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Cronaca
Foto Messina: disastro prevenibile?

Tre esperti chiariranno la dinamica della catastrofe

Messina: disastro prevenibile?

Da un'indagine della Dia emerge la presenza di malta depotenziata nelle costruzioni

Messina – Alle 15 a Montecitorio si svolgerà un Question Time su temi ambientali, dall’alluvione di Messina alle navi cariche di rifiuti tossici. Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo risponderà alle domande dei colleghi sul programma per la prevenzione del rischio idrogeologico, le iniziative per la tutela del territorio e gli interventi previsti dal Governo per la ricerca e il recupero di navi che trasportavano rifiuti tossici affondate al largo delle coste calabresi.

Intanto la procura di Messina ha nominato tre periti per accertare le cause del disastro del 1° Ottobre. I tecnici sono Andrea Failla dell'università di Palermo, Gabriele Scarascia Mugnozza, de La Sapienza di Roma e Concetto Costa, dell'università di Catania. I tre periti avranno 120 giorni di tempo per rispondere ai 9 quesiti formulati dalla Procura e hanno iniziato ad effettuare sopralluoghi nelle zone colpite, mentre la titolare dell'inchiesta, Francesca Tiranna, è impegnata nell’acquisizione dei documenti nei vari uffici delle pubbliche amministrazioni.

Tra le domande rivolte agli esperti, ci si chiede quali siano state le modalità dell'evento, gli effetti, i danni provocati e i tempi, se si sia trattato di inondazione o esondazione. I periti dovranno chiarire anche quale fosse l'assetto del territorio prima del nubifragio e se sia stato modificato dall'intervento dell'uomo. Altre domande riguardano la sicurezza del territorio e, soprattutto, se siano stati realizzati gli interventi di prevenzione previsti.

I magistrati vogliono sapere quali siano state le cause dell'inondazione e se siano ascrivibili ad azioni o omissioni degli uomini. Gli esperti spiegheranno se la catastrofe fosse prevedibile e prevenibile in base alle condizioni atmosferiche e quali provvedimenti siano stati affrontati dopo l’alluvione del 25 Ottobre 2007. Un quesito riguarda anche il palazzo costruito sul torrente a Scaletta Zanclea e bisognerà verificare se le concessioni edilizie e i documenti delle autorità competenti siano stati regolari.

In queste ore il Comune di Messina fa sapere di aver presentato, il 27 agosto del 2008, un piano di intervento in 15 punti, sette dei quali riguardano Giampilieri, l'area più colpita, per un importo di nove milioni. 
In Procura, inoltre, è aperta un’indagine avviata dalla Dia nel 2003, quando si scoprì che la ditta "Calcestruzzi Messina" imponeva forniture alle imprese locali e vendeva malta depotenziata, finita poi nelle zone di Giampilieri, Molino, Altolia, Briga.

Laura Vergani

7/10/2009


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