|
la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cultura
Fotografo' John Lennon poche ore prima della morte Annie Leibovitz, fotografie di una vitaEdito da De Agostini il sesto libro fotografico della ritrattista americanaSi intitola "Fotografie di una vita 1990 – 2005" il libro edito da De Agostini che raccoglie centinaia di scatti di Anne Leibovitz. Nata nel 1949 nel Connecticut, figlia di una ballerina e di un aviatore militare di origine ebraica, approda a New York dove dal 1970 al 1983 lavora come fotografa per la rivista Rolling Stone.
Anticonformista, sperimentatrice, eclettica e ruvida, è la ritrattista contemporanea per antonomasia. Ricostruirne la carriera significa attraversare gli anni d’oro del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport. In quarant’anni di carriera ha collezionato migliaia di scatti, passando dal ruolo di fotografa di punta della tournee dei Rolling Stones nel 1975 a quello di ritrattista ufficiale di Vanity fair, la storica rivista glam americana. Innumerevoli e fortunatissime le campagne pubblicitarie che portano la sua firma. Non solo gli appassionati di fotografia ricorderanno l’etereo profilo del corpo nudo di Demi Moore, ritratta all’ottavo mese di gravidanza. O Yoko Ono, che algida e assorta, vestita di nero, si fa stringere dal corpo nudo di John Lennon, che le si avvinghia in posizione fetale. Stesi sul pavimento del loro appartamento di New York, sono stati immortalati nel loro ultimo abbraccio proprio quell’otto dicembre 1980, poche ore prima che Mark Chapman, esplodesse contro il cantante quattro colpi di pistola dicendo: "Ehi, Mr. Lennon! Sta per entrare nella storia". La storia è diventata mito, e quel mito è apparso sulla copertina del gennaio 1981 di Rolling Stone, in una foto che è diventata epocale. Dietro la macchina fotografica sempre lei, Anne Leibovitz. Che non ha mai ceduto al conformismo e al politically correct, che ha sfiorato il reato di lesa maestà per aver chiesto alla regina Elisabetta II di togliersi la corona perché troppo formale. Intransigente, metodica, ha sempre cercato nei suoi modelli la perfezione, costringendoli ad estenuanti sessioni di lavoro sul set, spesso naturale, in attesa dello scatto giusto, quello insuperabile. Nicole Kidman, Mikhail Baryshnikoy, Michael Jordan, Patti Smith, Nelson Mandela, Jack Nicholson e molti altri, compaiono in questa raccolta che è una narrazione. Non solo di una carriera ma di una vita. Accanto alle immagini dei divi compaiono i reportage sull’assedio di Sarajevo dei primi anni novanta, i paesaggi, le foto di famiglia. Tre figli e un amore importante, quello per la scrittrice e intellettuale statunitense Susan Sontag, conosciuta nel 1989 in occasione di un ritratto che la Leibovitz fece per la retrocopertina del saggio Malattia come metafora (aids e cancro). Un amore durato quindici anni, interrotto dalla scomparsa della Sontag, morta di leucemia nel 2004. E anche lì, dentro la sofferenza più intima e privata, è entrato l’obiettivo della macchina fotografica. A ritrarre il dolore, la sopportazione, gli ultimi attimi di una vita. Gli stessi attimi catturati anche sul letto di morte del padre, scomparso sei mesi dopo Susan Sontag, feroci e veri, intensi e compassionevoli. Centinaia sono gli scatti che trovano spazio in questo volume, il suo sesto libro fotografico, disposte in ordine cronologico. "Non vivo due vite. La mia è una vita sola, il lavoro svolto su commissione e le fotografie personali ne fanno parte allo stesso modo”. E così basta girare pagina per incontrare, dopo una Patty Smith rock e altera, il sorriso di una bimba che gioca in giardino. Si dice che gli artisti siano vittime di melanconia e depressione perché non riescono ad eguagliare gli standard professionali nella vita privata. Chi ci riesce è un genio. Annie Leibovitz ci riesce. Leibovitz, Annie, Fotografie di una vita 1990-2005, De Agostini, pp 472, euro 89,00 Eva Massari 22/10/2009
|
![]() |
|
Nessun commento attualmente inserito