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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Tecnoscienze
Il nuovo servizio e' gia attivo in 22 farmacie nelle quali e' possibile richiedere gratuitamente una consultazione psicologica A Milano arriva lo "psicologo di quartiere"Possibilita' di richiedere consultazioni anche in inglese, francese e spagnoloSi è tenuta lunedì a Palazzo Marino la conferenza stampa per promuovere il servizio “psicologo di quartiere”, progetto inizialmente avviato in 4 farmacie di Milano ed esteso in questa seconda fase a 22 farmacie nelle quali è possibile richiedere gratuitamente una consultazione psicologica.
Le farmacie dove il servizio è attivo sono sparse in maniera omogenea sull’intero territorio di Milano: la novità rispetto alla prima fase sperimentale è che sarà possibile richiedere consultazioni anche in lingua inglese, francese e spagnolo. A Milano, in realtà, le farmacie sono in numero decisamente maggiore (400 private e 84 pubbliche) ma – assicura la Dott.ssa Annarosa Racca, presidente di federfarma – “c’è la volontà di estendere il servizio a un numero sempre maggiore di farmacie”, avvicinando e legando sempre di più questa realtà a quella del sistema sanitario nazionale. D’altra parte, come puntualizza la stessa Racca, già molti altri servizi sono disponibili nelle farmacie milanesi, come testimoniato dalle numerose campagne di prevenzione, dall'offerta di una assistenza domiciliare integrata e dalle possibilità di effettuare screening e autoanalisi direttamente dal farmacista sotto casa. Lo spirito che muove l’iniziativa dello psicologo di quartiere - come sottolinea l’assessore comunale alla salute Landi di Chiavenna – è far si che “le farmacie non siano più solo dispensatrici di farmaci ma vere e proprie fonti di salute”. L’assistenza sanitaria del futuro sarà sempre più un movimento dalle istituzioni verso il cittadino e, in questo senso, il servizio dello psicologo di quartiere insegue una prossimità innovativa che molte altre città (Lombarde e non) hanno intenzione di replicare. Enrico Molinari, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e responsabile del laboratorio di psicologia clinica dell’Università Cattolica di Milano, oltre a coordinare gli psicologi impegnati nelle farmacie si occuperà della parte relativa alla ricerca: l’obbiettivo è di pubblicare un libro che descriva i metodi dell’intervento e l’esperienza accumulata su questo fronte, creando un know-how che possa servire come importante punto di partenza per futuri progetti. Molinari non nasconde la sua soddisfazione per la buona riuscita della prima fase del progetto e per il suo proseguimento, puntualizzando che l’obiettivo futuro è di continuare in questa direzione di prossimità al cittadino: “creare tante antenne sulla città capaci di interecettare il disagio di un’utenza che altrimenti non si rivolgerebbe alle strutture pubbliche e tantomeno a quelle private, ma che ha comunque bisogno di risolvere i problemi in tempi brevi o di avere un orientamento per un invio corretto verso altre strutture sanitarie”. A questo proposito, oltre allo psicologo di quartiere, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia e il Comune di Milano stanno lavorando per istituzionalizzare la figura dello psicologo scolastico. Non solo: una suggestiva sperimentazione è stata suggerita da Molinari stesso, che propone di “inserire negli studi associati dei medici di base una figura psicologica competente”. Un altro modo per diffondere la cultura del benessere ed evitare ai cittadini lunghi calvari in cerca dello specialista più adatto alla loro specifica problematica. Luca Mazzucchelli 10/10/2009
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