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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cultura
Apre la prima mostra antologica dedicata all'artista pop Niki de Saint-Phalle a RomaOltre cento le opere in mostraDal 4 novembre 2009 al 17 gennaio 2010 il Museo Fondazione Roma apre le porte alla prima mostra antologica dedicata a Niki de Saint-Phalle.
Promossa dalla Fondazione Roma, presieduta dal prof. avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, e curata da Stefano Cecchetto, l’esposizione vanta la prestigiosa collaborazione della Niki Charitable Art Foundation (California), principale prestatore delle opere, e del supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia Group. Più di cento le opere presenti, che ricordano e affermano i temi forti dell’artista: femminismo, mitologia, violenza, le inquietudini private e quelle sociali. Nata nel 1930 a Neuilly-sur-Seine, in Francia, Niki de Saint-Phalle si trasferisce presto a New York dove il padre, nobile banchiere, cerca fortuna dopo la crisi finanziaria del ’29. L’infanzia è segnata dalle molestie sessuali del padre, che sfociano, nel 1953, in un ricovero all’ospedale di Nizza per un grave esaurimento nervoso. Amante della letteratura, scrittrice di poesie, attrice di teatro e fotomodella per Vogue e Life e Life, si apre alla scultura e alla pittura proprio in seguito alla malattia. L’arte come rinascita. I tiri. La seconda metà degli anni ’50 svela la spinta propulsiva dell’artista, che supera il muro del dolore attingendo alle suggestioni dei musei spagnoli e francesi, all’avanguardia mistica e visionaria di Antoni Gaudí. A questa prima fase appartiene l’opera più antica presente in mostra, un autoritratto del 1958 assemblato con frammenti di diversi materiali, dalla ceramica ai chicchi di caffè, che ricorda nell’esecuzione i lavori del grande architetto. Il volto segnato dalle ferite e coperto di sangue, rivela però un’inquietudine non ancora risolta, un atteggiamento in parte passivo. Ben presto però Niki imbraccia le armi, e non in senso figurato. Opere-bersaglio, sono questi lavori che la consacrano sulla scena internazionale. La tecnica artistica consiste nello sparare con la carabina, che sostituisce il pennello, contro sacchetti di colore posizionati sulla scultura. Sono gli anni ’60, e la performer entra a pieno titolo nel Nouveau Réalisme, il movimento di artisti riuniti a Nizza intorno alla figura di Pierre Restany. Ne fanno parte, tra gli altri, Yves Klein, César, Arman, Christo, Mimmo Rotella e Jean Tinguely, che sposerà in seconde nozze nel 1971. L’universo delle Nanas. Tra gli anni ’60 e ’70 il movimento femminista prende vita tra Europa e Usa. Di questa filosofia l’artista di fa interprete creando un suo universo femminile. Sono le Nanas, le piccole ragazze, che raccontano l’essere femminile nelle sue molteplici espressioni, con lo sguardo rivolto a nuove strade di conoscenza, dalla quotidianità alla filosofia etica. In questa fase Il Nouveau Réalisme lascia spazio alle suggestioni Pop. Evidente in queste opere l’influenza di Gaudì e del suo parque Guell di Barcellona, e forte il coinvolgimento del marito, Jean Tinguely, che si occupò personalmente di costruire l’intelaiatura di ferro poi ricoperta da un rivestimento in cemento, malta o calcestruzzo, poi rifinito da Niki con cesellature ed intarsi di piccoli pezzi di ceramica policroma. Il giardino dei tarocchi. Ancora il parque Guell , e il giardino di Bomarzo, in provincia di Viterbo, sono gli spunti da cui la de Saint-Phalle trae spunto per un nuovo momento della sua produzione. Grazie alla mediazione di Marella Agnelli Caracciolo, l’artista poté lavorare su un terreno di mezzo ettaro ricoperto da macchia mediterranea messo a disposizione da Nicola e Carlo Caracciolo. Lo scenario è uno dei più suggestivi d’Italia, quello della Maremma, sulla collina di Garavicchio, vicino a Capalbio. Nel giardino l’artista installa una serie di statue gigantesche ispirate alle ventidue carte dei tarocchi. Le sculture, che raggiungono i quindici metri d’altezza, hanno richiesto un lavoro di oltre diciassette anni, che ha visto l’impegno, oltre che di Tinguely nella realizzazione dell’intelaiuatura, di un’equipe di artisti contemporanei del calibro di Rico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie ed Isabelle Le Jeune, Alan Davie e Marino Barella. Con Jean Tinguely. Difficile pensare l’arte di Niki senza quella di Tinguely, in un rapporto che va oltre l’empatia e oltre le classificazioni. Passione e genio si fondono in quella che può essere ritenuta la coppia che ha rivoluzionato l’arte del Novecento. Tinguely, sposato dopo un divorzio, quando già era madre di due figli, è stato fonte di ispirazione e maestro, compagno e collaboratore Quattro contesti della vita di che si ripresentano in mostra in quattro aree che si propongono di seguire, attraverso le opere disposte tematicamente, lo sviluppo interiore dell’artista. Stanze della memoria che giocano in un continuo rimando tra spirito e materia, realtà e identificazione. Niki de Saint-Phalle Dal 4 novembre 2009 al 17 gennaio 2010 Fondazione Roma Museo Via del Corso 320, Roma Tel. 06 6786209 www.fondazioneroma.it Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20, lunedì chiuso Ingresso: intero: € 10,00, ridotto: € 8,00. Bambini fino a 14 anni gratuito Informazioni e prenotazioni AD ARTEM, tel.+ 39 0662288877 fax + 39 0662288878 info@adartem.it Acquisto biglietti on line su www.vivaticket.it Eva Massari 5/11/2009
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