Roma - Ricercatori dell'UBC (University of British Columbia) hanno pubblicato i risultati di uno studio secondo cui l'atto di "Sognare ad occhi aperti", comunemente associato all'incapacità di concentrarsi, rappresenti invece un innesco transitorio di profondi meccanismi di ragionamento supercosciente.
Il cervello umano si è rivelato essere sensibilmente più attivo e reattivo durante un breve periodo di distrazione, che quando sottoposto a stress/utilizzo esplicito di risorse intellettive. Durante le fasi distrattive, questo sembra concentrarsi autonomamente sulla soluzione di problemi complessi archiviati più o meno coscientemente in precedenza.
La coordinatrice della ricerca, Kalina Christoff, spiega come siano stati impiegati scanner cerebrali in grado di monitorare le aree della corteccia solitamente attivate rispettivamente nell'approccio a ragionamenti "di routine" (faccende quotidiane, semplici calcoli, etc.), e di alto livello (dissertazioni filosofiche, dimostrazioni matematiche e così via).
I risultati sono pubblicati e consultabili sui Proceedings of the National Academy of Sciences.
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