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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Spettacolo
Il gruppo romano vanta, dal 2003, un'intensa attivita' concertistica Il primo omonimo album dei Senza NomeLa canzone d'autore italiana e il rock progressivo si fondono in deliziose armonieIl loro nome particolare potrebbe far pensare a una mancanza di creatività: tutt’altro. Originali, dalle doti tecniche sopraffine e di grande esperienza artistica, i Senza Nome sono riusciti nell’intento di realizzare una piccola perla musicale e guadagnarsi numerosi consensi da parte di pubblico e critica.
Ma conosciamoli meglio: si tratta di un quintetto romano; provengono infatti da Marino, località dei Castelli Romani famosa per essere la città natale del Banco del Mutuo Soccorso. Ed è proprio dal Banco che i Senza Nome traggono le loro maggiori ispirazioni, pur non mettendo in ombra quelle che sono le principali caratteristiche che fanno di questo gruppo una rivelazione tutta italiana. Un’intensa attività live ha contribuito ad esaltare le peculiarità dei Senza Nome che, dal 2003 si esibiscono dal vivo ogni volta che gliene viene data l’occasione e che, nel 2005 hanno realizzato il loro primo demo-cd “Pensando a Non Pensare – Live”, registrato dal vivo in presa diretta durante un concerto e diffuso gratuitamente attraverso il sito internet del gruppo. Il primo e omonimo album, “Senza Nome”, prodotto e curato dal tastierista Stefano Onorati, esce invece nel 2008. Il quintetto dimostra il suo grande amore per la tradizione rock progressive italiana, ripescando, con la propria musica, elementi di chiara matrice anni ’70 (che riportano alla mente la già citata formazione dei fratelli Nocenzi e gli Area): il tutto amalgamato ad incursioni nel buon cantautorato italiano. Musica d’altri tempi da un lato, ma contemporanea dall’altro, pensata e realizzata con grande cura per quanto riguarda l’arrangiamento dei brani, le armonie e le scelte dei suoni. Strumenti acustici convivono con l’aggiunta dell’elettronica, come una goccia di modernità in un contesto tipicamente classico: il vecchio Moog, il Mellotron e l’organo Hammond la fanno da padrone dunque, sovrapposti, però, all’uso di moderni sintetizzatori. Il risultato è un disco contenente nove canzoni di grande spessore ed un videoclip realizzato da Giampiero Pagnani. "Illusioni di un'anima lontana”, divisa in tre parti, apre le danze ed è la prima delle due suite (insieme a “Ulisse”) inserite nell’album. Momenti sinfonici, arpeggi, intrecci di chitarre elettriche e le soffuse note elettroniche si integrano perfettamente al cantato, intervallato da inserti recitati, denotando la grande maturità artistica espressa dalla band e un potenziale tecnico di tutto rispetto. Non viene trascurato nemmeno il booklet: dalla copertina, una barchetta di carta prigioniera di un piccolo recipiente di stagno, trascinata da una mano. All' interno, 24 pagine a colori, con foto e tutti i testi dei brani, elemento da non trascurare data la particolarità delle canzoni di un genere che esprime tramite le parole la sua principale energia creativa. Senza Nome, ma traboccanti di idee e di passione per la Musica senza tempo, la vera musica. Senza Nome Line up: Emanuele De Marzi – voce e chitarra Leonardo Bevilacqua – batteria Mirko G.Mazza – chitarra Pierfrancesco Portelli – basso Stefano Onorati – tastiere www.senzanome.net Daniele Orlandi daniele.orlandi@voceditalia.it 20/11/2008
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