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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cultura
Dodici installazioni itineranti Le chiocciole fucsia 'rallentano' MilanoIdeate dal gruppo Cracking ArtMilano - E' iniziata la migrazione delle chiocciole giganti. Sono dodici, sono fucsia, sono alte più di due metri e lunghe tre, e si apprestano a fare il giro del mondo. Non stiamo parlando di extraterrestri ma di sculture mobili, vere e proprie installazioni, che dal centro di Milano si sposteranno fino ai quartieri dell'Expo e poi Tel Aviv, Chicago, Bruxelles.
La loro superficie colorata, che si staglia sulla città, "rompe l'ovvietà del colore/non colore, il grigio della città", come ha evidenziato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory: "La chiocciola è il simbolo del nostro tempo, il suo è un movimento lento ma ineluttabile in natura, ma è anche il segno distintivo delle e-mail, dello scambio istantaneo nella rete". La chiocciola ricorda la struttura dell'orecchio umano: "Il timpano permette un ascolto migliore quando vibra in obliquo: così queste chiocciole ci ricordano che sarebbe opportuna una timpanizzazione delle nostre istituzioni; una politica in cui le opposizioni non si scontrino frontalmente, ma si ascoltino in posizione obliqua". Mente e anima dell'installazione mobile il gruppo Cracking Art le chiocciole fanno parte del loro progetto REgeneration, che invita a una rinascita attraverso la consapevolezza delle nuove energie. Il materiale usato è plastica riciclabile. "Dopo l'era del bronzo e quella del ferro, questa è l'era della plastica. E noi alla plastica, troppo spesso disprezzata solo come fonte di inquinamento, vogliamo restituire poesia" sottolinea Renzo Nucara, uno dei sei protagonisti del gruppo, assieme a Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco e William Sweetlove. Le chiocciole partono da Palazzo Marino, per arrivare a Piazza della Scala e Piazza San Fedele. Si sposteranno poi a gennaio in Piazzetta Reale e infine in via Vittor Pisani. Sono pensate per essere avvicinate e toccate, per assimilarsi ai luoghi che le ospitano, e al contempo per mutarli. Per essere luoghi di appuntamento, orientamento per automobilisti, sosta. Eva Massari 19/11/2009
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