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Spettacolo
Foto Braccialetti Rossi

In onda da domenica 26 gennaio

Braccialetti Rossi

La nuova fiction di Rai Uno

"La medesima persuasione che ci rassicura che nessun male è eterno o durevole, ci fa anche persuasi che in questo breve periodo della vita esiste la sicurezza dell'amicizia" (Epicuro) 
Non è certo il primo format che comperiamo dalla Spagna (qui in particolare nato in Catalano e solo successivamente doppiato anche in spagnolo), ma di certo è uno dei più interessanti, se è vero che gli stessi diritti sono stati acquistati negli Stati Uniti da Steven Spielger, che realizzerà una fiction dal titolo The Red Band Society. Il filo rosso è la voce narrante: un bambino in coma, nel cui mondo oltre il reale si riunisce il gruppo di amici. La fortunatissima serie Pulseras Rojas è stata tratta da Albert Espinosa dal suo libro Il mondo Giallo, se credi nei sogni, i sogni si creeranno (che nonostante le differenze di stile, esperienze e contesto, per molti aspetti ricorda da vicino il bellissimo capolavoro Bianco su Nero, scritto da Rubén Gallego). Il romanzo sono "una serie di insegnamenti" che il cancro ha lascito in eredità all'autore, di cui la fiction ritrova la "leggerezza prosaica intrisa di lezioni di vita" (El Paìs). "Non ho mai pronunciato con orrore parole come cancro, tumore, ostosarcoma", scrive Espinosa, "quello che vediamo nei film è un universo di falsi luoghi comuni, che finisce per sembrarci reale". 

Allo stesso modo tenta di sdrammatizzare sulla malattia e di insegnare la gioia di vivere nonostante tutto, la serie firmata Rai Fiction. Non si parla di suore o preti, né di poliziotti o carabinieri: si parla di un ospedale pediatrico, e per una volta dal punto di vista dei pazienti e delle loro famiglie. Oltre ai sei giovanissimi ricoverati, infatti, protagoniste di questo romanzo di formazione sono soprattutto le donne: madri, sorelle, infermiere, spesso sole. La malattia è vista dal regista Giacomo Campiotti come metafora della condizione adolescenziale, ma è anche un modo per educare gli adulti e per far entrare nei salotti delle famiglie italiane tematiche importanti, rischiose da affrontare senza cadere nella retorica. Come una favola per bambini, appunto, il racconto prende tinte quasi monodimensionali; tutto è caricato quel tanto che serve a rendere senza ombre i contorni: i cattivi sono cattivi, i buoni sono buoni e i simpatici sono simpatici. I buoni sentimenti e i messaggi sono semplici, diretti, elementari: la vita che è più importante della televisione, l'esempio dei genitori che ricade sui figli, l'affetto che "è un gesto quotidiano come comprare il pane". Nonostante le molte imperfezioni tecniche, la musica alta nel momento giusto farà piangere tutti e "colpirà il vostro cuore". 

Perché la musica ha voluto essere per i produttori un elemento distintivo, con tanti nomi noti a firmare la colonna sonora: musiche originali di Stefano Lentini; 9 inediti a firma di Niccolò Agliardi interpretati da Francesco Facchinetti, Ermal Meta, Il Cile, Simone Patrizi, Edwyn Roberts, Greta; nonché 5 grandi successi di Vasco Rossi, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Emis Killa e Emma Marrone. Scambiato due brevi chiacchiere con Niccolò Agliardi, ci dice di come l'esperienza e il contatto con i giovani attori lo abbia fatto crescere molto: 

"Quando ho iniziato a scrivere la canzone, del progetto conoscevo quasi tutto nelle intenzioni di sceneggiatura e nelle intenzioni di quello che non doveva essere fatto. Sapevo che non bisognava fare due cose: la paraculaggine e il ricatto. Questi erano dei diktat precisissimi da parte del produttore che mi ha contattato. E poi sapevo una cosa: che sarei cresciuto e che sarebbe stata una sorta di rivoluzione sia personale che professionale. Credo che finora tutto quello che ho detto più o meno si è avverato. Non conoscevo i ragazzi, che sono stati fondamentali per quest'operazione: le altre nove canzoni si sono evolute e sono cresciute con la condivisione e la convivenza con loro. A quarant'anni credo che ognuno di noi, minimamente sensibile, ha attraversato zone d'ombra e di dolore, e se è ancora vivo e se non è abbruttito, secondo me un po' ha imparato a trasformare quella cosa: io ho attinto dalla mia vicenda personale." 


Gli chiediamo cosa lo muova a mettere sempre nei suoi testi un grande messaggio di speranza (ricordando anche di quando ha suonato in piazza San Pietro in occasione dell'incontro di Papa Benedetto XVI con i giovani) 

"Il fatto che io per esempio sono vivo potrebbe essere già qualcosa. Il fatto che mi piaccia moltissimo la mia vita potrebbe essere una seconda ipotesi. E poi il fatto che io sia un privilegiato, una persona che fa del proprio lavoro la propria passione. Bisogna avere proprio degli ottimi motivi per lamentarsi nell'arte; io per ora non ho questi grandi motivi per lamentarmi. Guarda caso, dopo tanti anni, in questa sede, la risposta che ti darei alla fine di quest'intervista è
Ridere, ridere, ridere ancora" 

Michele Galasso
26/1/2014








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