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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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wumagazine
Intervista Minor Majority e il loro Candy StoreLa band scandinava presenta il nuovo albumDopo aver fatto incetta di premi in patria e aver venduto oltre 150.000 copie in tutto il Nord Europa, i Minor Majority presentano al pubblico italiano il loro ultimo lavoro “Candy Store”. Il loro primo singolo, “Supergirl”, è già in rotazione in tutte le radio italiane. Pål e compagni, desiderosi di calcare i nostri palchi, ci hanno raccontato come nasce il loro folk-rock elegante e ricercato.
Minor Majority sembra proprio il nome di una band. Lo avete scelto per un motivo particolare o vi piaceva l’accostamento delle parole? Il nostro nome si presta a molte interpretazioni, una delle quali è che la maggioranza delle nostre canzoni sono scritte in tonalità minore. Comunque la ragione principale è che tutti pensavamo che suonasse veramente bene. Siete attivi dal 2000 prima come duo, in seguito vi siete evoluti come band. Questa trasformazione ha influito sul vostro modo di comporre musica? Pål Angelskår (il cantante, NdR) è l’autore della maggioranza delle nostre canzoni, ma ognuno di noi è responsabile per l’arrangiamento delle sue parti. Le canzoni prendono forma in sala prove, dove condividiamo le nostre proposte su come il risultato finale dovrebbe essere. Cerchiamo di dare ai nostri brani una complessità particolare, che è un po’ la nostra cifra stilistica. La vostra musica è stata accostata a diversi gruppi del passato e del presente, ma tutti provenienti dagli Stati Uniti. Siete d’accordo sul fatto che il vostro suono sia molto più americano che europeo? La maggioranza dei dischi che abbiamo sono americani e crediamo si senta che le nostre canzoni sono influenzate dal folk-rock e dal country, ma se si ascolta attentamente ci sono anche influenze di stampo “brit”, di artisti come Nick Cave e di gruppi come i Pink Floyd e i Dire Straits. Si può dire che il nostro sound sia qualcosa di più che solo norvegese. La Norvegia sembra essere un posto florido dal punto di vista musicale, basti pensare a gruppi come Kings of Convenience, Royksopp, Motorspycho, Turbonegro e Gluecifer. Secondo voi c’è un perché? Tutte le band qui citate hanno una cosa in comune: non si sono adagiate su una tendenza della scena musicale europea, ma hanno cercato di emergere con un approccio nuovo e fresco rispetto al momento. Questo è successo grazie anche al contributo di alcune etichette indipendenti norvegesi, che hanno dato la possibilità a giovani artisti di creare e realizzare musica che non fosse necessariamente mainstream. E il risultato, a quanto pare, è stato molto apprezzato anche fuori dai confini norvegesi. Le vostre canzoni sono esenti da contaminazioni elettroniche. Avete mai pensato di rivisitare in questa chiave qualcuno dei vostri brani? Non abbiamo nulla contro la musica elettronica, ma nessuno di noi è realmente un appassionato del genere. Se le persone giuste ce le chiedessero potremmo considerare una collaborazione, ma non è una cosa su cui attualmente stiamo lavorando. Nella vostra carriera avete fatto molti live, soprattutto in Nord Europa. Quando vi vedremo in tour in Italia? È ancora prematuro dire esattamente quando saremo in tour in Italia, ma sicuramente verremo e non vediamo l’ora! “Supergirl”, il singolo tratto dal vostro ultimo lavoro “Candy Store”, è attualmente in rotazione sulle radio italiane. Chi è questa supergirl protagonista della canzone? Se una ragazza si pone il dubbio che la canzone “Supergirl” parli di lei… probabilmente ha ragione! di Enrico Simone Benincasa – WU magazine 9/4/2009
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