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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cultura
Trento, polemica sul 'furto' di una mostra virtualeAl centro le foto dei ragazzi di HebronTrento - E’ accaduto nella civilissima Provincia Autonoma di Trento: nei giorni scorsi l’assessorato provinciale alla Solidarietà ha inaugurato una mostra fotografica realizzata con il materiale fotografico prodotto dai ragazzi di Hebron (Palestina) nell’ambito di un mini festival denominato “Officina Medio Oriente”. Peccato che stesso titolo e stesso materiale di quella mostra (“Greetings from Hebron”) fossero stati copiati ad insaputa del vero ideatore del concept, nella fattispecie un giornale web, il giornale Sentire, che l’aveva realizzata come "mostra virtuale" al fine di consentire ai ragazzi palestinesi di vedere il materiale online e di dire al mondo le condizioni di vita di un bambino ad Hebron. E questo poteva consentirlo soltanto uno strumento come Internet.
"Un plagio dunque, in aperta violazione dei diritti d’autore, con l’aggravante di dispendio di denaro pubblico. Il giornale è stato informato solo 48 ore prima dell’inaugurazione, del tutto incidentalmente dalla fotografa incaricata. Chiesto spiegazioni si scusava: una dimenticanza. Non aveva cioè ricordato di comunicare al giornale che l’evento da virtuale era diventato fisico. Ma - da quanto abbiamo appurato – il progetto era stato presentato alla Provincia ben sei mesi prima da un’associazione della quale la fotografa è socia che ha poi ottenuto i fondi per svolgere l’evento. Manco a dirlo il giornale aveva promosso tutto totalmente free, naturalmente riservandosi i diritti d’autore del concept poiché ogni suo contenuto è coperto dal diritto d’autore" afferma il direttore responsabile del giornale Corona Perer (nella foto). "La cosa incredibile è che l’istituzione pare fosse all’oscuro della violazione, cioè non ha verificato se terzi avessero dei diritti sull’evento. All’inaugurazione l’assessore non ha però fatto cenno all’accaduto salvo far predisporre un pannello riparatore due ore prima del taglio del nastro". Ora il giornale intende procedere al recupero dei diritti e spera di poter far avere parte dei fondi destinati allo scopo ai ragazzi di Hebron veri autori delle foto. "Il nostro gesto è stato gratuito e solidale fin dall’inizio e pertanto tale vuole restare. La violazione dice però qualcosa del Far West dei diritti d’autore in Internet, della faciloneria di tanti consulenti culturali di enti pubblici importanti come la Provincia Autonoma di Trento, nonché del dispendio di denaro pubblico per ‘parlare’ della pace anziché operare con giustizia e rispetto come chi parla di pace dovrebbe". La questione è narrata in ogni dettaglio dal giornale Sentire, dove è anche possibile vedere la mostra tuttora online. Due interrogazioni sono già state presentate da due consiglieri provinciali (Nerio Giovanazzi di Amministrare il Trentino e Giorgio Leonardi del Pdl). 25/3/2010
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1.mostra greetings from Hebron
leggo pagina di Sentire. Trovo assurdo questo continuo accanimento di Sentire riguardo al plagio. Smettiamola di fare la guerra !!! Sandra Menegatti
(da SANDRA - 5/1/2010)
2.Urka!
dimenticanza NO. ignoranza si supponenza pure. La terra chiede braccia,prego mettersi in fila!!
(da sergio - 3/28/2010)
3.considerazione per chi lavora sul web
new e old economy non hanno ancora trovato il modo di mettersi d'accordo. Chi lavora sul web non ha ancora la considerazione che merita per il suo lavoro e l'impegno profuso. Eppure molte idee oggi nascono e si sviluppano sul web. Senza di esse non potremmo più vivere. Chi contribuisce ai giornali on-line (e più in generale all'informazione sulla rete) sa quanto oggi tutto questo sia esigente, almeno quanto (se non di più) l'attività tradizionale. Eppure chi opera nel segmento culturale tradizionale non pare accorgersene e va avanti per la sua strada senza rispettare il valore (sovente oscuro) creato dal web. Per snobismo, ritardo, o solo per ignoranza?
(da renato maino - 3/27/2010)
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