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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Cultura
Storie e riflessione sugli abitanti del Bel Paese Italiani, per esempio. Contro il razzismoUn ritratto inedito ed eccezionale degli italiani dipinto dai bambini figli degli immigratiL’Italia è cambiata. Le sue forme, i suoi colori e i suoi linguaggi non sono più quelli di una decina di anni fa. E il merito (o come pensa qualcuno, la colpa) è anche degli immigrati che, oggi più che mai, vedono nel nostro paese un Eldorado in grado di cambiare e migliorare la loro vita. Negare tutto questo significherebbe negare l’essenza stessa di quello che oggi l’Italia è diventata: un paese multietnico e più ricco dal punto di vista culturale e sociale.
Eppure ancora oggi noi italiani ci dimostriamo impreparati di fronte a questo innegabile e inarrestabile mutamento e vediamo nell’immigrazione non il punto di partenza per il miglioramento ma la panacea di tutti i mali di una società sempre più violenta e disonesta. Basta leggere il giornale o guardare la tv per capire quanto – dimentichi di un passato di migranti con la valigia di cartone – quello italiano sia oggi più che mai un popolo razzista. Ma come gli immigrati ci vedono e cosa pensano di noi? A questo interrogativo risponde il libro “Italiani, per esempio. L’Italia e gli italiani visti dai bambini immigrati”, una selezione di storie, pensieri e riflessioni (versione condensata di un’opera più ampia che l’Editore prevede di pubblicare nel corso del 2010) raccolte dal reggiano Giuseppe Caliceti che, durante la sua ventennale carriera di maestro elementare, ha avuto modo di insegnare a moltissimi bambini, figli di immigrati, consegnandoci un ritratto inedito dell’Italia di oggi e della sua società dipinto da spettatori spesso “invisibili” di questa mutevole realtà. “Quanti alunni stranieri avrò conosciuto in questi venticinque anni di scuola? Duecento? Quattrocento? Di più? Non so, ma ho sempre cercato di accogliere tutti e di ascoltarli con attenzione, clandestini compresi” racconta Caliceti. “Ho cercato di rispettare i loro silenzi finché, in modo inaspettato, è scattata in loro la voglia di raccontarsi e rileggere, a volte anche in modo fantastico, la propria esperienza. Hanno aiutato me e tanti alunni italiani a guardare con occhi nuovi al complesso fenomeno dell’immigrazione e ai problemi a esso connessi, mettendo spesso in discussione le nostre presunte superiorità e certezze. Ci siamo aiutati a guardare in modo diverso il mondo e il Paese in cui ci siamo trovati ad abitare.” In vendita in tutte le librerie Feltrinelli in abbinamento alla borsa "Il razzismo è una brutta storia", il libro è parte dell’omonima campagna che la Casa Editrice promuoverà nel corso di tutto il 2009 con incontri e dibattiti sul tema attuale e urgente dell'antirazzismo. “Quale che sia l’etnia, paghiamo, tolleriamo, rispettiamo, talora addirittura amiamo gli immigrati-forza lavoro, ma quanto possono “diventare” italiani?” si chiede l’Editore Carlo Feltrinelli. “E soprattutto, quanto possono diventarlo i loro bambini?”. Una domanda alla quale vuole rispondere questo interessante progetto che, anche grazie attraverso il sito www.razzismobruttastoria.net, non vuole essere un’accusa nei confronti di tutti coloro che, per ignoranza o paura, vedono nello straniero il “mostro della porta accanto” ma un punto di partenza per conoscere realtà nuove e per mostrare che, dietro a storie di cronaca violente e negative, esiste sempre un lato umano fatto spesso di povertà, disperazione ed emarginazione. Caliceti, Giuseppe, Italiani, per esempio. L’Italia e gli italiani visti dai bambini immigrati, Giangiacomo Feltrinelli Editore, pp. 64, euro 7,00, http://www.feltrinellieditore.it Serenella Forlani 18/5/2009
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