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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Tecnoscienze
Approvato l'emendamento 138 Sarkozy bocciato dalla commissione Ue, no al taglio di Internet per i 'pirati'Dopo il rifiuto da parte dell'EuroparlamentoVarese – Lo scorso 24 settembre il Parlamento dell’Unione europea ha approvato a grandissima maggioranza (573 voti contro 74) l'emendamento 138 in cui si chiede ai regolatori nazionali di applicare il principio secondo il quale, salvo il caso di minaccia per la pubblica sicurezza, “…nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali, senza la previa autorizzazione delle autorità giudiziarie, segnatamente in accordo con l'Art.11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue sulla libertà d'espressione e d'informazione”.
Tenendo conto che nella procedura comunitaria di co-decisione se l'Esecutivo Ue si oppone a una modifica ad una proposta iniziale è necessaria l'unanimità degli Stati membri in Consiglio Ue per l'approvazione, il presidente francese Nicolas Sarkozy venerdì scorso ha inviato al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, una lettera in cui ha chiesto di non sostenere l'emendamento 138 nel prosieguo dell'iter legislativo del Pacchetto telecom. Lunedì, il portavoce del Commissario Ue Viviane Reding, ha fatto sapere di aver preso nota della lettera del presidente francese ricordando però il risultato schiacciante del voto in Plenaria sull'emendamento in questione e che, secondo il parere dell'Europarlamento, il collegamento internet rientra nella libertà d'espressione e non può essere negato solo per evitare atti di criminalità informatica. Reding ha dichiarato: “…La Commissione europea rispetta la decisione democratica del Parlamento europeo; nella visione della Commissione, quest'emendamento è una riaffermazione importante di alcuni principi giuridici chiave inerenti all'ordinamento giuridico dell'Ue, e in special modo ai diritti fondamentali dei cittadini”, per poi affermare: “…L'emendamento è stato deliberatamente elaborato con un linguaggio che lasci agli Stati membri la possibilità di conseguire un giusto equilibrio fra diversi diritti fondamentali, e segnatamente il diritto al rispetto della vita privata, la proprietà intellettuale e il diritto di informazione e di espressione”. Il progetto di legge “creazione e internet”, presentato dal ministro della cultura francese Christine Albanel, attribuirebbe alle Authority nazionali delle tlc il potere di monitorare il traffico online e tagliare il collegamento al web di presunti pirati, scoperti a praticare il downloading illegale di film, musica o qualunque altro contenuto protetto dal diritto d'autore. Il premier transalpino giustifica la proposta del ministro sostenendo che internet non può essere considerato un luogo al di fuori della legge. Innanzitutto il progetto prevede la creazione di un’Alta Autorità per la Protezione del Copyright su Internet (HADOPI), nella quale confluiranno alcuni importanti poteri attualmente spettanti all’autorità giudiziaria e al CNIL (Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà) e l’attuazione di un meccanismo di punizione ‘graduale’ basato sul concetto dei ‘tre strikes’: gli internauti sospettati di scaricare illegalmente si vedranno recapitare un primo avvertimento via email, seguito da una sospensione cautelativa per un’eventuale successiva violazione e, infine, dal ‘taglio’ della linea da tre mesi a un anno se beccati per la terza volta con le mani nel sacco. La disconnessione potrà essere ridotta da uno a tre mesi se l’utente si impegnerà per iscritto a non reiterare il reato e a non contestare la sentenza. Verrà inoltre creata un ‘lista nera’ degli internauti, una sorta di gogna mediatica che eviterà ai ‘colpevoli’ di aggirare la punizione cambiando provider. La proposta di legge Albanel ha già provocato forti contestazioni; i cittadini temono infatti per la possibile violazione dei diritti fondamentali per la liberta. Innanzitutto, non viene messo in atto alcun sistema di informazione e prevenzione, ma viene solo introdotta una nuova infrazione infarcita di sanzioni specifiche che vanno ben al di la del semplice ‘avvertimento’, inoltre le sanzioni, secondo i detrattori, sarebbero ‘sproporzionate’ e rispondenti a una logica troppo ‘repressiva’, fatta di interdizioni e black-list. Il progetto inoltre non risolverà in alcun modo la crisi dell’industria musicale poiché non risponde a un modello economico realista ed è in aperta contraddizione con le politiche comunitarie. Denis Olivennes, direttore del quotidiano francese Nouvel Observateur, è l’ispiratore dell’accordo tra il mondo dei contenuti e dei service provider ed ha giocato un ruolo determinante nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri francese, ha sempre sottolineato l'importanza di norme che combattano il file-sharing illegale. A giugno, in occasione del convegno organizzato a Roma dall’Associazione Italiana Editori (Aie) sul tema “Creatività e cultura nel web: opportunità o minaccia?”, ha detto con soddisfazione: “Oggi la Francia ha un progetto di legge, e a breve lo avrà anche l’Inghilterra. Questo è il futuro e questa è la nostra soluzione: l’unica strada per garantire un futuro ai produttori di contenuti culturali rispetto ai gestori delle reti”. Luca Macchi 10/10/2008
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