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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.250 del 9/7/2010 |
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Cultura
Sperimentazioni alla Gam di Torino I giovani che visitano le nostre rovine non vi vedono che uno stileGiovani artisti a confronto con i maestri del NovecentoGiovani artisti nati tra gli anni ’70 e ’80 accostati ad alcuni dei più grandi maestri del Novecento, e così un’opera della svizzera Vanessa Billy viene idealmente comparata ad una dello statunitense Sol LeWitt.
Succede alla Gam, dove lo scorso 19 giugno è stata inaugurata "I giovani che visitano le nostre rovine non vi vedono che uno stile", esposizione dal titolo significativo che trae origine da un pensiero di Jean Cocteau: "A partire dal 1917, Raymond Radiguet, a quattordici anni d'età, mi insegnò a diffidare del nuovo se ha l'aria del nuovo, a fare il contrario delle mode dell'avanguardia. Vuol dire mettersi in una brutta posizione. Si scandalizza a destra, si scandalizza a sinistra. Ma a lungo andare tutti quei contrasti si raggruppano sotto una stessa etichetta. Furbo chi se la cava. I giovani che visitano le nostre rovine non vi vedono che uno stile. L'epoca detta eroica mette in mostra solo la sua audacia. [...] Questo fenomeno di prospettiva non riguarda i giovani. Essi possono rivendicarla solo con la certezza che quanto faranno avrà la meglio sul resto e non rassomiglierà a niente." Un progetto curato da Francesco Pedraglio, Caterina Riva e Pieternel Vermoortel, fondatori dell’associazione culturale londinese Form Content, da sempre all’avanguardia nel cercare un’intesa tra opere, spazio e fruitore che superi il concetto accademico di esposizione. Un esperimento ambizioso fortemente sostenuto dal direttore della galleria torinese, Danilo Eccher: “Il primo passo di ridisegno della Gam. Non è una mostra, ma un grande progetto dedicato all’arte moderna, un luogo di conservazione e ricerca contemporanea, di sperimentazione e approfondimento”. Le collezioni storiche della Gam (Felice Casorati, Sol Lewitt, Richard Serra e Giulio Paolini, tra gli altri) aprono le porte alle contaminazioni contemporanee di artisti che della storia sfruttano l’essenza per generare nuove forme di espressione. Un dialogo tra modernità e contemporaneità che inserisce un approccio di pensiero indipendente all’interno di uno spazio no-profit. In mostra opere di: Salvatore Arancio, Francesco Barocco, Andrea Büttner, Vanessa Billy, Felice Casorati, Steven Claydon; Isabelle Cornaro, Dadamaino, Michael Dean, Simon Dybbroe Møller, Sol LeWitt, Eliseo Mattiacci, Giorgio Morandi, Thomas Houseago, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Seth Price, Clément Rodzielski, Florian Roithmayr, Mino Rosso, Alberto Savinio, Richard Serra, Woody Vasulka. I giovani che visitano le nostre rovine non vi vedono che uno stile Dal 18 giugno al 30 agosto Gam Via Magenta, 31, Torino Orari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 Ingresso: intero € 7,50, ridotto € 6,00 . Gratuito il primo martedì del mese. Ingresso libero per i possessori di Abbonamento Musei e Torino Card www.gamtorino.it Eva Massari 26/6/2009
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