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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Rubriche
Per controllare l'abuso di alcool Tabelle alcolemiche, le stragi continuanoEducare al consumo consapevolePrimo week end delle tabelle con tassi alcolemici esposti all’interno dei locali pubblici, ma le stragi del fine settimana sulle strade dovute all’eccessivo consumo di alcool non finiscono. L’8,9% dei minorenni abusa di alcolici e non solo: i giovani incominciano a bere soprattutto nei momenti di euforia ma anche di gioia e finiscono per esagerare, il nettare di bacco se assunto in modiche quantità è, senza dubbio, un alimento che può rendere ancora più divertenti momenti di convivialità, ma eccedere per dimostrare che cosa?
L’abuso, non solo di bevande alcoliche, ma sempre più spesso anche di sostanze stupefacenti, è lo strumento per essere al centro dell'attenzione nel gruppo dei coetanei, per fare nuove amicizie, per conquistare l'altro sesso, concedersi qualche bicchiere di troppo elimina quella endemica insicurezza, noia, incapacità di essere originali e simpatici. Un problema sociale che non può ricadere sui produttori vitivinicoli sempre più impegnati affinchè le loro etichette siano di qualità. Educare al consumo consapevole, anche a livello scolastico ma prima ancora in famiglia, potrebbe essere una giusta soluzione, soprattutto oggi che la ricerca di qualità, anche nel complesso mondo enologico, è un fattore di business. L’etilometro sta diventano lo “spauracchio” degli amanti del berebene, costretti a lasciare sul tavolo del ristorante la preziosa mezza bottiglia, i pochi cc. causa di elevate multe o ritiro della patente di guida, per i giovani il rilevatore è ancora una volta una sfida, le regole sono limiti che devono essere superati, magari con conseguenze atroci: negli Stati Uniti il proibizionismo che durò dal 1919 al 1933 ebbe come prima conseguenza l'aumento della criminalità organizzata. I consumatori, fino a poco tempo fa dovevano preoccuparsi solo dell’eccessivo rincaro attuato dai ristoratori sulle bottiglie, oggi richiedono quelle da 50cl. magari con il tappo a vite, facilmente consumabili durante una cena o da portarsi a casa, anche se una simile filosofia di consumo non esiste nel nostro paese. Eppure già in epoca romana, un buon pasto era sempre abbinato al vino considerandolo un alimento prelibato e nutritivo, l’assunzione di quantità limitate di alcool produce euforia, piacere nel dialogo, disinibizione nel comportamento e un leggero aumento del battito cardiaco. Nel resto d’Europa è norma servirsi di taxi quando si presume che la serata possa concludersi “allegramente”, purtroppo le tabelle di marcia di quelli italiani sono troppo alte e in alcuni paesi non sussiste un simile servizio, l’unica soluzione è decidere di frequentare persone astemie che affrontino la guida senza nessun pericolo. Claudia Logoluso claudia.logoluso@voceditalia.it 29/9/2008
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