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Tecnoscienze
Foto 'Inviamo un preservativo al Papa'

L'idea di un gruppo nato su Facebook

'Inviamo un preservativo al Papa'

La Voce d'Italia intervista Francesco Migliano, il giovane promotore dell'iniziativa

Roma - Le dichiarazioni del Pontefice e del Vaticano sull’uso del preservativo non potevano non aprire dibattiti anche sul web. Su Facebook, il social network oramai canale privilegiato di comunicazione, sono nati diversi gruppi di discussione con decine di migliaia di iscritti. 

Francesco Migliano, uno studente di Medicina e Chirurgia di 23 anni, è il fondatore di uno di questi spazi, che ha avuto un vero e proprio boom internazionale di adesioni in brevissimo tempo, ed è il promotore della singolare iniziativa, prevista per oggi, chiamata per l'appunto “Inviamo un preservativo al Papa” ( http://www.facebook.com/group.php?gid=58534364452&ref=mf  )
 
Una provocazione pacifica, la sua, che sta facendo il giro del mondo attraverso la Rete, ma anche fuori, nelle scuole, nelle università e nelle associazioni. Francesco ne parla volentieri a La Voce d’Italia. 

27 marzo 2009: ci spieghi il perché di questa data?
Hai presente quando sei in una condizione di esasperazione da lungo tempo e poi di colpo esplodi con una forte reazione di rabbia? E' andata così : fecondazione assistita, Eluana, testamento biologico, preservativo... E' stata l'idea di una manifestazione il più possibile significativa (e pacifica) che avesse l'energia di portare il pensiero di quella che è la maggioranza dei cittadini, cattolici e non, di fronte a tutti; l'obiettivo era il riscontro mediatico che avrebbe potuto far riflettere qualcuno (anche uno in più sarebbe stato un successo): "Inviamo un preservativo al Papa". 

Sarà una iniziativa isolata o, semplicemente, la prima di una lunga serie?
Devo dire che, avendo creato il gruppo su Facebook, non potevo immaginare questo numero incredibile di iscritti (chi conosce le dinamiche di crescita dei gruppi "seri" di questa community, sa che 12000 membri in 48 ore, con due notti comprese, è una enormità). Ho iniziato a ricevere decine di messaggi personali al giorno e, piano piano, questa cosa è diventata “più grande di me” (ringrazio Luigi e "Nocoke" di Tarquinia per l'aiuto). Una settimana fa ci siamo resi conto che il gruppo era già molto numeroso, e allora abbiamo deciso di dare proprio sette giorni di tempo per l'invio del preservativo; inizialmente pensavo di decidere la data tutti insieme, ma con 26000 iscritti era davvero difficile... Così, per ora, è nato il 27 Marzo! 

Che risposta avete avuto finora?
L'iniziativa è cominciata ad apparire sulla stampa on-line ieri, con l'agenzia AdnKronos, e presto altre testate hanno riportato la notizia. Spero che il riscontro mediatico cresca ancora, il più possibile. 

Avete avuto contatti con il Vaticano?
Il Vaticano non si è assolutamente scomodato, figuriamoci! Ma non si sa mai, perché se questa cosa avrà veramente successo questo gruppo potrebbe rimanere una "base logistica" per altre iniziative future, come senz'altro l'appoggio all'eventuale referendum di abrogazione sul "non- testamento biologico". Voglio aggiungere una cosa: nessuno di questo gruppo ritiene che il preservativo sia la "mano santa" per l'eradicazione dell'HIV dall'Africa, ma c'è una cosa che non è stata mai sottolineata: le parole del Papa non sono rimaste in Africa; il preservativo viene utilizzato in tutto il mondo e, se è vero che non è sufficiente da solo, lì (il Papa ha detto che non serve, che già è molto più grave) nessuno si deve permettere di trasmettere il messaggio che il condom non abbassi drasticamente il rischio di contagio. Un esperimento mentale: ci sono due gruppi di persone abbastanza grandi, di entrambi i sessi; in ogni gruppo metà è sieropositivo e metà no; ad un gruppo fai fare sesso con il preservativo, all'altro no. Cosa ti aspetti? 

Anna Sbarrai
27/3/2009








Commenti a questo articolo (1)


1.numero 1
grande fra!!!!! sei il numero unoooo fatti rispettare
(da piero - 3/27/2009)       Segnala come inadeguato

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