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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Politica
Non sara' piu' possibile laurearsi in benessere del cane e del gatto Riforma Gelmini. Chiude l'Universita' degli SprechiL'Italia non figura tra le cento migliori universita' mondiali. Sprechi diffusi negli atenei italianiMilano, Probabilmente non sarà più possibile laurearsi in benessere del cane e del gatto all'Università di Bari. Previste occupazioni di animalisti. E nemmeno nelle scienze del fiore. In Italia proliferano i corsi di laurea. 5.517 nel 2007, quando erano 2.444 nel 2000. Tra i nuovi corsi di laurea: «Gestione delle imprese di pesca» (università del Molise), «Scienze della mediazione linguistica per traduttori dialoghisti cinetelevisivi» (Torino), «Scienze del fiore e del verde» (Pavia), «Scienza dell’allevamento, dell’igiene e del benessere del cane e del gatto» (Bari).
Il sito www.topuniversities.com stila una classifica delle cento migliori università del mondo. Prima: Harvard (Stati Uniti). Seconda: Yale (Stati Uniti). Terza: Cambridge (Regno Unito) . Quarta: Oxford (Regno Unito). E l'Italia dov'è? Assente. La prima università italiana nella classifica del 2008 è al 205 posto, La Sapienza di Roma (era al 183 l'anno scorso), al 291 posto il Poiitecnico di Milano e al 296 l'univeristà di Padova. TRa le università europee la prima è Cambridge. La prima italiana nella classifica europea è al 78 posto con Bologna. Gli studenti delle superiori sono al 27º posto fra i loro coetanei di 57 nazioni per conoscenza della matematica, al 36º posto per le scienze... 17% di laureati fra chi ha da 25 a 34 anni, (la media Ocse è al 33%).. In alcuni paesini del comasco, vi sono scuole con classi di 15 alunni in tutto.Dal dipartimento di Matematica e Fisica dell'Università Insubria di Como sono usciti 17 neodiplomati. Li hanno seguiti 24 professori. Ventiquattro docenti, tra professori ordinari, associati e ricercatori per 17 studenti. Poche decine di iscritti per Scienze chimiche e ambientali La scuola elementare italiana è fra le prime 5 al mondo, ma già all’età di 15 anni i rapporti del Pisa situano i nostri studenti al 27º posto fra i loro coetanei di 57 nazioni per conoscenza della matematica, al 36º posto per le scienze, e via sprofondando. E ovviamente all’università il buco diventa una voragine. La scorsa estate ai ragazzi italiani usciti dagli esami di maturità sono stati proposti 3028 corsi di laurea triennale o a ciclo unico. Di questi solo 2923, secondo le statistiche fornite dall'Anagrafe nazionale degli studenti, hanno riscosso il gradimento delle nuove matricole. Il che significa che nello scorso anno accademico ci sono stati ben 105 corsi di laurea che non hanno registrato nemmeno un iscritto: praticamente un fallimento. Lauree che non sono riuscite a convincere nemmeno per un istante l'esercito di 400 mila nuovi studenti universitari che a settembre dello scorso anno hanno iniziato a prendere confidenza con lezioni da seguire e esami da sostenere. Il quadro assume contorni ancora più catastrofici se nel bilancio fallimentare si aggiungono anche quei corsi di laurea che di nuovi studenti ne hanno avuti con il contagocce. Sempre secondo i dati forniti dall'Anagrafe del MIUR, tra tutti i corsi di laurea varati dalle università italiane, 40 di questi avevano attirato meno di 5 studenti, e altri 158 erano stati scelti da non più di 10 matricole. Facendo due calcoli, praticamente il 10 per cento dell'offerta formativa degli atenei italiani sarebbe stata rimandata al mittente. Il condizionale in questo caso però è d'obbligo visto che se si prova ad approfondire i numeri proposti dall'Anagrafe, c'è qualcosa che non torna. Confrontando gli sconfortanti dati forniti dall'Anagrafe con quelli di ogni singola università, infatti, un quadro chiaro della situazione sembra proprio non esserci. Volete un esempio? Secondo l'Anagrafe il corso per "Traduttori dialoghisti televisivi" a Torino sarebbe stato un clamoroso flop con zero iscritti. Secondo l'ateneo piemontese, invece, i nuovi immatricolati sarebbero addirittura 20, scelti dopo un'accurata selezione su 108 candidati. Stessa situazione a Cosenza, dove per il corso di laurea in Ingegneria meccanica ogni giorno ci sono 143 studenti che seguono regolarmente le lezioni del primo anno, mentre per l'Anagrafe ce ne sarebbe solo uno. Numeri che non tornano e sviste clamorose che si ripetono anche in altre università, da Bologna a Roma passando per Napoli e Lecce, e che interessano tutte le classi di laurea, da quelle scientifiche a quelle umanistiche. E che dire delle spese di trasferta dei docenti titolari di cattedra? Voli in prima classe e albergi a cinque stelle... C'è poi chi cavalca la protesta studentesca per mantenere privilegi di casta. Sono i famosi "baroni" delle accademie, per nulla interessati alla meritocrazia e al bene degli studenti, ma al nepotismo. Proteste politiche e strumentali? Ancora dubbi? Nel 2006 una la senatrice di sinistra, Franca Rame disse: "Iniziamo da qui, riduciamo gli sprechi dello Stato italiano..." Non si capisce (o meglio si capisce fin troppo bene...) perchè non ci fossero manifestazioni per i tagli alla ricerca previsti dal governo Prodi. Nessuno se li ricorda, ma la senatrice e premio Nobel, Rita Levi Montalcini, ammonì: "Se rimarranno i tagli alla ricerca, non voterò la Finanziaria". Carlo Rubbia disse: "Se dunque verrà confermata la decisione di tagliare le risorse alla ricerca, il resto del mondo interpreterà questa scelta come una precisa e chiara volontà del nostro governo di chiudere con la ricerca e lo sviluppo in Italia". Mentre il ministro Gelmini ricorda: “Abbiamo bloccato il turn over, questo sì. È un problema per quanto riguarda i giovani, ma dico anche che abbiamo stanziato 60 milioni di euro per un bando per finanziare i progetti dei ricercatori under 40, abbiamo anche fatto in modo di recuperare un finanziamento di 40 milioni di euro che servirà per assumere 1100 ricercatori. Abbiamo aumentato di 240 euro le borse dei dottorati in ricerca. Insomma mi pare che alcuni segnali nell’ottica di uno svecchiamento del sistema e di un’ attenzione alla ricerca questo Governo li stia dando». Ma questo non interessa certo a chi disegna stelle a cinque punte con insulti al ministro dell'istruzione Gelmini con l'appello a «usare la motosega per tagliarle la testa». Giorgio Nadali giorgio.nadali@voceditalia.it www.giorgionadali.it 3/11/2008
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1.Forza Gelmini
A casa i pelandroni. W la Gelmini!
(da Wolfang - 11/13/2008)
2.Ignoranti
Frequento il corso di Scienza dell’allevamento, dell’igiene e del benessere del cane e del gatto a Bari. Mi chiedo: davvero pensate che a questo corso ci insegnino a lavare i cani o a coccolarli? Ma state fuori? Imbecilli, prima di dire cose che non sapete venite a vedere cosa studiamo, leggetevi almeno il piano di studi, giusto per capire che cosa è in realtà il nostro corso. E' come fare "scienze infermieristiche", ma rivolto agli animali d'affezione. La figura professionale che esce da quel corso è quella di assistente veterinario, ma voi non ci siete arrivati perchè siete completamente rincretiniti dalle vostre manie di grandezza. Prima di giudicare, di criticare e di sparlare a proposito venite a informarvi su cosa studiamo realmente. Gaetano.
(da Gaetano - 11/10/2008)
3.Ahahaha..che???????
Ah beh..meno male che e' la sinistra che non rispetta le idee di tutti: sbaglio..o si parla di denunciare chi occupa( se ci sara' bisogno..sono pronta a dare dei soldi per difendere questi ragazzi: e guarda che non ne ho tanti! Ma ne vale la pena.)? Mica la sinistra, sai?Chi non ascolta le idee del popolo..migliaia di persone, in questo momento, e' la destra! E stiamo parlando di adesso. Sono certa, che se non fosse stato troppo scandaoloso, Maroni avrebbe sparato a quei ragazzi...le manganellate date a ragazzi che stavano protestando pacificamente..non le ha date la sinistra!!! Sia ben chiaro! La democrazia..non si promulga a manganellate: e' la via piu' facile..ma anche quella che porta alla rivolta. In ogni caso..articoli come questo sono una vergogna, un insulto all'intelligenza e come l'autore ha espresso il suo parere, io ho espresso il mio disgusto. Non siamo tutti deficienti..e certe tecniche manipolatorie dell'informazione, ormai sono chiare come la luce e non funzionano piu'! Tipo..per esempio..dare la colpa alla sinistra dei disordini..per poi scoprire che e' stata la destra a istigarli( vecchio come il kucco sto metodo..ma non c'era l'epoca dei telefonini e di internet un tempo..oggi..tutto e'piu' difficile, persino per i manipolatori mentali). Angie
(da Angelica - 11/3/2008)
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