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Politica
Foto Beppe Grillo alla Voce, ecco l'intervista integrale

Dopo la nascita di 'Movimento a 5 stelle'

Beppe Grillo alla Voce, ecco l'intervista integrale

Ecco tutte le dichiarazioni-bomba del comico e politico rilasciate al nostro quotidiano

Milano - Dopo l'anticipazione di ieri, pubblichiamo la versione integrale dell'intervista-bomba che ci ha rilasciato Beppe Grillo in occasione della presentazione del suo nuovo partito politico, 'Movimento a 5 stelle'.

Quali sono le linee principali e gli obiettivi del suo Movimento?
È un movimento in cui ognuno conta per uno, che parte dal basso, senza sedi, senza capi bastone. Daremo delle password e una carta digitale e chi si iscriverà avrà diritto di voto. Qualsiasi cosa verrà discussa, dallo statuto al programma. Che è intenso, riguarda energia, istruzione, sanità, Stato e cittadini, trasporti. Ora è tutto online e i commenti che riceveremo faranno parte del programma. È sotto traccia, è per i cittadini che vogliono riacquisire i propri diritti e vogliono far parte dello Stato perché sono lo Stato.

L’aspetto multimediale è fondamentale per il suo movimento. È per distanziarvi dai partiti politici attuali?
Noi siamo i veri conservatori. Pensi ai gruppi no profit che potrebbero legarsi ai vari progetti. Siamo i conservatori: noi vogliamo conservare l’acqua pubblica, l’istruzione pubblica, vogliamo togliere i monopoli, le energie rinnovabili, vogliamo togliere gli inceneritori, rendere le città vivibili con piste ciclabili e verde, wifi libero e gratuito. Vogliamo una riforma del copyright, del diritto d’autore. Siamo in collegamento con il Partito dei Pirati svedese che prendevano per il culo ma sono riusciti ad eleggere due rappresentanti in parlamento. Il nostro è un movimento sotto traccia che bypassa i vecchi mezzi tradizionali, i vecchi media, che sono morti. Con la rete siamo editori di noi stessi, siamo scrittori, siamo giornalisti.

I politici attuali, secondo lei, non sanno utilizzare la rete per fare propaganda politica?
No, attraverso la rete non si fa propaganda, si fa informazione bilaterale, nel senso che la fai e la ricevi. Di conseguenza non devi avere scheletri nell’armadio, perché la rete ti costringe a dire la verità. In un mondo di delinquenti e disonesti, per loro la rete è uno spauracchio. Devi avere la reputazione per scrivere in rete. Si immagini un blog di D’Alema o un blog di Berlusconi: lo chiuderebbero come ha fatto Mastella, che l’ha chiuso dopo dieci giorni. La rete è per persone oneste, accanite e per bene.

Quale sarà il suo ruolo all’interno del Movimento?
Sarò il Presidente onorario, sarò un capo traccia, traccerò una via. Poi lasciamo andare avanti persone di 30 anni.

Lei non voleva fare il Presidente per motivi d’età.
Non faccio politica attiva, se è quello che intende dire, non sarò segretario del Movimento, sono solo colui che ha fondato questa opportunità; non c’è più il leader, ognuno vota per uno. La massa diventa autocritica e propositiva, non deve più seguire il leader. Io ho aperto la strada solo perché ho una certa popolarità e una discreta reputazione.

Politicamente come vi collocate tra destra e sinistra?
Bisogna resettare la mente, sennò si è ancorati a vecchi schemi e a parole che non vogliono dire più nulla. Quando lei mi dice “destra” o “sinistra”, dobbiamo capire cosa intendiamo dire. Con le nostre idee dove ci colloca? Al contrario di quello che dice questo governo, l’anti-Stato che è al governo, e al contrario di quello che dice l’opposizione. Noi abbiamo idee, persone e tecnologie vincenti: loro scompariranno. Come scomparirà l’informazione su carta (lo sta già facendo), come scompariranno le televisioni così come sono concepite: i media saranno assorbiti dalla rete. L’unica speranza che hanno è fermare la rete con alcune leggi, ma non si può fermare l’intelligenza del mondo.

Riassumendo alcune delle vostre posizioni riguardo le tematiche affrontate negli ultimi mesi nella politica italiana: voi avete dichiarato di essere contrari al pagamento del canone Rai.
Sì, è una protesta che ho portato avanti, e sono stato tra i primi. Siamo contrari a questa Rai, io voglio una Rai pagata dai cittadini, libera da pubblicità e libera dai partiti. Quando ci sarà, i cittadini dovranno sovvenzionarla. Come la Bbc, che è finanziata da un canone: quando fa degli utili, il canone viene diminuito, quando è in perdita, fa un dibattito pubblico per aumentare il pubblico. Adesso la Rai non è un servizio pubblico, è un servizio immorale non pubblico. Si salvano solo tre o quattro trasmissioni che non giustificano un apparato di undici mila persone che sono messi lì da partiti, banche, Confindustria. Io credo in una televisione realmente pubblica.

Cosa ne pensa della polemica attorno ad ‘Annozero’?
Non l’ho vista la trasmissione, non so cosa dire. Se la cosiddetta sinistra ha partorito dieci domande sull’uccello dello ‘psiconano’ (rivolgendosi a Silvio Berlusconi, ndr) in tre anni vuol dire che è oltre il caffè, non alla frutta. Le vere mignotte in quella trasmissione lì non erano le escort, erano i giornalisti. Alcuni, almeno. Quando Belpietro diceva alla mignotta: “Lei come vive, chi le dà i soldi?”, bisognava fare la stessa domanda a lui. Lui è la vera mignotta, lui è sovvenzionato, è una onlus pagata con i contributi, e probabilmente lo stipendio di Belpietro glielo dava la mignotta se pagava le tasse. Le vere mignotte sono i giornalisti, e poi fanno della grande kermesse fumogena sulla libertà di stampa, mi vien da ridere.

La manifestazione sulla libertà di stampa?
Sì, la manifestazione era una cortina fumogena, cosa vogliono riformare? Si vogliono riformare da soli? È come chiedere a una baldracca di diventare vergine. Noi abbiamo fatto la grande manifestazione per la libertà di stampa, col secondo V-Day, ma non l’abbiamo fatta fine a se stessa che non vuol dire nulla. L’abbiamo fatta raccogliendo 1.650.000 firme contro la legge Gasparri, contro il finanziamento dei giornali, contro l’Albo dei giornalisti. Ma soprattutto contro la legge Gasparri, che è il conflitto d’interesse per eccellenza, che ha permesso allo ‘psiconano’ di avere tre televisioni.

Siete contrari sia al lodo Alfano che alla Legge Gelmini, vero?
E ci mancherebbe; col lodo Alfano siamo oltre la delinquenza, ecco l’anti-Stato, ci costringono a discutere se quattro persone devono essere al di sopra della legge, se la legge è uguale per tutti. Se tu discuti una cosa che non si dovrebbe neanche discutere, vuol dire che qualcosa si è incrinato nella democrazia di questo Paese, che non c’è più Stato, che i cittadini non sono più dentro lo Stato, è l’anti-Stato che fa le leggi per i delinquenti. Una di queste leggi è il lodo Alfano, un’altra è lo scudo fiscale che avvantaggia oltre che la mafia anche la Confindustria, che infatti non ha fatto alcun commento; che avvantaggia le banche che riceveranno il grano sia della Confindustria sia dei mafiosi i quali ridaranno i soldi alla Confindustria per investire nel cemento. È il giro che si chiude: la mafia passa attraverso la banca, che ridà i soldi per il cemento alla mafia. Siamo esattamente nei termini di questi anti-Stato delinquenziale.

A proposito di cemento, parliamo delle grandi opere: voi siete contrari sia al Ponte sia alla Tav.
Assolutamente, non sta in piedi. Abbiamo parlato con gli specialisti, tra cui Renzo Piano. Non ha senso un’opera faraonica così perché i flussi dei trasporti sono in controtendenza rispetto ai grandi progetti degli anni Novanta, quando è venuto in mente di fare questi collegamenti col Corridoio 5. I trasporti stanno diminuendo, le merci non possono più permettersi di fare migliaia di chilometri. Tutte le proiezioni sono fasulle. Il Ponte sotto la Manica è passato da 20 euro ad azione a 0,2 ad azione: questi significa che chi ha investito nel Ponte ha perso tutto. Le previsioni, pur di fare il Ponte, erano completamente sballate, maggiorate per fare i lavori. Qui si tratta di aprire i cantieri per fare il Ponte: sanno benissimo che i soldi non ce li avranno mai, che l’idea del Ponte non sta in piedi, che non può reggere una tratta ferroviaria e due flussi automobilistici e di camion, che è in una zona sismica. Non è mai stato costruito un ponte ad arcata unica così lunga. È lungo il doppio del ponte più lungo del mondo. I giapponesi, che hanno la galleria del vento, hanno detto: “Non può stare in piedi”. È un’abbuffata di ladri, di mafiosi, di ‘ndrangheta, per riciclare denaro sporco sulla pelle dei cittadini. La Tav è una follia: i soldi sono a debito, chi garantisce è lo stato, sono i cittadini, è di nuovo un altro debito. Noi dobbiamo potenziare le linee normali, dei pendolari, per ripristinare le piccole tratte. Vogliamo che la ferrovia diventi un mezzo di trasporto per persone e merci. È il modo di viaggiare che ci interessa, non la mezz’ora in più o in meno.

Alla presentazione del suo ‘Movimento a 5 stelle’ c’erano ospiti importanti come Celentano, De Magistris, don Paolo Farinelli. È stato contento di queste presenze?
Senz’altro. C’era anche Petra Reski, che ha scritto un libro bellissimo. È stata accolta con un applauso, si sono alzati in piedi. E’ una grande giornalista tedesca che ha scritto un libro sulla mafia che si sta inserendo in Germania senza che i tedeschi sospettino nulla: lì non hanno leggi sul riciclaggio o sull’associazione mafiosa. Ci guardano, dicono che siamo “mafiosi”, ma non sanno che la mafia sta colonizzando anche loro. Reski è stata censurata dal suo editore, è uscita con un libro con delle pagine oscurate, è stata denunciata da Marcello Dell’Utri: da noi invece è stata accolta in modo magnifico e lei si è anche commossa. Don Farinelli è un personaggio straordinario, un prete borderline (come dovrebbe esere oggi l’atteggiamento della Chiesa con i poveri). Poi ha parlato il presidente del Partito dei Pirati svedese che prima è stato preso in giro e poi invece ha eletto due membri nel Parlamento in Svezia. Questi movimenti si uniranno eprchè sono le stesse battaglie in comune. Sono battaglie che si espanderanno, la rete è globale e non la ferma più nessuno.

Lei nel suo discorso di presentazione ha attaccato la Moratti dicendo: “E’ stata eletta con i soldi del marito, non per meriti sul campo”.
Fate un giro per Milano, sono degli eroi quelli che riescono a viverci. Secondo l’Oms siete nella fascia dove si vive tre anni di meno come aspettativa di vita. Stanno scomparendo i parchi, continuano a fare parcheggi, grattacieli, la Fiera. Ogni anno cinquantamila persone vengono ricoverate per gravi problemi asmatici, bronchitici, polmonari. Cinque-seicento persone muoiono per i Pm-10, per il traffico. Poi si continuano a fare parcheggi in centro. È il totale delirio della politica cittadina. Chissà cosa poteva diventare la città se fosse stato eletto Dario Fo come sindaco: piena di verde, di piste ciclabili, di cultura. Poteva diventare davvero una grande metropoli, invece sta annegando nel cemento, nelle automobili, nello smog. La gente deve ammalarsi perche il Pil della regione Lombardia dipende per il 70% dalla sanità. Formigoni è diventato un primario perché gestisce la più grande risorsa della Lombardia: la sanità. La Moratti tra qualche anno non se la ricorderà più nessuno, ma i danni che sta facendo alla città sono incommensurabili, lasceranno un’impronta di disfacimento con progetti faraonici che sono progetti della fine dell’Ottocento.

Dopo la conquista dell’Expo, però, a Milano la situazione potrebbe migliorare.
Sono idee di fine Ottocento: ora non si espone più nulla, al massimo si può esporre con le tecnologie. Trasportare la Fiera da dov’era fino a fuori Milano è un crimine contro l’umanità, fare un posteggio in centro è pure un crimine. Nessuno costruisce più nel centro delle città. Se vai a Monaco, che è una media città, in centro non vedi un’automobile, invece ci sono i tram, la gente a piedi, i mercatini rionali, la gente che sorride. Ecco cosa poteva diventare Milano con Dario Fo. Invece questa è una petroliera di riporto che va a recitare nei teatri mentre si chiude un liceo importante come il liceo serale ‘Gandhi’, dove figli, operai o anziani potevano studiare di sera. Invece si finanziano progetti che sono veramente deliri urbanistici.

Torniamo in conclusione al Movimento a 5 stelle. Si presenterà nelle prossime regionali, vero?
Sì, non in tutte le regioni. Abbiamo un po’ di possibilità. Pensiamo sicuramente al Piemonte e all’Emilia Romagna, ora vediamo la Campania. Sosterremo col blog le altre liste, ma posso impegnarmi come forza fisica solo in tre regioni al massimo.

Domenico D'Alessandro
6/10/2009








Commenti a questo articolo (4)


1.grazie
Grazie al coraggio e alla tenacia di Beppe il Movimento a Cinque Stelle porterà una ventata di rinnovamento, assolutamente necessaria per un cambiamento di rotta.
(da MARIO - 10/6/2009)       Segnala come inadeguato
2.uno degli undicimila...
"Si salvano solo tre o quattro trasmissioni che non giustificano un apparato di undici mila persone che sono messi lì da partiti, banche, Confindustria" Pur ammirando Grillo mi sorprende e delude la generalizzazione fatta. Sono un semplice impiegato, che si occupa del canone tra l'altro, e' posso assicurare a Grillo che, come me, la maggior parte dei lavoratori RAI non e' protetta ne'"messa li'" da nessuno anzi e' vittima del sistema. Compresi i 2.500 precari siamo in 12.500, con stipendi, parlo degli amministrativi, che spesso non superano i 1.100 euro al mese, in attesa di un rinnovo del contratto da due anni circa!!! Gente che lavora, seriamente per quest'azienda e che la ama. Fateci la cortesia di non generalizzare, confondendo dirigenti e giornalisti con i LAVORATORI che sono comunque il cuore di quest'azienda in crisi d'identita' da troppo tempo. Vi ringrazio per l'attenzione. Renzo
(da renzo conte - 10/6/2009)       Segnala come inadeguato
3.Condivido molto ma non tutto...
Il messaggio di Beppe grillo è pulito e chiaro. Invita ogniuno di noi a prendere parte attiva della politica. I politici sono dipendenti pubblici, come dipendenti ricevono uno stipendio dal proprio datore di lavoro. Chi è il datore di lavoro dei politici? Lo Stato! ma lo Stato siamo NOI, quidi i politici sono NOSTRI DIPENDENTI, NOI SIAMO I LORO DATORI DI LAVORO. Premesso ciò, quando un dipendente non svolge "BENE" il proprio lavoro, e per giunta "RUBA DALLA CASSA" il datore di lavoro, se non è STUPIDO, LO LICENZIA! Attualmente, noi "datori di lavoro" non abbiamo la facoltà di licenziare i politici che fanno gli interessi di una parte del paese e i propri interessi. Popolo Sovrano del ca... volo. Bisogna svegliare le coscienze condizionate da troppo opportunismo e creare un nuovo soggetto politico, PULITO, MORALMENTE sostenibile, che si adoperi per fare il bene della collettività, non per sistemarsi bene la poltrona sotto il culo. Con partecipazione GEnius
(da Genius - 10/6/2009)       Segnala come inadeguato
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