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la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.245 del 9/2/2010 |
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Tecnoscienze
Un progetto co-finanziato da privati e dalle istituzioni politiche toscane Arezzo va a idrogeno. Obiettivo: autonomia energeticaInaugurato il primo idrogenodotto sotterraneo in area urbana al mondo che fornira' energia a case e aziendeArezzo, 2 mag. - È stato inaugurato lo scorso 30 aprile, con una cerimonia svoltasi nella zona industriale orafa di San Zeno, il primo idrogenodotto sotterraneo in area urbana al mondo ad Arezzo, che fornira' energia alle case e alle aziende della cittadina toscana. Un primato italiano nel campo delle energie rinnovabili frutto di un progetto nato 4 anni fa dall’accordo tra Regione Toscana, Comune e Provincia di Arezzo, Gruppo Sapio, Exergy Fuel Cells e Cooperativa del Sole, per dimostrare l’efficienza e la fattibilita' di un sistema di distribuzione capillare di questa fonte energetica sulla quale permane ancora molto scetticismo a causa degli alti costi rispetto a sistemi solari ed eolici, ma che continua a essere sostenuta fortemente dall'economista statunitense Jeremy Rifkin.
Il progetto ha richiesto un investimento di oltre 1 milione di euro, sostenuto per meta' dalla Regione Toscana e per meta' dalle aziende sopraccitate: l’idrogenodotto si trova a un metro e venti centimetri di profondita' e porta idrogeno puro alle aziende e all’HydroLab, un laboratorio dimostrativo dedicato alle energie rinnovabili, equipaggiato con due celle a combustibile da un chilowatt e con un impianto fotovoltaico per la produzione di idrogeno rinnovabile dall’acqua attraverso un processo di elettrolisi. La fornitura alle abitazioni private non e' ancora funzionante, ma dovrebbe partire tra poche settimane; questo permettera' di abbassare notevolmente i costi economici e ambientali indiretti derivanti dal trasporto su gomma delle bombole di idrogeno, ma soprattutto rendera' il territorio aretino autonomo a livello energetico. Infatti, la produzione in loco di idrogeno dal fotovoltaico sarebbe in grado di sostenere il fabbisogno energetico industriale e domestico, nonche' la produzione di corrente elettrica e di calore, con l’ulteriore vantaggio ambientale ed economico di liberare tutti gli utenti dal mercato del petrolio. Producendo localmente energia dall’idrogeno sara' possibile evitare black out tecnici e interruzioni di forniture dovute agli alti costi dei combustibili fossili (petrolio e gas). Il Presidente della Giunta Regionale della Toscana Claudio Martini, partecipando all’inaugurazione, ha affermato che "l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili e' una nostra scelta strategica e la Toscana si candida a diventare il distretto dell’idrogeno in Europa". Martini ha, poi, aggiunto che la Toscana punta a diventare il distretto europeo dell'idrogeno: "abbiamo gia' finanziato con 11 milioni di euro il progetto di sviluppo della mobilita' a idrogeno e proseguiremo nel settore della componentistica navale". Proseguendo nel suo discorso, ha anche annunciato che la Regione chiedera' al Governo di facilitare le procedure per l’autorizzazione delle auto a idrogeno e di favorire la nascita di una rete nazionale di distributori di idrogeno prodotto da energie rinnovabili. All'inaugurazione erano presenti anche rappresentanti dell'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese e delegati di imprese giapponesi e tedesche: un ulteriore prova che il mercato delle energie rinnovabili non e' una “chimera ambientalista”, ma una scelta economica prioritaria. La falsa contrapposizione tra crescita economica e sviluppo sostenibile creata da alcune lobbies politiche e industriali e' ormai indifesa di fronte alla realta' di un nuovo sistema energetico innovativo rispettoso dell'ambiente e che rendera' le imprese piu' competitive. Mario Pasquali 2/5/2008
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1.Arezzo stimata città...provinciale
Mentre il mondo avanzato (Germania , Francia, Inghilterra, Giappone)va verso la produzione energetica “casalinga”, a mezzo delle tecniche di sfruttamento delle energie alternative fotovoltaiche ed eoliche,in piccolo, lasciando oramai indietro i costosissimi e pericolosissimi impianti industriali, per la produzione energetica, prodotta sia da fonti tradizionali , petrolio e gas naturale e sia per le stesse fotovoltaiche , eoliche e solari, da Arezzo, stimata città , arrivano in ritardo vecchi progetti al limite del disastro ecologico, data l’estrema pericolosità del trattamento di grandi quantità di idrogeno, sempre sconsigliate e abbandonate da tutte le più importanti grandi industrie europee per qualsiasi tipo di applicazione terrestre. Cito per fare un esempio il nuovissimo(per modo di dire) motore ad acqua presentato dal giappone, che non è nient’altro che l’applicazione più semplice e minimalistrica dello sfruttamento di piccolissime quantità d’idrogeno elettroliso, per l’alimentazione di un motore automobilistico, applicabile ovunque per la produzione di energia anche per motori elettrici e conduzioni domestiche( ved i progetti già imboscati sia quì da noi,in Svizzera, all’università di Losanna che già in Germania e Gran Bretagna e Francia). Grossisimi interessi mondiali bloccano lo sfruttamento di questa semplice tecnologia, che ci viene calata dall’alto, dall’altro capo del mondo, visto che siano ormi prossimi alla saturazione di gas nocivi della nostra atmosfera e dalla prossima (30- 50 anni) esaurimento delle fonti petrolifere…. Vi lascio immaginare… Vi consiglio di farvi il vostro impiantino casalino il prima possibile e senza tanta pubblicità, peraltro ad Arezzo c’è già chi vi può aiutare!!! Cristiana Cassandra - Losanna (CH)
(da cassandra - 6/18/2008)
2.funzionario pubblico
OTTIMA NOTIZIA!!L'UNICO E VERO PROBLEMA DELLA SVOLTA ENERGETICA DI CUI QUESTO PAESE HA BISOGNO E NON PERDERE LE "MENTI" E RADICARE NEI PROCESSI DI ISTRUZIONE SCOLASTICA "LA CULTURA AMBIENTALE" ,ELEMENTI NECESSARI A COMBATTERE I POTERI FORTI DELLA POLITICA ECONOMICA CHE NEGA IL FUTURO ALLE GENERAZIONI CHE SEGUIRANNO.(DAVIDE- 08/05/200
(da DAVIDE - 5/8/2008)
3.funzionario pubblico
OTTIMA NOTIZIA!!L'UNICO E VERO PROBLEMA DELLA SVOLTA ENERGETICA DI CUI QUESTO PAESE HA BISOGNO E NON PERDERE LE "MENTI" E RADICARE NEI PROCESSI DI ISTRUZIONE SCOLASTICA "LA CULTURA AMBIENTALE" ,ELEMENTI NECESSARI A COMBATTERE I POTERI FORTI DELLA POLITICA ECONOMICA CHE NEGA IL FUTURO ALLE GENERAZIONI CHE SEGUIRANNO.(DAVIDE- 08/05/200
(da DAVIDE - 5/8/2008)
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