alla regola, ad ascoltare composizioni che hanno fatto la storia della musica progressive, stravolte con spirito e professionalità, per offrire una diversità ricca di emozioni, un approccio inconsueto che vada oltre i confini stilistici, senza intaccare ricordi e sensazioni. Perché la musica è anche questo.

Marco Lo Muscio
http://www.marcolomuscio.com/
http://www.drycastle.com/

Daniele Orlandi
daniele.orlandi@voceditalia.it
16/4/2010








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