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Collegio Milano
Foto Gli studenti MBA italiani a Boston

MIT e Harvard hanno ospitato la decima conferenza di NOVA

Gli studenti MBA italiani a Boston

Massimo d'Amore di PepsiCo nel discorso di apertura parla di talenti e maratone

Sono milioni gli italiani all’estero, ma quelli che sono andati negli Stati Uniti per conseguire un MBA quest’anno hanno avuto un motivo speciale per incontrarsi:convincersi che lasciare lavoro, amici e in alcuni casi trasferirsi dall’Italia con moglie e figli, sia stata la scelta giusta. 

Gli Stati Uniti continuano a distanziare tutte le altre nazioni per offrire i migliori programmi MBA. La crisi, tuttavia, ha profondamente cambiato il mercato del lavoro americano, creando difficoltà soprattutto per chi non ha la green card. Poche aziende assumono internazionali: se hanno ricevuto aiuti governativi non lo possono fare; molte altre semplicemente non sponsorizzano il visto che costa solo qualche migliaio di dollari, nulla in confronto al salario offerto o al costo di un MBA. In quest’ultimo caso si può parlare di ragioni politiche. La NOVA Conference dello scorso 14 e 15 novembre è stata un’occasione per ritrovarsi a parlare di Italia, d’innovazione e futuro.

L’amministrarore delegato di PepsiCo Americas Beverages, Massimo d’Amore, ha tenuto il discorso introduttivo accendendo subito l’entusiamo del pubblico. Negli ultimi anni l’azienda di cui è a capo sta affrontando sfide significative: produce principalmente bibite gasate e patatine fritte, mentre l’attuale ambiente competitivo dimostra una crescente attenzione ai temi dell’alimentazione sana e degli stili di vita corretti. A questo proposito d’Amore dice: «bisogna assumere dei veri talenti in Ricerca e Sviluppo; non basta chiedere ai clienti cosa comprerebbero ora, ma prevedere cosa vorranno tra 3-5 anni. PepsiCo è impegnata nello sviluppo di bibite e snack a basso contenuto calorico e sempre più salutari». E alla domanda su quali principi hanno guidato la sua carriera, gli studenti raccolgono tre importanti spunti di riflessione: in primo luogo bisogna usare sia cuore, sia testa perchè il dizionario è l’unico posto in cui successo viene prima di lavoro (in inglese work); in secondo luogo la vita è una tortuosa maratona bisogna, quindi, pensare in un’ottica di lungo periodo e, infine, non si può sfondare senza provare un po’ di paura.

La conferenza è proseguita sui temi di innovazione e imprenditorialità. Il contributo di Umberto Malesci, cofondatore di Fluidmesh Network, azienda leader mondiale nei sistemi di sicurezza wireless, testimonia come è possibile sfruttare i pregi di Italia e USA: l’azienda nasce, infatti, su iniziativa di ricercatori e ingegneri del MIT e del Politecnico di Milano. Malesci, nonostante la giovane età, trasmette chiaramente spirito imprenditoriale e grande senso di leadership: «La chiave del successo non è l’idea di fondo, quella la si può anche rubare, ma è il gruppo di persone con cui si inizia il progetto. All’inizio servono due tipi di persone: chi sa come fare il prodotto e chi lo sa vendere, possibilmente con un margine positivo. La parte di contabilità e finanza è solo un hobby del tuo week end!». Molti studenti intraprendono un MBA per trovare le persone giuste con cui iniziare un nuovo business e spesso lo fanno in America; a più riprese durante la conferenza è emerso come la più grande differenza tra gli States e l’Europa è che qui si premia chi ci prova, fallisce e tenta ancora. In Europa è vietato sbagliare

Nella serata di gala al Museum of Fine Arts di Boston, tra i dipinti di Tintoretto, Rubens e Van Dyke, Beppe Severgnini, ospite d’onore, si prende gioco del nome dell’associazione degli studenti MBA italiani negli Stati Uniti: «NOVA – Non Occorre Venire in America». Ilarità e momenti di riconferme tra la sala.

Elena Simonetti
redazione@collegiodimilano.it 

Link utili:
http://novaconference.mit.edu/
http://nova-mba.org/
9/12/2009








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