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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Focus
La rassegna stampa dall’isola delle BananeCosa andra' (e cosa non andra') dritto dalla Tv alle bacheche di FacebookPrendiamo qualche programma, in ore preserali.
Isola dei famosi, conferenza stampa per la campagna elettorale e Fabri Fibra in Italia. Per non dimenticare nessuno (Mediaset), rimaniamo con un vibe latino americano “grazie” a Matricole e Meteore. Cosa c’è in comune? Chi va sull’Isola dei famosi è evidentemente un “venduto”. I politici che vanno in conferenza stampa (per ultimi: Giuseppe Pizza e Clemente Mastella) sono considerati anche loro dei “venduti”. Fabri Fibra (nella foto) è considerato un “venduto” da molti “ragazzi di periferia”, da cui lui pure viene. Di Nicola Savino, la nomea di “venduto” non è ancora apparsa, ma non stupirebbe dopo la pochezza del programma che conduce insieme a Juliana Moreira. Sarà meglio cambiare canale, per la serie “facciamoci male”, torno alla tribuna elettorale moderata da Giuliana Del Bufalo, quella per intenderci del “Il padrone di casa è Lei”, al premier Berlusconi. Ospite di casa invece è Giuseppe Pizza, quello dell’affaire sul chi detenesse il simbolo della Democrazia cristiana, attuale sottosegretario all’Istruzione, università e ricerca scientifica. A volte ritornano, in campagna elettorale. Ma andiamo con ordine, tutta Italia si chiede: ha ragione Aldo Busi oppure no? Dalla pedofilia ai capelli unti, Ventura e compagnia (leggi: Mara Venier) cercano di contenere lo straripante Robinson Busi all’Isola dei famosi, in onore di quella che è una delle poche attività industriali rimaste in Italia: la televisione. Su Facebook, manco a dirlo, divampa la polemica, tra gli altri, sul profilo di Francesco Consiglio, siciliano trapiantato in Abruzzo e particolarmente conosciuto in Rete per una dedizione fuori dal comune allo status update. Uno dei suoi argomenti preferiti è, manco a dirlo, Silvio Berlusconi. Di Berlusconi, Pizza conosce la benevolenza, visto che ne è stato accolto in seno al suo partito per poi essere premiato addirittura con un sottosegretariato forbici in mano. Dopo una breve militanza nella lista dei Consumatori, alleata di Romano Prodi nel 2006, Giuseppe Pizza si è guadagnato la fama di “venduto” in un modo abbastanza semplice, restando nelle fila del suo partito d’elezione, la Democrazia cristiana. E pensare che fino a qualche anno fa si lamentava l’assenza dei democristiani dalla politica. A volte ritornano, appunto. Di Mastella non c’è bisogno neanche di parlare. Dopo aver dichiarato, nel “lontano” 2006, che lui l’email non sapeva neanche usarla, l’anno dopo dà avvio a un blog personale, dove, di suo pugno inizia a difendersi pubblicamente da attacchi politici (concomitanti con quelli giudiziari). La stessa Giustizia che ha amministrato, fino al 2008, in qualità di Ministro in un governo “venduto”. La sua reputazione di “venduto” lo precede mille miglia, eppure non abbastanza, visto che è ancora europarlamentare. Cambio canale. Su Mtv Fabri Fibra, marchigiano trapiantato a Milano come un altro che ha qualcosa in comune con lui, Giovanni Allevi. Entrambi infatti, hanno nomea di essere dei “venduti”, un po’ come Pizza e Mastella, si fa per dire. Fibra non ci sta, e si lancia come reporter, dall’Aquila alla Sardegna, in compagnia degli “ultimi”, gente in gamba, ma con poche speranze. Se alcuni ragazzi di periferia non gli perdoneranno la sua telefonata con Eros Ramazzotti, in cui si dice suo fan, altri lo vedranno come un “agnellino” rispetto ad Aldo Busi. Tant’è, ma Fabri Fibra in Italia è forse l’unica trasmissione decente in onda a quest’ora. La parte dell’agnellino (con tutto il rispetto per gli ovini) la fa invece decisamente una trasmissione come Matricole e Meteore, desolante riesumanza di pellicole gelosamente custodite negli studi di Cologno Monzese tanto cari al presidente operaio. Fieno per la prateria serale televisiva. Tra una Cristina D’Avena in salsa vintage e facce da radio date in pasto alla “sagacia” stile Claudio Lippi, sembra di vivere una seconda adolescenza. E invece ci si abbruttisce. A forza di quiz e televendite, tronisti e nomination, si rischia veramente di perdere la Trebisonda. Già, come il programma televisivo. Ormai le parole sono sotto usucapione forzato, e siamo noi i proprietari negligenti. A forza di considerare tutti dei “venduti”, abbiamo banalizzato un problema che è diventato più grande di noi. Non si può più dire forza Italia (fortuna che ora c’è il Pdl), non si può più dire Libertà (con buona pace di William Fallace e Nichi Vendola), e men che meno si può parlare di Giustizia (a Nichi fischeranno le orecchie, stavolta). Ironicamente, una possibilità di redenzione, per quelli come me davanti allo schermo senza troppo da fare, ci sarebbe: Banana Joe. Nel film, Bud Spencer vuole vendere delle banane, e visto che non viene ricevuto dal ministro competente, decide di sfondare la porta in stile Pellizza da Volpedo. E ovviamente l’avrà vinta a suon di cazzotti. Un suggerimento per la nostra Repubblica delle Banane? Francesco Conte 20/3/2010
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1.Grazie Bud
Per fortuna c'è lui a ricordarci in che paese viviamo e come bisogna comportarsi con i nostri politici!
(da Sgroggo - 3/20/2010)
2.Pienamente d'accordo su Fibra
Seguo Fibra dai tempi di Uomini di Mare e non ho mai pensato che fosse venduto, chi lo pensa secondo me non ha capito fino in fondo chi è, credo che sia un artista con la A maiuscola, sempre capace di rinnovarsi senza perdere di vista i messaggi seri che lancia con le sue canzoni e per quanto riguarda la trasmissione "In Italia " 10 e lode a Fibra, l'unico programma che ho visto in tv, negli ultimi tempi, e non solo in qualità di fan, ma perchè finalmente in Tv c'era un programma intelligente che ha il fine di far riflettere e capire molte cose, su chi abita in Italia, sulla gente vera con i suoi proiblemi e con i suoi progetti!!! Complimenti a Fibra!!!
(da Alessia - 3/20/2010)