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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cultura
Da una vicenda familiare Stalag XB: intervista a Marco FicarraUna pagina di storia scomodaMilano - Lo Stalag XB era un campo di concentramento nazista molto particolare, che accoglieva solo militari e prigionieri di guerra. Attraverso la vicenda vera di un proprio parente, Gioacchino Virga, l’autore Marco Ficarra ricostruisce un’affresco storico su una vicenda, quella della deportazione dei militari ostili alla Repubblica di Salò, che oggi, in piena fase di revisionismo storico appoggiato dalla destra politica, si vorrebbe volentieri dimenticare. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’autore per saperne di più sulla genesi e sul messaggio del libro.
Perché hai scelto di raccontare la storia di un militare italiano internato a Stalag X-B? Forse possiamo dire che questa storia mi si è presentata davanti all'improvviso. Più di 2 anni fa mio padre mi diede da leggere le lettere che un suo cugino mandava dal campo di prigionia, dove era stato deportato dai nazisti. Insieme a quelle lettere c'erano alcuni appunti, e la corrispondenza che riceveva dai familiari. Appena le lessi sentii la necessità di raccontare questa storia e di condividerla collettivamente, perché ho avuto da subito l'impressione che non si trattasse solo di una vicenda privata e solitaria. Così ho cominciato a fare delle ricerche. I campi dove furono deportati gli ebrei e le altre vittime erano campi di lavoro finalizzati allo sterminio, mentre quelli per i militari erano campi di prigionia. La particolarità del trattamento degli italiani è però poco conosciuta, soprattutto per il fatto che loro non erano considerati al pari degli altri militari, e che per loro non valeva la convenzione di Ginevra. Per loro c'era il duro lavoro 12/14 ore al giorno nelle campagne, nelle miniere e nelle fabbriche di armi. Non potevano usufruire dell'assistenza della croce rossa internazionale come capitava invece ai francesi, agli inglesi eccetera. Non a caso furono molti i militari italiani a morire. Parlaci del processo di creazione dell'albo. Attraverso quelle lettere ho ricostruito gli spostamenti di Gioacchino Virga nei vari Stalag, e soprattutto la sua lunga permanenza nello Stalag XB, forse uno dei campi più grandi, dove moltissimi militari italiani hanno transitato. Ho iniziato a cercare su Internet, a consultare libri di storia specifici, e diversi diari di sopravvissuti che raccontavano la loro vita nei lager. Mi ha colpito molto il loro senso di rassegnazione, il loro non essere creduti al rientro in Italia. Nella ricerca mi sono imbattuto nelle foto del tenente Vittorio Vialli, che clandestinamente e a rischio della propria vita ha scattato circa 400 foto nel campo. Foto che sono conservate nell'archivio dell'Istituto per la resistenza Parri di Bologna. Per me è stato fondamentale trovare queste foto dello Stalag XB, sia per i disegni che per le didascalie che Vialli ha annotato successivamente. Didascalie che hanno ispirato alcuni momenti del libro. Qual è, secondo te, il messaggio che il tuo fumetto vuole dare? Ho cercato di raccontare la vicenda umana di Gioacchino Virga, un ragazzo di 20 anni, che può essere visto come un paradigma degli oltre 650.000 militari italiani che rifiutarono l'adesione alla Repubblica di Salò per non tradire il loro giuramento. Una storia scomoda per chi cerca di ricostruire quel periodo storico come una semplice contrapposizione tra patrioti. In realtà ci fu chi scelse la resistenza passiva, accollandosi il lager pur di non collaborare con i nazifascisti. La scelta di quei militari italiani fu di grande contributo alla resistenza partigiana. Inoltre, ho cercato di porre l'attenzione sulla vicenda del non rispetto delle regole durante i conflitti, infatti la non riconosciuta convenzione di Ginevra ai militari italiani fu una palese ingiustizia che aggravò la loro condizione di reclusi, e che contribuì alla morte di circa 45.000 militari. Come ti sei trovato a lavorare con la casa editrice veneta BeccoGiallo? L'incontro con BeccoGiallo per me è stato molto importante. Guido Ostanel e Federico Zaghis mi hanno seguito fin dall'inizio e dato molti stimoli, soprattutto nella fase di costruzione della struttura. Con Guido Ostanel abbiamo letto e discusso molte volte sul libro, e ragionato insieme soprattutto sulle parti di criticità del racconto. Mi sono sentito seguito, ma molto libero di esprimere quello che volevo raccontare. Per me è stata una bella esperienza, adesso attendo il giudizio dei lettori. Ficarra, Marco, Stalag XB, BeccoGiallo, pp. 144, euro 15, 00, www.beccogiallo.it Blog ufficiale: http://www.stalagxb.net/ Il book trailer del volume è disponibile a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=jqXo54sb_Kc Massimo Miato 29/7/2009
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