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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.250 del 9/7/2010 |
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Esteri
Lo chiamano ultimatum: e' l’ennesima mossa per guadagnare tempo Nucleare, l'Iran sfida l'Onu (o ci prova)Intanto continua nel Paese la caccia agli oppositori: nel mirino il clero riformistaTeheran - Il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, ha dato all'Occidente un “ultimatum” per accettare entro “un mese” uno scambio di uranio alle proprie condizioni. Secondo quanto riferito dalla tv pubblica, il ministro ha affermato che se l'offerta verrà respinta Teheran produrrà da sola l'uranio necessario al proprio reattore di ricerca della capitale.
“La Comunità internazionale ha giusto un mese per decidersi” ad accettare le condizioni poste dall'Iran, ha detto Mottaki, “altrimenti Teheran arricchirà l'uranio ad un livello superiore”. “Questo è un ultimatum”, ha sottolineato il ministro. Lo chiamano ultimatum, ma è l’ennesima mossa per guadagnare tempo, riavviare un’interminabile trattativa e accumulare uranio arricchito. Stavolta, però, il bluff è così evidente da sembrare persino sguaiato. A rendere ancor più inaccettabile l’ultimatum contribuisce la situazione interna della Repubblica Islamica. Chiedere all’Occidente di piegar la testa e trattare mentre il regime liquida il dissenso interno equivale a formulare una proposta indecente. Stando ai siti riformisti nelle ultime ore sei giornalisti e sette esponenti del clero si sono aggiunti ai circa 1.300 esponenti dell’opposizione già finiti in galera. R. R. 3/1/2010
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