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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Collegio Milano
L'ultima mostra alla Sozzani e il suo pubblico Le Cirque du Luis VuittonTutto e' perfetto, tranne il consorzio umano“La corporazione delle baiadere, i ciarlatani, gli accattoni, le mime, i buffoni [...]”.
Quando Orazio scriveva l'incipit della Satira Seconda era probabilmente appena uscito da un vernissage di una qualche mostra e stava elencando il tipo di pubblico che aveva incontrato. E come Orazio si permetteva di criticare i licenziosi costumi e il clientelismo della Roma del I sec. a.C., lui - cliens privilegiato di Mecenate, ora moralizzare intorno alla variopinta fauna delle vernici del XXI sec d.C., è troppo stuzzicante per esimersi dal farlo. Il 24 gennaio nell'arena di Carla Sozzani si celebrava il debutto dell'esposizione di Tim Walker, fotografo di moda per Vogue, visionario molto british, ma anche scenografo e fantasista di set fotografici, come un LaChapelle raccomandato dalla Regina. Ritratti di moda e non, paesaggi onirici, baguette e tazze da the che diventano mezzi volanti per creature di fiaba. Modelle e lumache enormi si contendono l'obiettivo del fotografo d'oltremanica, che non ha ancora smesso di leggersi le fiabe della buona notte. Un accumulo di oggetti, un horror vacui che pervade ogni centimetro delle opere per ricreare un microcosmo in cui l'immaginazione viene meticolosamente messa al servizio dell'abito, che non è più soltanto un pezzo di stoffa, bensì un talismano che permette l'evocazione di altri mondi. Ognuno dei lavori esposti si presenta in un allure barocca di grande raffinatezza: i colori sono squillanti ma non stucchevoli, le ombre e lo sfumato delle nuvole sono palpabili ed evanescenti come la panna montata, ma una fiabesca ironia le unisce come un surreale fil rouge, attraverso cui il fotografo riesce a far dialogare il senso dell'assurdo delle nature morte con l'armonica eleganza delle forme vive delle modelle. Nonostante il tripudio di bellezza artistica e maestria fotografica, la sindrome di Stendhal non è però causata dalle opere che penzolano dai muri, bensì da quelle deambulanti per la stanza. Forse la vertigine è tale perché la realtà pare prendersi gioco dello spettatore, rendendosi indistinguibile dalla fantasia incorniciata e appesa alle pareti. Ciò che si consegna alla vista e alla penna è un affastellamento di umanità che il Carnevale ha deciso di festeggiarlo in anticipo. Un variegato circo di radical-chic, sciure della Milano da bere più che bene, artisti in erba a braccetto con le loro Muse e intellettuali in pausa dalle loro elucubrazioni solitarie. L'anticonformismo dell'intelletto e del guardaroba è l'unica legge cui attenersi. Paradosso dei paradossi, in questa Babilonia di eccentricità, il conformismo è l'unico esito possibile di un anticonformismo massificato. Ma forse questa, come quella di Orazio, è solo l'ipocrisia di chi, in questo valzer della stravaganza, danza e sgambetta in battere anziché in levare. Millantando una coscienza critica non ancora stordita dal luccichio delle paiette, si è un pò come il Capitano della Nave dei Folli che pretende di aver maggior senno dell'equipaggio che si è scelto. Valentina Albi redazione@collegiodimilano.it Per informazioni: GALLERIA CARLA SOZZANI Corso Como, 10 – 20154 Milano Dal 23 gennaio al 7 marzo 2010 Orario: lunedì dalle15:30 alle 19:30 martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10:30 alle 19:30 mercoledì e giovedì dalle 10:30 alle 21:00 Entrata gratuita Telefono: +39 02653531 www.galleriasozzani.org 5/3/2010
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