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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cronaca
Era imputata per la vicenda del fallimento della societa' "Sidema srl" La moglie di Lamberto Dini condannata a 2 anni e 4 mesiDonatella Pasquali Zingone giudicata per il reato di bancarotta fraudolentaRoma, 3 dic. – Donatella Pasquali Zingone, moglie del senatore ed ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, è stata condannata per bancarotta fraudolenta a due anni e quattro mesi di reclusione e all’interdizione dalla gestione di cariche societarie per dieci anni.
Entrambe le condanne, però, non saranno scontate dalla Zingone poiché quella al carcere è stata condonata per effetto dell’indulto, mentre la seconda pena è stata sospesa condizionalmente. Pena identica, anch’essa condonata, per Italo Mari, un ex collaboratore di Zingone accusato di bancarotta preferenziale, reato per il quale la moglie di Dini è stata invece assolta, così come lo stesso Mari. La decisione, inflitta dalla decima sezione penale del tribunale di Roma (presidente Luigi Fiasconaro), riguarda il fallimento della società “Sidema”, coinvolta nel marzo 2002 in un crack da 40 miliardi delle vecchie lire. Il pm Paolo Auriemma, in sede di requisitoria, nel luglio scorso, aveva chiesto la condanna a 4 anni per “Lady Dini”, che ha sempre respinto le accuse dicendosi estranea ad ogni contestazione. La società fallita "Sidema srl" era la capofila del comparto italiano del Gruppo Zeta, la holding con testa in Costarica e braccia nel nostro Paese di cui la signora Zingone è sempre stata indicata come amministratrice di fatto. Il processo si fonda sul dissesto della srl e sulla gestione di alcuni terreni tra Riano Flaminio e Castelnuovo di Porto, a nord della Capitale. Una tentata speculazione edilizia non andata a buon fine ha fatto saltare l'azienda e tutti i suoi soci. 3/12/2007
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